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Aumenta l’offerta brasiliana, ma permangono rischi

Venerdì, 02 Ottobre 2026

Tra agosto e settembre, sulla piazza finanziaria The ICE i prezzi medi della varietà arabica hanno registrato un calo del 13%; -8% i prezzi della varietà robusta, che avevano registrato minore volatilità rialzista nei mesi estivi rispetto all’arabica.

La maggiore correzione dell’arabica ha determinato una riduzione dell’arbitraggio rispetto ai livelli di agosto: nel mese di settembre il differenziale si è attestato in media a 146 c$/lb, in calo del 17% rispetto al mese precedente.

Se durante i mesi estivi i rallentamenti nelle operazioni di raccolta in Brasile, insieme a fenomeni di ritenzione dell’offerta da parte dei produttori, avevano fornito supporto alle quotazioni dell’arabica, nelle settimane più recenti lo sblocco dell’offerta brasiliana e la conferma delle attese di un marcato rimbalzo produttivo hanno esercitato una crescente pressione ribassista sul mercato.

Secondo i dati Cecafé, ad agosto le esportazioni brasiliane di arabica sono aumentate del 57% rispetto a luglio e del 26% rispetto ad agosto 2025, raggiungendo il livello più elevato per il mese almeno delle ultime quattro campagne.

A rafforzare le prospettive di maggiore disponibilità contribuiscono anche le nuove stime produttive. Nell’aggiornamento di settembre, Conab ha rivisto al rialzo la previsione sulla produzione brasiliana di arabica 2026/27, da 45,8 Mio bags a 48,2 Mio bags, portando l’incremento atteso al 35% rispetto alla campagna 2025/26. La nuova stima risulta inoltre superiore alle aspettative USDA pubblicate a giugno, pari a 47,5 Mio bags (+25% vs. 2025/26). È stata invece leggermente rivista al ribasso la previsione per la robusta, da 20,9 Mio bags a 19,4 Mio bags, valore ora in calo del 7% rispetto alla scorsa campagna.

Segnali di maggior abbondanza emergono anche sul fronte delle disponibilità di borsa. A settembre, dopo cinque mesi consecutivi di contrazione, le scorte certificate di arabica hanno registrato un leggero recupero (+14% rispetto ad agosto), pur mantenendosi su livelli storicamente contenuti (-55% rispetto a settembre 2025). Parallelamente, risultano in aumento anche gli stock in attesa di certificazione, dinamica che lascia spazio a un possibile consolidamento del recupero delle scorte nei prossimi mesi.

In aumento anche le scorte certificate di robusta, cresciute a settembre del 9% rispetto al mese precedente, segnando il quinto incremento mensile consecutivo. A differenza dell’arabica, la robusta ha beneficiato di condizioni di offerta meno critiche durante la campagna 2025/26, limitando l'erosione delle scorte e attenuando, di conseguenza, parte delle pressioni rialziste sulle quotazioni.

Anche negli ultimi mesi della campagna 2025/26 le esportazioni vietnamite si sono mantenute su livelli elevati. Secondo i dati più recenti del Dipartimento di Statistica del Vietnam, ad agosto le spedizioni sono aumentate del 25% rispetto allo stesso mese del 2025.

Il quadro dell’offerta rimane favorevole anche considerando le spedizioni del nuovo raccolto 2026 da Brasile e Indonesia. In Brasile, i dati Cecafé indicano ad agosto un incremento dell’export di robusta del 12% rispetto a luglio e del 54% rispetto ad agosto 2025, su livelli storicamente elevati per il mese. Anche dall’Indonesia i flussi rimangono sostenuti: dall’inizio della commercializzazione del nuovo raccolto (aprile-giugno), le spedizioni sono risultate inferiori soltanto al record registrato nello stesso periodo dello scorso anno (-10%).

Nonostante il progressivo miglioramento delle disponibilità, il mercato rimane particolarmente esposto all’evoluzione di El Niño, fenomeno che si sta intensificando e potrebbe raggiungere il proprio picco tra la fine dell’anno e l’inizio del 2027.

Una maggiore instabilità delle condizioni meteorologiche durante il periodo di fioritura potrebbe penalizzare il raccolto 2027/28 in Brasile e Vietnam; per quest’ultimo, permangono inoltre elementi di incertezza già sulla produzione 2026/27.

Sebbene le attuali prospettive USDA indichino per il Vietnam un aumento produttivo del 3% rispetto alla campagna 2025/26, sostenuto dall’espansione delle aree in produzione, lo stress idrico registrato nei mesi di maggio e giugno potrebbe avere limitato il potenziale delle rese.

 

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