Seme di Girasole

riviste al ribasso le aspettative produttive UE, mentre va monitorato il ritardo delle semine ucraine

Martedì, 05 Maggio 2026

Le quotazioni del seme di girasole sul mercato europeo e nell'area del Mar Nero si stanno muovendo al rialzo, con aumenti di circa il 4% su base media mensile tra marzo e aprile ed ulteriori rialzi nei primi giorni di maggio, trainate dalle tensioni che caratterizzano il comparto semi ed oli e dallo scarso livello di offerta disponibile. Il mercato guarda alla campagna 2026/27 con aspettative di recupero produttivo rispetto al raccolto del 2025, ma il quadro resta esposto a elementi di forte cautela. Nell’aggiornamento di fine aprile, infatti, la Commissione UE ha rivisto al ribasso le previsioni di produzione rispetto al mese precedente: il raccolto europeo è ora atteso a 8,8 Mio t, in aumento solo dell’1% rispetto alla campagna 2025/26, dopo una precedente previsione di 9,6 Mio t.

La revisione al ribasso delle stime produttive UE per il seme di girasole è riconducibile quasi interamente a un ridimensionamento delle rese attese, più che delle superfici: la Commissione ha lasciato sostanzialmente invariata la previsione sulle aree, ancora proiettate in crescita del 5% anno su anno, ma ha tagliato dell’8% la resa media rispetto alla stima di marzo. La correzione interessa soprattutto Romania, Bulgaria, Francia e Ungheria e suggerisce un approccio più prudente sul potenziale produttivo del nuovo raccolto, in un contesto di semine eterogenee e condizioni di avvio campagna non pienamente favorevoli, con ritardi in Europa centrale e sud-orientale. In Romania, Bulgaria e Croazia, le semine sono iniziate più tardi del normale a causa delle piogge tra fine marzo e inizio aprile, combinate con temperature del suolo basse. Questi fattori hanno rallentato l’accesso ai campi e l’avvio delle operazioni, pur in presenza di un possibile recupero con condizioni più calde e asciutte. In diverse aree dell’Europa centrale e orientale, tra cui Ungheria, Slovacchia, Austria, Cechia e regioni limitrofe, le precipitazioni limitate da inizio marzo hanno iniziato a generare deficit di umidità del suolo. Il potenziale di recupero dell’offerta resta quindi condizionato dall’evoluzione della fase colturale nei prossimi mesi.

In Ucraina, le semine di girasole procedono con un ritardo marcato rispetto agli ultimi anni, in un contesto di avvio di campagna penalizzato da condizioni meteo non ottimali. Il ritardo va monitorato attentamente, sia per il possibile impatto sul calendario di raccolta sia per il rischio che una parte più rilevante dello sviluppo fenologico coincida con i picchi di caldo estivo.

La campagna 2025/26 resta caratterizzata da una disponibilità limitata di seme di girasole in UE e Ucraina, che ha reso il mercato europeo attrattivo per flussi inusuali di importazioni di seme dall’Argentina, sostenuti dall’abbondante raccolto locale. Tuttavia, il grosso di queste importazioni è stato successivamente indirizzato verso la Turchia, limitando l’effettivo alleggerimento del bilancio europeo e senza tradursi in un aumento del crushing domestico rispetto alla scorsa campagna. Alla luce dei bassi livelli di stock, la revisione al ribasso delle prospettive produttive UE 2026/27 e il ritardo delle semine ucraine mantengono quindi elevata l’attenzione sul rischio di nuove tensioni di approvvigionamento nella fase di transizione verso il nuovo raccolto. Un allentamento dei prezzi resta possibile con l’arrivo della nuova produzione dell’emisfero nord, ma il potenziale ribassista dipenderà dalla conferma delle prospettive produttive del seme di girasole e dall’evoluzione del comparto oli vegetali, ancora influenzato da un contesto internazionale volatile.

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