Olio di Colza

Buoni livelli di offerta, ma mercato guidato dalle politiche energetiche e commerciali

Mercoledì, 29 Aprile 2026

Nel corso del mese di aprile, le quotazioni dell'olio di colza sul mercato europeo hanno visto accentuarsi il trend rialzista già in atto da inizio anno, raggiungendo un picco in particolare in concomitanza con il voto del parlamento tedesco sull'applicazione della RED III. Su base media mensile, i rialzi tra marzo e aprile hanno sfiorato il +2% sulla piazza di Rotterdam per l'olio di colza grezzo. 

In virtù del buon livello di approvvigionamento del mercato nel corso della campagna corrente, l'olio di colza resta a livello europeo l'olio vegetale più a buon mercato, insieme all'olio di soia. I raccolti 2025 sono stati abbondanti e per il 2026, in linea con IGC, la Commissione UE prevede che la produzione possa subire soltanto un lieve ritracciamento (-1%) come conseguenza di una riduzione delle rese (-2% secondo il recente MARS Bulletin), ipotizzate comunque superiori alla media triennale (+3%), mentre per l'Ucraina è previsto un aumento produttivo, frutto di maggiori aree seminate. Per Canada ed Australia sono attesi cali della produzione, dopo le rese molto elevate del 2025/26, nonostante aree seminate in leggera crescita. Considerato che in questi due Paesi, dove le semine sono ancora da fare, il minor fabbisogno di fertilizzanti della canola rispetto ai cereali potrebbe portare ad uno spostamento delle intenzioni di semina, la campagna 2026/27 sembra comunque avviata verso un'ampia offerta. 

I flussi commerciali di seme e olio di colza, nel 2026/27, saranno largamente influenzati dalle decisioni di politica energetica di vari Paesi. Il RFS adottato dagli Stati Uniti per il 2026 e 2027 ha escluso il dimezzamento dei RIN maturabili grazie ai biocarburanti importati o prodotti da materie prime di importazione. Ci si attende dunque, per la prossima campagna, una maggiore tendenza al consumo domestico canadese della canola, per la produzione di olio da destinare soprattutto al mercato statunitense. Questo genererà una certa competizione con gli importatori cinesi, che dopo la drastica riduzione del dazio all'importazione (dal 75,8% al 5,9%) realizzata a partire da inizio marzo nei confronti della canola canadese (ma non dell'olio, che resta soggetto ad un dazio del 100%), troverebbero maggiore convenienza nell'importazione di quanto non ne abbiano avuta negli mesi precedenti

Sul mercato europeo, i prezzi del seme e dell'olio di colza stanno trovando sostegno, oltre che nel trend generalmente rialzista che caratterizza gli oli vegetali sulla scia dei rialzi del petrolio, nell'approvazione da parte del Bundestag della riforma sui biocarburanti e sulla riduzione delle emissioni nei trasporti. La riforma tedesca della THG-Quote innalza progressivamente gli obblighi di riduzione delle emissioni per i carburanti stradalicon un target del 65% entro il 2040. Il testo amplia inoltre il tetto per i biocarburanti convenzionali dal 4,4% al 5,8% entro il 2032, elimina la doppia contabilizzazione per i biocarburanti avanzati e pone fine al conteggio dei biocarburanti prodotti da residui della produzione di olio di palma, creando le condizioni per una domanda di olio di colza superiore alle attese nei prossimi anni. Per l'approvazione definitiva bisogna aspettare il voto del Bundesrat, atteso per i primi di maggio. 

Le tensioni attuali che caratterizzano i prezzi del petrolio limitano lo spazio di discesa dei prezzi dell'olio di colza. Allo stesso tempo, tra i principali oli vegetali, l'olio di colza presenta insieme all'olio di soia i fondamentali più solidi, ed è dunque nelle condizioni di subire meno che proporzionalmente le tensioni del comparto energeticoNel medio termine, le decisioni di politica commerciale cinese e politica energetica di USA e Germania forniscono elementi di supporto al mercato. 

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