Caffè

Weather market e speculazione contribuiscono alla volatilità

Martedì, 27 Gennaio 2026

BREAKING NEWS 5 FEBBRAIO:

Conab (Companhia Nacional de Abastecimento) ha pubblicato le prime previsioni sulla produzione brasiliana di caffè per la campagna 26/27 (mar-feb).

  • Arabica: 44,09 milioni di sacchi, +23% vs. 25/26 
  • Robusta: 22,10 milioni di sacchi, +6% vs. 25/26 
  • Totale: 66,19 milioni di sacchi, +17% vs. 25/26

Sulla piazza finanziaria The ICE, tra dicembre e gennaio, a livello medio, i prezzi della varietà arabica hanno registrato un calo del 14%. I prezzi della varietà robusta, nello stesso periodo, hanno invece segnato un +1%.

Il premio dell’arabica sulla robusta, tra dicembre e gennaio, ha così registrato un calo dell’11%, toccando le 170 c$/lb. Tuttavia, si tratta ancora di livelli storicamente elevati, superiori del 140% rispetto alla media delle cinque campagne pre-24/25 (71 c$/lb).

In un contesto di stock ancora su livelli storicamente bassi, il mercato rimane esposto a fenomeni di volatilità alimentati da weather market in Brasile, minor offerta colombiana e movimenti speculativi.

  • In Minas Gerais, il mese di gennaio è stato caratterizzato da scarsità di precipitazioni e temperature sopra la media; tali fattori hanno diffuso incertezza rispetto a potenziali impatti negativi sulla fioritura brasiliana 2026 in corso. Questo in uno scenario di disponibilità 2025 limitata, dopo un raccolto 25/26 di “scarica” per la varietà arabica. Come mostrano i dati Cecafè, infatti, nel periodo luglio – dicembre 2025, le esportazioni di arabica hanno registrato un calo del 13% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente (-51% la robusta);
  • In Colombia, gli ultimi dati della Federazione dei produttori di caffè (Fedecafè) mostrano come, da inizio campagna 25/26 (ott-dic), produzione ed export risultino in calo rispettivamente del 24% e del 6%. Le proiezioni USDA sulla produzione complessiva indicano un calo del 7% a 13,8 Mio bags, complice gli effetti negativi di El Nino durante la stagione di sviluppo.
  • Dopo la marcata riduzione delle posizioni nette lunghe degli operatori non commerciali nel mese di dicembre, da inizio gennaio, si registra una nuova fase di aumento.
  • Gli stock certificati di arabica, a gennaio, hanno segnato un calo dell’1% rispetto al mese precedente (-48% vs. gennaio 2025). Per la varietà robusta, invece, dopo cinque mesi consecutivi di cali, si segnala un aumento del 10% rispetto a dicembre (+3% vs. gennaio 2025).

A conferire ulteriore supporto al mercato è la fase di indebolimento del dollaro, con il dollar index che, a gennaio, ha raggiunto i minimi degli ultimi sette mesi.

I sopracitati fattori limitano il potenziale ribassista derivante dalle aspettative di un raccolto brasiliano 26/27 che, nonostante il meteo incerto, rimangono di aumento rispetto alla campagna corrente e dalla commercializzazione del raccolto di robusta dal Vietnam e dall’Uganda.

  • Brasile: le proiezioni produttive 26/27 brasiliane condivise da diversi operatori, infatti, risultano di marcato aumento per la varietà arabica, con variazioni comprese tra il +14% e il +29%. Sulla varietà robusta, invece, dopo il record della campagna corrente, le aspettative sono di cali tra il -4% e il -9%. La produzione complessivamente registrerebbe un aumento tra il 7% e il 14%, approcciando valori superiori al record della campagna 20/21.
  • Vietnam: nei primi tre mesi della campagna 25/26 (ott-dic), l’export dal Vietnam ha registrato un aumento del 46% rispetto allo stesso periodo 24/25. Il recupero del ritmo delle spedizioni riflette il maggior livello di offerta atteso: USDA prevede un raccolto di 30,8 Mio t (+6% vs. 24/25) ed esportazioni a 27,9 Mio bags (+11% vs. 24/25).
  • Uganda: nei primi due mesi della campagna 25/26 (ott-nov), l’export dall’Uganda ha registrato un aumento del 48% rispetto allo stesso periodo 24/25 (+48% robusta, +120% arabica). USDA prevede un livello di export complessivo per la campagna 25/26 record, in aumento del 3% rispetto alla scorsa campagna, sulla scia di una produzione senza precedenti a 6,9 Mio t (+3% vs. 24/25).
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