Frumento Tenero

Il caldo in UE ha avuto un impatto anche sulla produzione e sulla qualità del frumento tenero

Giovedì, 13 Agosto 2026

Il rallentamento delle esportazioni dall'area del Mar Nero sta generando andamenti differenziati nelle quotazioni FOB del frumento tenero: i prezzi FOB russi e ucraini del frumento di base (12,5% di proteine) si sono portati a sconto anche rispetto alle quotazioni del CME e si sono mossi in controtendenza rispetto alle quotazioni degli altri principali mercati di riferimento. In Unione Europea, le quotazioni sul mercato fisico (Rouen) sono in fase di rafforzamento e si stanno riallineando ai prezzi finanziari, grazie anche al ritracciamento dei futures di Euronext dopo i forti rialzi causati, nella seconda metà di luglio, dagli attacchi che hanno provocato di fatto l'interruzione delle esportazioni dai principali porti ucraini e russi sul Mar Nero e sul Mar d'Azov.

Nel complesso, il mercato dei cereali in Russia e Ucraina sta scontando il rallentamento delle esportazioni, l'accumulo di stock, la scarsità di spazi di stoccaggio e l'imminente raccolta del mais, per la quale sarà necessario liberare spazio nei silos. Fonti locali come Sovecon, a seguito della chiusura della navigazione sul Mar d'Azov, hanno rivisto al ribasso di 1,9 Mio t la previsione di export di frumento dalla Russia per la campagna 2026/27 (da 46,5 a 44,6 Mio t), mentre USDA nel WASDE di agosto ha effettuato un taglio di 1,5 Mio t. Considerato che la Russia è il principale esportatore globale di frumento e che l'Ucraina è uno dei pochi Paesi esportatori il cui raccolto è previsto in aumento rispetto alla campagna scorsa, a seconda della durata del blocco, l'impatto sulla disponibilità globale di frumento può essere molto diverso. La normalizzazione dei flussi commerciali attraverso quella rotta non sembra imminente. Si stima che le rotte alternative per l'esportazione di cereali dall'Ucraina raggiungeranno la capacità richiesta non prima della fine di agosto, ha dichiarato il ministro dell'agricoltura, avvertendo che copriranno solo la metà dei volumi gestiti dai porti del Mar Nero, le cui attività sono state interrotte dagli attacchi russi. Rispetto agli anni scorsi, tuttavia, le esportazioni via terra verso l'UE presentano molti più vincoli: da giugno 2025 l’UE ha reintrodotto contingenti tariffari e clausole di salvaguardia, mentre persistono i divieti unilaterali di importazione imposti da Polonia, Ungheria e Slovacchia, che continuano a non conformarsi alla posizione della Commissione europea, consentendo solo il transito delle merci destinate a proseguire verso altri Paesi.

Al contempo, in Europa anche la logistica fluviale appare ostacolata, a causa del basso livello delle principali vie di comunicazione continentali, come il Reno e il Danubio, creando un ulteriore vincolo per le esportazioni dall'Ucraina. Il Ministero dell'Agricoltura ucraino ha recentemente rivisto al ribasso di 3-5 Mio t la previsione di export di cereali per la campagna 2026/27; USDA ha tagliato di 1 Mio t la proiezione per il frumento tenero.

Le stime più recenti relative alla produzione europea di frumento tenero hanno preso atto dell'impatto del meteo estivo sulle prospettive di produzione della campagna corrente. Le ripetute ondate di calore hanno abbreviato la fase di riempimento delle cariossidi delle colture invernali e anticipato la raccolta, spingendo la Commissione a rivedere al ribasso la previsione di resa nel MARS Bulletin di fine luglio. In Paesi come Germania, Austria e Repubblica Ceca si evidenziano anche preoccupazioni per la qualità del frumento, che potrebbe essere destinato all’alimentazione animale in percentuali superiori alla media. Le previsioni di produzione della Commissione di fine luglio sono state riviste pesantemente al ribasso rispetto al dato del mese precedente, in particolare per la Spagna (-7%), ma anche per la Germania, Paese per il quale le previsioni nazionali risultano ancora più penalizzanti (-8% a/a). Anche USDA ha tagliato di 1,8 Mio t la stima del raccolto europeo.
Guardando al mercato italiano, nonostante la revisione al ribasso della produzione (-4% rispetto alla stima di giugno), il raccolto è stimato comunque in crescita del 6% rispetto alla campagna 2025/26. Pesano tuttavia sull'offerta nazionale le previsioni di calo produttivo in Ungheria (-17% secondo la Commissione UE), Romania (-9%) e Austria (-22%), tradizionalmente importanti origini per il mercato italiano.

Negli Stati Uniti è iniziata la raccolta dei frumenti primaverili, le cui condizioni si mantengono migliori rispetto allo scorso anno, mentre quella degli invernali si avvia verso la conclusione. USDA, nel WASDE di agosto, ha ulteriormente rivisto al ribasso la previsione di produzione per la campagna corrente, che già si trovava su minimi pluriennali.

Nel complesso, l'andamento del mercato rimarrà nel breve termine fortemente esposto agli sviluppi della crisi del Mar Nero. Anche qualora vi fosse una normalizzazione delle spedizioni da Russia e Ucraina, tuttavia, il mercato sarà sostenuto nel corso della campagna dal calo superiore alle attese dell'offerta europea e, soprattutto, da un aumento dei consumi nel settore dell'alimentazione animale che può essere indotto dallo shock produttivo che probabilmente interesserà il mercato europeo del mais.

 

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