Le quotazioni del seme di colza sul mercato europeo si stanno muovendo al rialzo sostenute dalle tensioni generalizzate del comparto oli vegetali e dal supporto del mercato energetico. A differenza di altri semi oleosi, tuttavia, la colza presenta fondamentali di offerta relativamente solidi: nell’aggiornamento di aprile, la Commissione UE ha rivisto al rialzo le prospettive di produzione per la campagna 2026/27, con il raccolto previsto a 20,8 Mio t, in aumento del 3% rispetto alla campagna 2025/26 e del 4% rispetto alla stima di marzo.
La revisione al rialzo riflette sia un lieve aumento delle superfici sia un miglioramento delle rese attese, ora sostanzialmente in linea con il 2025/26 e superiori alla media recente. La correzione interessa soprattutto Francia e Romania, mentre Germania e Polonia mostrano un ridimensionamento rispetto alla stima precedente. Nel complesso, le prospettive produttive UE restano favorevoli, anche se alcune aree dell’Europa centrale e orientale continuano a richiedere monitoraggio per il possibile peggioramento dei deficit idrici con l’avanzare del ciclo colturale.
Sul lato della domanda, il bilancio europeo resta sostenuto da un utilizzo interno in crescita, trainato dal crushing, atteso in aumento del 5% anno su anno. Nonostante la maggiore produzione e importazioni ancora elevate, gli stock finali sono previsti in calo del 13% rispetto alla campagna 2025/26, segnalando che l’aumento dell’offerta verrebbe in larga parte assorbito dalla domanda industriale.
A livello globale, la campagna 2026/27 sembra avviata verso un’offerta ampia: in Ucraina è atteso un aumento produttivo grazie a maggiori aree seminate, mentre Canada e Australia potrebbero registrare cali dopo le rese elevate del 2025/26. In questi ultimi due Paesi, tuttavia, le semine sono ancora da definire e il minor fabbisogno di fertilizzanti della canola rispetto ai cereali potrebbe favorire uno spostamento delle intenzioni di semina verso la coltura, sostenendo il potenziale produttivo.
I flussi commerciali restano fortemente condizionati dalle politiche energetiche e commerciali. Il RFS statunitense per il 2026 e 2027 potrebbe favorire un maggiore consumo domestico canadese di canola per produrre olio da destinare al mercato USA, mentre la riduzione del dazio cinese sulle importazioni di canola canadese rende nuovamente più competitivo l’acquisto di seme da parte della Cina. Sul mercato europeo, un ulteriore elemento di supporto deriva dalla riforma tedesca della THG-Quote, approvata dal Bundestag e in attesa del voto del Bundesrat. L’innalzamento progressivo degli obblighi di riduzione delle emissioni nei trasporti, l’aumento del tetto per i biocarburanti convenzionali, l’eliminazione della doppia contabilizzazione per i biocarburanti avanzati e la fine del conteggio dei biocarburanti prodotti da residui della produzione di olio di palma potrebbero sostenere la domanda di olio di colza nei prossimi anni. Per il seme, questo si traduce in un potenziale rafforzamento della domanda di crushing, soprattutto in un mercato europeo già orientato a elevati livelli di trasformazione.
Nel complesso, il seme di colza presenta fondamentali di offerta più solidi rispetto ad altri semi oleosi, ma lo spazio per ribassi significativi resta limitato dalla domanda industriale sostenuta, dalla riduzione degli stock finali e dal supporto delle politiche energetiche e commerciali. Nel medio termine, l’evoluzione delle semine in Canada e Australia, la domanda cinese di canola canadese e l’implementazione della riforma tedesca sui biocarburanti saranno determinanti per valutare il potenziale di allentamento dei prezzi.