Noci

Ampia disponibilità di prodotto USA e raccolto cileno 2026 in arrivo sul mercato

Giovedì, 16 Aprile 2026

USA

Il prezzo della noce sgusciata statunitense, EXW UK, come previsto, da inizio anno è diminuito del 7% (-10% da inizio campagna) sulla scia di un raccolto 2025 marcatamente superiore rispetto alle aspettative iniziali.

Secondo gli ultimi dati del California Walnut Board (CWB), infatti, il raccolto 25/26 ricevuto dall’industria, a fine marzo, ha superato le 734.300 t, +34% rispetto allo stesso periodo della scarsa campagna. Mediamente, alla fine di marzo, l’industria riceve il 100% dei volumi di campagna, il che conferma un raccolto complessivamente superiore del 14% delle previsioni USDA precedenti (644.100 t) - in linea alle anticipazioni Areté -. Si tratta della seconda produzione più alta di sempre, sostenuta da rese record (+35% rispetto al 24/25), che hanno più che compensato la lieve contrazione delle aree in produzione.

L’ottimo livello di offerta continua a favorire un sostenuto livello di spedizioni, soprattutto verso l’estero:

  • L’export, a marzo, ha segnato un aumento del 53% rispetto a marzo 2025, ma un calo del 2% rispetto al mese precedente (in guscio +993% a/a, -7% m/m; sgusciato +20% a/a, -0,5% m/m). Il calo rispetto al mese precedente, soprattutto sulla categoria in guscio, risente in parte del rallentamento delle spedizioni verso alcune aree del Medio Oriente a causa del conflitto. In particolare, rispetto al mese di febbraio, si segnala un calo del 93% delle spedizioni verso gli Emirati Arabi Uniti (destinazione di circa il 12% dell’export USA di prodotto in guscio). Tuttavia, complessivamente le esportazioni da inizio campagna (set-mar) rimangono su livelli storicamente elevati, a circa 344.400 t, +34% rispetto allo stesso periodo 24/25 (in guscio +101% a/a, sgusciato +16% a/a). Sul prodotto in guscio, a guidare la domanda si conferma la Turchia (+362% a/a, destinazione del 43% delle esportazioni in guscio USA). Sullo sgusciato, invece, si conferma record la domanda europea (+28% a/a, 62% dell’export di sgusciato USA).
  • Le spedizioni interne, a marzo, hanno registrato un aumento del 12% rispetto a febbraio (+23% vs. marzo 2025). Nonostante il recupero, a livello cumulato (set-mar) rimangono su livelli inferiori del 2% rispetto allo stesso periodo 24/25, al livello più basso dalla campagna 16/17.

Anche i commitments (volumi venduti, ma non ancora spediti) mantengono un buon ritmo: a livello cumulato, +27% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna. Conseguentemente le scorte commercializzabili risultano in riduzione: a fine marzo, risultavano superiori solo di 30.000 t rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a circa 132.600 t.

In merito alla prossima campagna 26/27, sebbene non siano disponibili ancora proiezioni ufficiali, l'alternanza ciclica della coltura lascia spazio all’ipotesi di un'annata di 'scarica' fisiologica dopo le rese record del 2025. Tuttavia, la fioritura, iniziata in anticipo, si avvia verso le fasi conclusive senza criticità particolari e, sul fronte idrico, le riserve della California si confermano su buoni livelli, con bacini al di sopra della media storica stagionale.

CILE

La raccolta 2026 è in corso e gli operatori proiettano una produzione leggermente inferiore a quella dello scorso anno. In particolare, Chilenut prevede una produzione di circa 165.000 t, -6% rispetto al raccolto del 2025 (recentemente rivisto da INC a 175.000 t). Il calo risulta in linea a quanto condiviso precedentemente da USDA, le cui aspettative sono di raccolto a 155.000, -6% rispetto allo scorso anno.

Un calo riconducibile principalmente a una lieve flessione delle superfici in produzione e a rese penalizzate, in alcune aree, da un numero non adeguato di ore di freddo e da temperature sopra la norma nel periodo pre-raccolta. In particolare, i cali produttivi hanno interessato le zone produttive settentrionali, mentre condizioni più favorevoli hanno caratterizzato le aree più a sud, dove si riporta una migliore fioritura.

In attesa della piena commercializzazione del nuovo prodotto, le scorte del prodotto 2025 si sono ormai esaurite, conseguentemente a una domanda estera sostenuta nel corso della campagna, trainata soprattutto dagli acquisti record europei. Infatti, a livello cumulato (21 marzo 2025- 20 marzo 2026) i volumi esportati hanno raggiunto le 174.900 t (+28% a/a), allineandosi quasi perfettamente ai livelli produttivi del 2025 stimati da INC. Tale performance risulta inferiore solo al record storico della campagna 23/24 (-1%).

Da segnalare come anche per il Cile, il Medio Oriente rappresenta un mercato di sbocco non marginale: nelle ultime due campagne, l’area (Turchia esclusa) ha rappresentato circa il 9% delle spedizioni cilene di prodotto in guscio e il 2% di prodotto sgusciato. Un eventuale rallentamento dei flussi verso il Medio Oriente potrebbe quindi tradursi in una maggiore disponibilità di prodotto da destinare ad altre aree, con possibili sconti sui prezzi in uno scenario di buona disponibilità anche dalla California.

 

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