Cacao

Prezzi ai minimi dal 2023, il Ghana annuncia riforme urgenti

Lunedì, 16 Febbraio 2026

Solo da inizio anno i prezzi della fava di cacao sul mercato finanziario ICE Europe hanno segnato un -41%, consolidando il trend deflattivo in corso da inizio 2025 (-72%) e arrivando a toccare i minimi degli ultimi due anni e mezzo.

Le proiezioni di una campagna 2025/26 caratterizzata da un surplus globale superiore alle aspettative e su livelli record pluriennali hanno contribuito a intensificare le prese di posizione degli operatori non commerciali, confermando uno stato di iper-venduto.

Secondo le ultime anticipazioni Areté, l’aumento della produzione (+4%) – più che proporzionale rispetto a quello dei consumi (+1%) – comporterebbe infatti un surplus superiore a 200 Kt e un aumento delle scorte del 18%. Tuttavia, altri operatori proiettano eccedenze anche più elevate, fino a un record storico di 400 Kt stimato da Marex Group.

Gli stock certificati in borsa, a gennaio, hanno segnato un +8% rispetto a dicembre (+34% rispetto a gennaio 2025), sebbene rimangano ben inferiori alla media del mese degli ultimi cinque anni (-52%).

Il crollo dei prezzi di borsa e la difficoltà dei governi africani nel contrattualizzare la fava che verrà raccolta nel prossimo mid-crop hanno spinto il governo ghanese, dopo una riunione straordinaria del Cabinet tenutasi l’11 febbraio 2026, ad annunciare una serie di riforme urgenti.

Tra le misure più immediate figura la revisione al ribasso del producer price (prezzo pagato ai coltivatori), fissato dall’ente statale COCOBOD (Ghana Cocoa Board). Il prezzo di conferimento è stato ridotto di circa il 29%, passando da 58.000 GHS/t (circa 3.900 £/t) a 41.392 GHS/t (circa 2.762 £/t), segnando un calo del 17% anche rispetto alla scorsa campagna (49.600 GHS/t).

Parallelamente, il governo ha annunciato che per la prossima campagna sarà proposto un meccanismo automatico per aggiornare il prezzo riconosciuto ai produttori in base all’andamento del mercato internazionale e al tasso di cambio. Inoltre, verrà valutata la possibilità di introdurre un nuovo modello di finanziamento basato su obbligazioni domestiche (Cocoa Bonds), con l’obiettivo di garantire liquidità per l’acquisto della fava e ridurre la dipendenza dal finanziamento diretto dei buyer internazionali. Infine, l’esecutivo conferma la strategia di rafforzamento della trasformazione interna, con l’obiettivo di arrivare a processare localmente almeno il 50% della produzione nazionale di cacao, puntando su maggiore valore aggiunto e sviluppo industriale.

 

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