Il mercato globale si conferma ben approvvigionato, sostenuto dalla crescita produttiva registrata nei principali Paesi produttori ed esportatori, tuttavia, i cambiamenti nei flussi commerciali e, in particolare, la riapertura delle esportazioni canadesi verso la Cina, a seguito della rimozione del dazio del 100%, stanno fornendo supporto alle quotazioni.
Nel mese di aprile (media mensile rispetto al precedente), in Canada i prezzi sono aumentati del +3% per i gialli e del +2% per i verdi. Dinamiche rialziste si sono osservate anche negli Stati Uniti (+2% per i verdi) e in Ucraina (+1%). Al contrario, sul mercato europeo (riferimento Francia) si sono registrate flessioni del -3% sia per i gialli che per i verdi.
Campagna 2026/27:
Le previsioni indicano cali produttivi nelle principali aree di produzione e di esportazione; tuttavia, il mercato globale è atteso mantenersi ben approvvigionato, grazie agli elevati livelli di scorte iniziali. Gli elementi di incertezza sono legati alla domanda internazionale, in particolare da parte di India e Cina.
In Nord America, le previsioni indicano una contrazione delle superfici seminate, ma, le scorte di riporto sono attese su livelli tali da garantire un’offerta complessiva stabile. In Canada, AAFC indica superfici in calo del -12% rispetto al 2025; con rese in linea con la media storica (quindi inferiori allo scorso anno), la produzione è prevista in diminuzione del -25% rispetto al 2025. L’elevato livello di scorte iniziali, tuttavia, dovrebbe limitare la contrazione dell’offerta totale, attesa in calo contenuto (-4% rispetto alla campagna in corso), con un potenziale incremento delle esportazioni pari al +8%. Negli Stati Uniti, le prime previsioni USDA per il raccolto di quest’anno indicano superfici stabili che, con rese nella media, dovrebbero garantire una produzione inferiore del -6% rispetto a quella del 2025. Anche in questo caso, le scorte iniziali dovrebbero sostenere l’offerta totale che Areté proietta in crescita del +5% rispetto al 2025/26, ed esportazioni stabili.
A livello europeo, secondo i dati della Commissione Europea, si prevede un calo produttivo del -6%, determinato da una riduzione sia delle superfici (-5%) sia delle rese (-5%). Le condizioni colturali risultano nel complesso favorevoli, grazie a temperature miti e a un’adeguata disponibilità idrica in molte aree. Le rese sono dunque attese su livelli prossimi alla media storica.
Anche in Ucraina, procedono le semine e le previsioni del Ministero dell’Agricoltura indicano aree tendenzialmente stabili (+1% vs 2025). Un ritorno delle rese verso i livelli medi storici comporterebbe comunque un calo produttivo del -6%. Nonostante ciò, il bilancio nazionale dovrebbe rimanere ben approvvigionato, sostenuto dalle elevate scorte accumulate nelle campagne precedenti.