Caffè

Ritenzione a vendere in Brasile e contesto geopolitico alimentano la volatilità del mercato

Giovedì, 26 Marzo 2026

Sulla piazza finanziaria The ICE, nell’ultimo mese, i prezzi del caffè hanno registrato un recupero significativo: +13% per la varietà arabica e +7% per la varietà robusta.

Il rimbalzo più marcato dell’arabica rispetto alla robusta ha comportato una riapertura dell’arbitraggio, +20% nello stesso periodo.

Tra i principali fattori di volatilità rialzista, soprattutto sulla varietà arabica, si segnala il rallentamento dei flussi di offerta dal Brasile, in un contesto di minor disponibilità anche dalla Colombia.

Secondo Safras & Mercado, i coltivatori di caffè brasiliani avrebbero venduto circa il 77% dei 64,25 Mio sacchi stimati per la campagna 2025/26. Si tratta di un ritmo marcatamente inferiore rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (93%), come evidenziato anche dai dati sulle esportazioni di Cecafé (nel periodo luglio 2025-febbraio 2026, -23% rispetto allo stesso periodo 24/25).

Le vendite limitate, se da un lato sono riconducibili alla minor disponibilità di arabica e all’impatto dei dazi commerciali USA (revocati a fine novembre), dall’altro riflettono un atteggiamento di ritenzione a vendere da parte dei produttori. Questa dinamica emerge anche nelle vendite forward del raccolto 26/27: secondo Safras and Mercato, a fine gennaio, i coltivatori brasiliani avevano contrattualizzato solo il 12% dei 71 Mio sacchi previsti per il 2026/27, rispetto al 13% dello stesso periodo dell'anno precedente e ben al di sotto della media quinquennale del 20%.

Si tratta di una dinamica in controtendenza rispetto alle aspettative di maggiore abbondanza per la campagna 26/27 — per la quale la maggior parte degli operatori prevede un aumento produttivo compreso tra il 10% e il 20% —.

Anche sugli stock certificati di arabica si rileva una riduzione dei flussi di origine brasiliana. Infatti, a marzo 2026, sebbene complessivamente in aumento del 12% rispetto a febbraio (-31% vs. marzo 2025), i volumi di origine brasiliana hanno registrato una riduzione del 37% su base mensile (-96% a/a), toccando minimi pluriennali.

Intanto, dalla Colombia, la disponibilità di arabica risulta limitata da un raccolto 25/26 compromesso da El Nino. Secondo gli ultimi dati della Federazione dei produttori di caffè (Fedecafè), da inizio campagna 25/26 (ott-feb), produzione ed export sono calati rispettivamente del 28% e del 14%. Relativamente alla produzione, si tratterebbe del 40% del totale previsto da USDA (13,8 Mio bags, -7% a/a), rispetto a una media quinquennale per il periodo del 47%; ciò lascia spazio all’ipotesi di un calo anche più marcato rispetto a quello inizialmente previsto.

In tale scenario, la situazione in Medio Oriente contribuisce a introdurre un certo grado di incertezza e volatilità. Sebbene l'impatto diretto sull'offerta e sulla domanda globale di caffè rimanga relativamente limitato, il mercato risulta fortemente esposto alle criticità logistiche, con le aree di consumo distanti da quelle di produzione.

Costi logistici più elevati e tempi di transito maggiori, soprattutto per la robusta proveniente da Vietnam e Indonesia, rischiano di limitare gli effetti ribassisti legati a una maggiore disponibilità da queste origini:

  • Vietnam: il raccolto 25/26, stimato da USDA in aumento del 6% a 30,8 Mio bags, ha finora alimentato un buon ritmo di export. Secondo i dati del Dipartimento di Statistica del Vietnam, nel periodo ottobre 2025 - febbraio 2026, le esportazioni hanno registrato un aumento del 32% rispetto allo stesso periodo 24/25.
  • Indonesia: Grazie a un raccolto record 2025 di 12,5 Mio sacchi (+16% a/a), le esportazioni da Sumatra, da aprile 2025 a gennaio 2026, hanno segnato un aumento del 73% rispetto allo stesso periodo del 2024. Inoltre, anche per l’imminente nuovo raccolto 2026, le aspettative degli operatori locali indicano un potenziale produttivo elevato, a circa 11,5 Mio sacchi; livelli inferiori solo al record dello scorso anno.
  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade

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