Frumento Tenero

Raccolti abbondanti frenano il frumento, ma restano elementi di supporto

Lunedì, 13 Luglio 2026

La pressione ribassista esercitata dall’arrivo del nuovo raccolto sui mercati internazionali del frumento tenero si sta rivelando nel complesso limitata. Tra giugno e la prima decade di luglio, le quotazioni finanziarie hanno infatti interrotto la fase di ribasso delle settimane precedenti, registrando rialzi, seppure contenuti, su base media mensile: +2% per il SRW sul CME e +0,2% per il milling wheat quotato sul Matif. In questo quadro spicca l’apertura fortemente negativa del mercato nazionale italiano, con il frumento n. 3 quotato sul listino AGER in calo del 6% tra l’ultima rilevazione della campagna 2025/26 e la prima del 2026/27. Molto meno marcata, pari all’1%, è stata invece la flessione dei frumenti di forza nazionali, sostenuti da una disponibilità relativa più limitata e da un’offerta estera ancora piuttosto scarsa.

Nel complesso, le informazioni sui raccolti indicano un leggero peggioramento delle aspettative di produzione a livello europeo, con un calo del 7% previsto dalla Commissione UE rispetto alla campagna scorsa, in linea con le proiezioni USDA. Rispetto all’outlook del mese scorso, sono diminuite le previsioni di produzione per la Francia, dove la raccolta si avvicinava al 60% all’inizio di luglio, con condizioni in campo in peggioramento, per la Polonia e per la Spagna, dove il calo rispetto al raccolto 2025 potrebbe raggiungere il 18%.

In questo quadro spicca l’abbondanza relativa del raccolto italiano, seppure non in termini assoluti, con un aumento che la Commissione proietta al +10%, per effetto di rese migliori. Ciò spiega la pressione ribassista esercitata dal raccolto sulle prime quotazioni della nuova campagna. Non si deve tuttavia dimenticare che il mercato italiano è fortemente deficitario di frumento tenero: negli ultimi tre anni, i volumi importati dall’estero sono stati pari a circa il 200% della produzione nazionale, con una particolare concentrazione delle importazioni provenienti da Ungheria, Canada e Romania nel 2025. L’offerta di frumento a maggiore contenuto proteico appare più ridotta sul mercato italiano già nel breve termine, sia per effetto di semine relativamente più abbondanti di frumenti panificabili, sia perché i prezzi relativamente bassi e gli elevati costi logistici stanno disincentivando l’offerta dall’estero.

Negli Stati Uniti, il dato sulle superfici seminate a frumento pubblicato nello Small Grains report ha indicato semine inferiori sia al dato sulle intenzioni di semina sia alle stime del mese scorso, determinando un’ulteriore revisione al ribasso della previsione di produzione 2026/27 da parte di USDA nel WASDE di luglio. Anche per il Canada, i dati più recenti sulle aree seminate, pubblicati a fine giugno da Statistics Canada, indicano semine inferiori alle precedenti stime, come recepito da USDA a luglio, con una riduzione di 300 mila ha rispetto alla stima di giugno. Inoltre, un forte eccesso di piogge nelle regioni produttive canadesi sta compromettendo le condizioni dei frumenti primaverili, ritardando i trattamenti in campo e alimentando preoccupazioni sulle prospettive produttive, già previste in calo rispetto al 2025.

La raccolta è iniziata anche in Russia, con rese iniziali nelle regioni meridionali superiori a quelle dello scorso anno, grazie alle condizioni meteorologiche favorevoli. Ciò ha portato USDA a rivedere al rialzo di 0,5 Mio t la stima di produzione a luglio. Più deboli restano le prospettive per i frumenti primaverili, ma il calo produttivo rispetto al 2025 potrebbe risultare complessivamente meno marcato del previsto, pari a 1,8 Mio t, ed essere in parte compensato da maggiori scorte di riporto, in aumento di 1,4 Mio t. Da monitorare la chiusura del canale Don-Azov e dello stretto di Kerch, segnalata dagli operatori il 10 luglio: un’interruzione dei traffici dai porti del Mar d’Azov, legata agli attacchi ucraini contro alcune navi, potrebbe interessare circa un quarto delle esportazioni russe di grano.
Anche in Ucraina, la raccolta è appena iniziata. USDA prevede ora un calo produttivo molto contenuto rispetto al 2025, pari a 100 Kt, dopo una revisione al rialzo di 500 Kt rispetto a giugno. Resta però da valutare la capacità di export del Paese, già penalizzata nella campagna 2025/26 da vincoli logistici e da un mercato globale ben approvvigionato, con un conseguente accumulo di scorte.

A livello globale, il previsto calo dell’offerta appare dunque limitato dalla presenza di abbondanti stock iniziali. Il principale elemento in grado di fornire supporto alle quotazioni del frumento tenero, già nel breve termine e anche sul mercato italiano nonostante la produzione abbondante, è rappresentato dalle tensioni che caratterizzano il mercato del mais. Su quest’ultimo pesano il deterioramento delle condizioni in campo, in particolare in Francia a causa delle ondate di calore di giugno e luglio, e la previsione di un deficit sul mercato globale nella campagna 2026/27, con un conseguente marcato calo degli stock finali, che potrebbero raggiungere il livello più basso dal 2013/14.

 

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