Il contesto di instabilità dei mercati energetici innescata dalla crisi iraniana ha contribuito al trend rialzista che ha caratterizzato le quotazioni del frumento tenero nel corso del mese di marzo: su base media mensile, rispetto al mese di febbraio, i rialzi sono stati del +8% per il SRW quotato su CME, del +5% per il milling wheat di Euronext, del +2% per il frumento FOB Russia, +3% per le quotazioni FOB Ucraina. Fa eccezione il mercato nazionale italiano, dove è proseguita la riduzione del premio rispetto al mercato europeo, con un -0,4% delle quotazioni del frumento n.3 quotato da AGER ed un più marcato -1,7% delle quotazioni del frumento di forza, nonostante le tensioni del frumento primaverile sul mercato statunitense (+9%).
Il mercato resta ben approvvigionato per questo finale di campagna 2025/26, come testimoniano le principali revisioni del WASDE di aprile (vs stime/previsioni di marzo):
- Stock finali USA: +200 Kt (per maggiori importazioni e minori consumi interni)
- Stock finali UE: +500 Kt (+1,1 Mio t di produzione e -600 Kt di stock iniziali)
- Produzione Russia: +800 Kt (ma anche +1 Mio t di export)
- Stock finali India: +4,8 Mio t (per minori consumi interni)
- Stock finali Australia: +500 Kt (per minori esportazioni)
- Stock finali Ucraina: +800 Kt (-1 Mio t di export e +200 Kt di consumi interni)
Nel complesso, a livello mondiale la stima di produzione è stata rivista al rialzo per 2 Mio t e quella di stock finali per 6,2 Mio t.
I fondamentali evidentemente ribassisti, tuttavia, non riescono a sovrastare efficacemente l'effetto delle tensioni che derivano dalla crisi geopolitica, che influenza i mercati attraverso l'aumento dei costi di produzione (gasolio, fertilizzanti), della logistica ed anche attraverso l'impatto della veloce chiusura delle posizioni corte su cui nei mesi scorsi i fondi erano fortemente sbilanciati. In particolare, l'aumento dei prezzi dei fertilizzanti sta creando preoccupazioni circa le rese e la qualità dei prossimi raccolti. In realtà, almeno per il frumento di semina autunnale nell'emisfero nord, non vi sono preoccupazioni circa la disponibilità di mezzi tecnici, anche se i costi sostenuti dai produttori saranno necessariamente più elevati. Maggiore impatto potrà esserci sulle semine primaverili, ma soprattutto -se la situazione di tensione di protrarrà- eventualmente sui raccolti 2027/28.
Agli elementi di sostegno al mercato finanziario statunitense si aggiunge una condizione di estesa siccità delle aree di coltivazione del frumento invernale negli Stati Uniti, che sta causando un rapido peggioramento delle condizioni del prodotto in campo. C'è ancora tempo perchè l'allarme possa rientrare (vi sono perturbazioni in atto che, nell'ultima settimana, hanno già portato sollievo alla Corn Belt), ma la situazione è meritevole di attenzione. Appaiono meno gravi le condizioni delle aree di semina del frumento primaverile, all'inizio della stagione di semina. I dati dell'indagine sulle intenzioni di semina 2026/27 per gli USA, pubblicati a fine marzo, hanno ridotto la previsione di aree seminate a frumento negli USA che era stata diffusa in febbraio, portando ulteriore sostegno al mercato.
Per l'UE, i primi dati della Commissione Europea relativi alla campagna 2026/27 confermano le aspettative: la stima è per aree sostanzialmente stabili (-0%), con una previsione di produzione tuttavia in calo del -6% rispetto ai raccolti 2025 a causa di minori rese, con riduzioni particolarmente rilevanti per la Romania e per la Spagna. Le esportazioni europee verso Paesi terzi si confermano ad oggi superiori di solo il 7% rispetto alla campagna scorsa, rendendo necessaria un'accelerazione delle spedizioni per rimanere in linea con le previsioni della Commissione.
Nel breve termine, l'andamento delle quotazioni resterà fortemente esposto agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente su tutte le principali piazze, con particolare attenzione alla volatilità dei prezzi del petrolio e del gas naturale e ai suoi effetti sui costi logistici, sui fertilizzanti e sui prezzi del mais. Questi ultimi, già prima dell'attacco all'Iran, mostravano segnali di rialzo tali da limitare il potenziale ribassista delle quotazioni del frumento tenero. Nel medio termine, gli sviluppi dipenderanno in larga misura dalla durata del conflitto. Dal punto di vista dei fondamentali, l'atteso calo produttivo nel 2026/27 nei principali Paesi esportatori suggerisce un progressivo rafforzamento delle quotazioni internazionali rispetto alla media della campagna corrente, limitato da livelli di scorte di riporto previsti ancora superiori alla media quinquennale. Sul mercato nazionale resta invece confermata l’aspettativa di un calo delle quotazioni sotto raccolta, legato a un ulteriore ridimensionamento del premio rispetto a Matif.