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Prospettive 2026/27

Mercoledì, 29 Aprile 2026

Tra febbraio e marzo, su base media mensile, i prezzi dei Kabuli si sono mantenuti stabili sia in Canada che negli Stati Uniti, mentre in Turchia hanno registrato un incremento del +2%.

I fattori ribassisti legati all’abbondante disponibilità nordamericana e conseguente ricostruzione delle scorte, sono frenati da una domanda internazionale sostenuta a cui si aggiungono le prospettive di calo produttivo in Messico e le incertezze in Turchia.

Per i Desi, le stime di crescita produttiva in India, in un contesto già ben approvvigionato grazie ai raccolti record australiani delle ultime due campagne, stanno contribuendo al mantenimento della tendenza ribassista.

Le prospettive per la campagna 2026/27 delineano un mercato in equilibrio, sostenuto dalle scorte di riporto, ma non completamente al riparo da rischi rialzisti, in particolare per il segmento Kabuli.

In Nord America, infatti, le previsioni indicano una contrazione delle superfici seminate, ma i livelli di scorte iniziali sono previsti tali da garantire un’offerta complessiva stabile. In Canada, AAFC indica superfici in aumento del +6% rispetto al 2025, tuttavia, con rese previste tornare su livelli vicini alla media storica (quindi inferiori allo scorso anno), la produzione totale è prevista in calo del -29%. Nonostante la flessione produttiva, il livello di stock iniziali è atteso più che compensare il calo e garantire un’offerta totale superiore del +12% rispetto alla campagna in corso. Anche negli Stati Uniti, le prime previsioni USDA per il 2026/27 indicano una produzione inferiore del -7% rispetto 2025. Areté proietta un bilancio in cui l’offerta totale, pur risultando inferiore del -4% rispetto alla campagna 2025/26, si mantiene su livelli ancora superiori alla media quinquennale e quindi sufficienti a sostenere un potenziale di export stabile.

Anche per il Messico le previsioni sono di calo produttivo (-14%), riconducibili sia ad aree seminate che rese inferiori, rispettivamente del -8% e -6% rispetto alla campagna 2025/26.

In Turchia, Areté stima una riduzione delle superfici seminate, tuttavia, il quadro attuale lascia prospettare rese che possono tornare su livelli vicini alla media storica e determinare un incremento produttivo del +37% rispetto ai minimi pluriennali registrati nel 2025. Le condizioni colturali ad oggi risultano infatti favorevoli, grazie a precipitazioni nella norma che stanno garantendo un buon livello di umidità del suolo in Anatolia Centrale, principale area produttiva di ceci del Paese. Il recupero produttivo è dunque previsto sostenere le esportazioni (+5%), dopo la campagna in corso in cui i flussi esteri si stanno mantenendo stabili grazie al supporto delle importazioni.

Per l’Australia, il primo scenario di bilancio rilasciato da Areté indica una flessione produttiva del -27% rispetto al 2025, riconducibile alla contrazione delle superfici seminate. La riduzione delle aree è legata sia al buon livello di scorte di riporto dopo due produzioni record, sia a un atteso ridimensionamento della domanda di import da parte dell’India, dove la produzione interna è stimata a 11,8 milioni di tonnellate (+6% rispetto al 2025).

 

 

 

 

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