Da inizio anno a giugno 2026, sulla piazza finanziaria The ICE i prezzi medi della varietà arabica e robusta hanno registrato cali rispettivamente del 25% e del 16%. La dinamica riflette le aspettative, dopo cinque campagne consecutive di deficit, di un recupero delle scorte globali nella campagna 2026/27. L’aumento delle scorte sarebbe guidato principalmente dall’atteso incremento produttivo in Brasile, principale produttore ed esportatore a livello globale.
La dinamica ribassista, infatti, ha interessato in misura maggiore l’arabica, per la cui varietà la maggior parte degli operatori di mercato prevede un raccolto brasiliano 2026 (in corso) in aumento di oltre il 20% rispetto allo scorso anno. Le aspettative USDA, condivise nel recente Coffee Annual Report, indicano un aumento produttivo del 25% a 47,5 Mio bags, ai massimi dalla campagna 2020/21.
Questo scenario ha contribuito ad una riduzione del premio dell’arabica rispetto alla robusta, sceso a 104 c$/lb a giugno 2026, rispetto ai 167 c$/lb registrati a gennaio 2026.
Tuttavia, i livelli delle scorte nelle principali aree importatrici restano contenuti. Gli stock di certificati di borsa di arabica, a giugno, hanno registrato il terzo mese consecutivo di calo (-12% rispetto al mese precedente), toccando il livello più basso da febbraio 2024. In leggero aumento, invece, gli stock di robusta, +3% rispetto a maggio, ma -22% rispetto a giugno 2025.
Il basso livello di scorte espone il mercato a potenziali tensioni e ad elevata volatilità, soprattutto qualora le prospettive di incremento produttivo non dovessero concretizzarsi.
A partire dall’inizio di giugno, infatti, il mercato ha evidenziato una nuova fase di volatilità rialzista, sostenuta dall’emergere di fattori che potrebbero compromettere le aspettative di aumento produttivo. Nello specifico, il prezzo dell’arabica ha registrato un incremento del 17%, mentre quello della robusta è salito del 15%.
Tra gli elementi di maggiore attenzione figurano le intense precipitazioni che stanno interessando il Brasile, rallentando le operazioni di raccolta e sollevando interrogativi sulla qualità del prodotto. Secondo Safras & Mercado, al 24 giugno era stato raccolto il 44% del raccolto, una quota inferiore rispetto al 51% dello scorso anno e anche rispetto alla media dei precedenti cinque anni (47%). In particolare, gli operatori locali riportano ritardi soprattutto nelle regioni produttrici di arabica di Paranà, San Paolo e Minas Gerais a causa dell’eccessiva umidità. Infatti, la raccolta di arabica avrebbe raggiunto il 33% del totale previsto, rispetto al 42% dello scorso anno; meno criticità si segnalano nelle aree di robusta, con la raccolta al 66%, in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (65%).
Parallelamente, cresce la probabilità di un rafforzamento del fenomeno climatico El Niño entro la fine dell’anno, con possibili ripercussioni sullo sviluppo dei raccolti 2026/27 in Vietnam e sulla fase di fioritura in Brasile, cruciale per la produzione del 2027.
Al momento, tuttavia, risulta prematuro quantificare gli effetti potenziali sia delle precipitazioni sul raccolto brasiliano in corso sia, più in generale, dell’evoluzione di El Niño sulle future produzioni. Storicamente, tale fenomeno tende ad amplificare gli eventi climatici estremi, favorendo condizioni di siccità e temperature elevate nel Sud-est asiatico e nelle aree settentrionali del Brasile, mentre determina precipitazioni superiori alla media nelle regioni meridionali del Brasile e in altre zone del Sud America.
L’esperienza storica evidenzia come l’impatto di El Niño sia generalmente più marcato sulle produzioni di robusta, in particolare in Vietnam e Indonesia, mentre gli effetti sulle aree di coltivazione dell’arabica risultano più eterogenei. In alcune annate caratterizzate da episodi di forte intensità, come nel 2023/24, la produzione di arabica in Brasile e Colombia ha addirittura registrato incrementi.
Le attuali prospettive produttive rimangono tuttavia nel complesso favorevoli. Oltre alle attese di un raccolto abbondante in Brasile, anche in Indonesia, pur prevedendosi una flessione rispetto al livello record della campagna 2025/26, la produzione 2026/27 dovrebbe mantenersi circa il 12% al di sopra della media delle cinque campagne pre-25/26, confermando un'offerta ancora sostenuta. Per Vietnam e Colombia, dove la raccolta 2026/27 prenderà avvio nell'ultimo trimestre dell'anno, le più recenti stime USDA indicano un incremento produttivo rispettivamente del 2% e del 7% rispetto alla campagna precedente.