L'International Nut and Dried Fruit Council (INC), in occasione della conferenza di Macao dal 12 al 14 maggio, ha condiviso le anticipazioni delle prime previsioni per la prossima campagna 26/27.
La produzione globale è prevista in calo del 36%, a 701.050 t, sulla scia di raccolti di “scarica” negli Stati Uniti e in Iran e di un raccolto di “carica” in Turchia inferiore al potenziale medio.
USA
Per il raccolto 2026, INC proietta una produzione di scarica a 350.000 t, in calo del 52% rispetto al record della campagna corrente (722.670 t). Si tratterebbe della produzione più bassa dalla campagna 19/20, inferiore del 30% rispetto alla precedente campagna di scarica 24/25. Considerando che le superfici in produzione sono in crescita da oltre vent’anni, le rese attese si collocherebbero sui livelli più bassi dalla campagna 15/16.
Con stock iniziali stimati da INC a 90.000 t (+73% a/a), l’offerta complessiva 26/27 si attesterebbe a 440.000 t, -43% su base annuale.
Anche le proiezioni rilasciate da operatori locali indicano un calo marcato della produzione 2026, tra il 35-40% rispetto al record 2025, a causa dello stress da fioritura e dalla scarsa allegagione osservati in diverse regioni.
Le aspettative di un raccolto di scarica, in un contesto di stock in riduzione a causa di una solida domanda, rappresentano elementi di supporto per il mercato.
I più recenti dati dell'Administrative Committee for Pistachios (ACP) segnalano che le esportazioni da inizio campagna (settembre 2025 - aprile 2026) hanno quasi raggiunto le 300.000 t, +25% rispetto alla campagna precedente, grazie a una domanda europea record, a livelli inferiori solo al record storico dello stesso periodo 23/24. Tuttavia, si segnala un rallentamento stagionale nel mese di aprile, con export in calo del 30% rispetto a marzo e del 10% rispetto ad aprile 2025. Mantengono un buon ritmo anche le spedizioni interne che, da inizio campagna, hanno registrato un aumento del 4% rispetto allo stesso periodo 24/25, raggiungendo il terzo quantitativo più alto a livello storico.
Conseguentemente, le scorte commercializzabili al 30 aprile, nonostante la produzione record 2025, risultavano al di sotto della media per il periodo delle precedenti cinque campagne - 232.000 t contro la media di 240.000 t -, sebbene superiori del 20% rispetto allo stesso periodo 24/25.
IRAN
INC proietta una produzione 26/27 di 130.000 t, -42% rispetto alla campagna corrente (stimata a 225.000 t), al terzo livello più basso delle ultime dieci campagne. Secondo operatori locali, il calo più marcato del previsto sarebbe riconducibile in parte anche alle conseguenze indirette del conflitto in corso.
Su questo tema, l’Iran Pistachio Association (IPA) ha ricominciato a pubblicare gli shipment report mensili. I dati mostrano come nei mesi di marzo e aprile, le esportazioni sono continuate, nonostante le restrizioni imposte dal governo a inizio marzo – sebbene con ritmi inferiori rispetto a quello che permetterebbe la disponibilità di offerta -.
Complessivamente, nei primi sette mesi della campagna, l’export ha raggiunto 109.000 t, -15% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna, ma su buoni livelli storici. Le principali destinazioni sono state i Paesi CIS (circa 26.000 t, +28% vs 2024/25) e la Turchia (18.000 t, in linea al 2024/25) – verso le quali le esportazioni da inizio conflitto hanno mostrato una maggior tenuta anche grazie alla vicinanza geografica che ha permesso consegne via terra -.
Il rapporto tra esportazioni cumulate e offerta totale si attesta al 45%, inferiore di oltre 10 punti percentuali rispetto al dato della scorsa campagna, il che mette in evidenza il rallentamento delle spedizioni rispetto ai consueti ritmi a causa delle criticità logistiche.
Secondo le proiezioni INC, le scorte finali 25/26 raggiungeranno le 60.000 t, un dato quattro volte superiore a quello di inizio campagna. Tuttavia, a cinque mesi dalla fine, le scorte segnalate dall’IPA sono poco meno di 115.000 t; considerando le incertezze lato guerra e le esportazioni limitate non è da escludere un finale di campagna con scorte superiori rispetto alla proiezione INC.
TURCHIA
INC prevede un raccolto 26/27 a poco più di 155.000 t, in aumento del 36% rispetto alla campagna 25/26. Si tratterebbe di una campagna di carica deludente, inferiore del 60% rispetto alla precedente campagna di carica record 24/25. Inoltre, il dato risulta significativamente inferiore rispetto alle aspettative condivise da operatori locali di circa 270.000 t (+125% a/a).
Con stock iniziali stimati da INC a 89.300 t, l’offerta complessiva 26/27 si attesterebbe a circa 245.000 t, addirittura in calo del 5% rispetto alla campagna di scarica 25/26 che poteva beneficiare di scorte iniziali record.
D'altro avviso è Turkstat, con una proiezione del nuovo raccolto più in linea alle aspettative degli operatori locali (270.000 t). Infatti, il 21 maggio ha pubblicato il “Crop Production 1st Estimation, 2026” con la prima previsione sulla produzione turca 26/27: 314.510 t, +113,6% rispetto al 25/26 (147.269 t).
Relativamente ai prezzi, il prodotto turco risulta ancora poco competitivo a livello internazionale. Da inizio campagna, il prezzo del pistacchio in guscio è aumentato del 55% mentre quello sgusciato del 32%, mantenendosi su livelli record.