Come previsto, i prezzi della fava di cacao, sul mercato The ICE Europe, da inizio anno hanno segnato un calo del 30%, toccando i minimi da novembre 2024.
Nello stesso periodo, cali più che proporzionali hanno caratterizzato burro e massa di cacao (-39% e -34% rispettivamente), con le quotazioni che sono tornate ai livelli di marzo 2024; la polvere si mantiene invece su prezzi record, circa 9,4 €/Kg la 10/12 (+22% da inizio anno).
Nell’ultimo Quarterly Bullettin Report, pubblicato a fine febbraio, l’International Cocoa Organization (ICCO) ha pubblicato i primi scenari sui fondamentali di mercato della campagna 2024/25 cominciata ad ottobre 2024.
A livello globale la produzione netta è prevista aumentare del 7,8% a 4,79 Mio t, trainata da aumenti in Costa D’Avorio e Ghana rispettivamente del +10,5% e del +13%. Eventi meteo sfavorevoli e gli strascichi degli shock endogeni ed esogeni che hanno negativamente impattato l’offerta nel 2023/24, mantengono tuttavia la produzione su livelli ancora del 4% inferiori rispetto alla campagna 2022/23.
L’inflazione record dell’ultimo triennio è prevista impattare negativamente la domanda con consumi 2024/25 proiettati in calo del 4,8% (-4,6% Europa, -10,3% America, -0,8% Africa e -4,3% Asie e Oceania).
Dopo tre campagne deficitarie consecutive il mercato è quindi previsto tornare in surplus (+142k t) con stock in aumento del 10,6% rispetto alla scorsa campagna, ma ancora ben inferiori rispetto alla media delle ultime 5 campagne (-16%). Il mercato risulta quindi ancora fragile e vulnerabile a shock esogeni ed endogeni con un rapporto stock utilizzi al 31,8%, rispetto ad una media delle ultime 5 campagne del 35,9%.
Il dato pubblicato va nella direzione delle precedenti anticipazioni Areté, che tuttavia confermano un surplus inferiore (25k t) complice un aumento produttivo meno marcato (+6%) e una maggior tenuta dei consumi (-3,9%). L’offerta risulta infatti ancora rallentata dagli eventi meteo sfavorevoli che hanno negativamente impattato quantità e qualità dei main-crop africani e che rappresentano fonte di preoccupazione per gli imminenti mid-crop.
Permangono, infatti, elementi di rischio sui raccolti intermedi africani previsti iniziare in ritardo a causa della prolungata siccità. In Costa d’Avorio, sebbene i produttori abbiano segnalato recenti precipitazioni sufficienti a favorire lo sviluppo dei baccelli, dopo la forte siccità degli ultimi mesi e con le attuali temperature elevate saranno necessarie piogge abbondanti fino alla fine di aprile per favorire la produzione, anche in termini di qualità.
Sebbene le previsioni quantitative degli operatori mostrino ancora un certo grado di incertezza e variabilità, le ultime aspettative condivise dagli esportatori sono di un raccolto intermedio in Costa d’Avorio tra 280-300.000 t, circa -40% rispetto alla scorsa campagna (stimata dal Coffee and Cocoa Council a 500.000 t).
Intanto, gli arrivi di cacao nei porti della Costa d'Avorio continuano a mostrare rallentamenti, con un vantaggio rispetto alla scorsa campagna che continua ad assottigliarsi. A livello cumulato (1ott-16 mar), +12% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna; un aumento inferiore rispetto a quello registrato a metà febbraio (+20%) e rispetto al picco di inizio dicembre (+34%).