Breaking News 31/03: Planting Intentions USA per il 2025/26
USDA ha pubblicato le intenzioni di semina degli agricoltori statunitensi per la prossima campagna. Per il frumento le semine sono previste 18,4 Mio ha, -2% rispetto al 2024/25, con cali su tutte le principali classi, in particolare il frumento primaverile (-6%) e il frumento duro (-2%), mentre il frumento invernale rimarrebbe sostanzialmente invariato (-0,2%). La cifra totale è inferiore del 3,5% rispetto a quanto riportato dall’Agricultural Outlook Forum. La prospettiva di minori superfici ha portato ad un aumento del prezzo nearby dell'1,6% su CME tra il 30 ed il 31 marzo, nonostante stock riportati al 1° marzo superiori del 14% rispetto al 2024. Il prossimo aggiornamento della stima di superfici sarà l’Acreage report del 30 giugno.
I dazi annunciati ad inizio febbraio dall'amministrazione Trump su tutte le importazioni da Messico e Canada, poi posticipati di un mese, successivamente implementati ed infine, per il momento, ulteriormente rimandati, accanto ai dazi entrati in vigore già ad inizio febbraio e incrementati ad inizio marzo nei confronti dei prodotti di importazione cinese (ed i conseguenti contro-dazi), stanno dominando il dibattito internazionale sui mercati delle commodity e l'andamento dei prezzi in particolare sui mercati finanziari. Senza che siano cambiate le aspettative circa i fondamentali di mercato, l'andamento dei prezzi del frumento tenero ha visto un'inversione di tendenza: nel mese tra la prima decade di febbraio e la prima decade di marzo, le quotazioni sono risultate in calo di oltre l'8% per il SRW quotato su CME, di quasi il 13% su Euronext, dell'8% per il frumento primaverile di Minneapolis, del 2% sul mercato FOB russo e del 12% per il mercato FOB ucraino, mentre rimane sostenuto il mercato italiano.
L'Agricultural Outlook Forum di USDA ha proiettato le semine di frumento 2025/26 per gli Stati Uniti in aumento del +2% rispetto alla campagna corrente, che unite ad un tasso di abbandono leggermente più elevato e rese in calo del -2% porterebbero ad un calo della produzione del -2%. Grazie a maggiori stock iniziali e ad utilizzi costanti, gli stock finali di campagna sono previsti in aumento del +4%. ABARES ha rilasciato una prima previsione di produzione 2025/26 per l'Australia, in calo dell'11% vs 2024/25, ma comunque al di sopra della media di lungo periodo. Per il Canada, AAFC conferma la prospettiva di una produzione in aumento del 3% grazie ad un aumento delle semine (+6%). Le condizioni del frumento in vista del raccolto 2025 si mantengono su livelli subottimali in Francia (per un perdurante eccesso di umidità nelle regioni settentrionali) e nell'area del Mar Nero ed Europa Orientale (per condizioni di siccità), ma attualmente il supporto ai prezzi che ne deriva non riesce a compensare la poca dinamicità della domanda, accanto alle spinte ribassiste che derivano dal contesto internazionale.
La domanda internazionale resta di fatto non particolarmente vivace, al punto che il rallentamento delle esportazioni dall'area del Mar Nero, conseguenza soprattutto di un calo della disponibilità di prodotto, non è risultato fin qui sufficiente a sostenere le esportazioni europee, che al 2 marzo si attestavano del 37% al di sotto del livello dell'anno precedente. L'export UE è ulteriormente ostacolato, recentemente, dal rafforzamento dell'euro, che negli ultimi due mesi ha guadagnato oltre il 6% nei confronti del dollaro statunitense. Come conseguenza, le proiezioni vanno nella direzione di stock di fine campagna 2024/25 di frumento tenero in UE che non risentiranno troppo del calo produttivo del 2024. FranceAgrimer proietta per la Francia un calo degli stock del 12% rispetto alla campagna 2023/24, pur a fronte di un calo produttivo del -27%, grazie principalmente alla contrazione delle esportazioni verso Paesi terzi che tocca il -67%.
L'avvio di un processo che potrebbe portare ad una tregua nel conflitto Russia-Ucraina è stato un ulteriore fattore che ha contribuito alla tendenza del mercato nell'ultimo mese, così come la minaccia, per ora solo parzialmente concretizzata, di una nuova guerra dei dazi, che sta spingendo i prezzi di cereali e soia al ribasso, nel timore di contromisure da parte dei Paesi destinatari dei dazi (Cina, Messico, Canada ed eventualmente Unione Europea). In particolare, pesano i dazi al 15% introdotti dalla Cina sulle importazioni di mais e frumento tenero e del 10% sulle importazioni di seme di soia dagli USA, in vigore dal 10 marzo. La Cina si è collocata nella campagna 2023/24 come terza destinazione delle esportazioni statunitensi di frumento tenero (11% del totale), mentre ad oggi, nella campagna corrente, è scesa in ventesima posizione (1%), anche a causa del drastico calo delle importazioni totali previsto (revisione WASDE di marzo: -1.5 Mio t m/m, -48% vs campagna precedente). Inoltre, la minaccia di una guerra commerciale con il Messico genera incertezza sulle esportazioni USA verso la loro principale destinazione (32% nella campagna 2023/24 per il frumento tenero), contribuendo al ribasso dell'intero comparto cereali.
A partire dal secondo trimestre dell’anno, le quotazioni saranno esposte alla volatilità derivata dalle condizioni meteorologiche, sia per lo sviluppo delle colture invernali che per le semine primaverili.