Con la raccolta 2026 nell’emisfero nord ormai prossima alla conclusione, emergono maggiori indicazioni sul reale potenziale produttivo della campagna. Dagli operatori di mercato emergono due elementi principali: da un lato, la presenza di problematiche qualitative su parte del raccolto; dall’altro, aspettative di una produzione lievemente inferiore rispetto al record del 2025, ma su livelli mediamente elevati soprattutto nelle aree di produzione chiave. L’attuale andamento di consegne ed esportazioni di materia prima da Cambogia e Costa d’Avorio (aree di produzione ed esportazione chiave), infatti, delinea un quadro caratterizzato da un buon afflusso di prodotto.
La domanda di anacardi si mantiene elevata nella prima parte del 2026, sostenuta da una buona richiesta europea e dalla ripresa della domanda cinese, dopo il Capodanno cinese, e statunitense, dopo i dazi dello scorso anno. L’unica eccezione resta il Medio Oriente, a causa dell’impatto del conflitto in corso.
VIETNAM
In un contesto in cui l’offerta interna 2026 è attesa su livelli non troppo distanti da quelli della campagna 2025, stimata dall’INC a 320.000 t, il fabbisogno di import di materia prima rimane elevata.
Da inizio campagna, infatti, le importazioni di materia prima hanno raggiunto circa 510.000 t, +15% rispetto allo stesso periodo del 2025, a livelli record per il periodo.
Questo risultato è legato all’ottimo afflusso di prodotto dalle due principali origini: il 66% delle importazioni proviene dalla Cambogia, in aumento del 7% a/a e su livelli record, mentre l’8% arriva dalla Costa d’Avorio, con un incremento del 669% a/a.
Tali livelli di importazione stanno sostenendo le attività di trasformazione e le spedizioni di kernel. A livello cumulato (gennaio-aprile), le esportazioni di kernel hanno raggiunto 194.000 t, in calo solo del 3% rispetto al record dello stesso periodo 2025. In particolare, nel mese di aprile si segnala un forte rimbalzo della domanda cinese (+207% m/m, +1% a/a), con il secondo quantitativo mensile più elevato mai registrato, oltre a un consolidamento del recupero della domanda statunitense. Da segnalare come l’obiettivo fissato da Vinacas per le esportazioni 2026 sia di 800.000 t, ovvero un aumento del 2% su base annuale.
COSTA D’AVORIO
Secondo il Conseil du Coton et de l’Anacarde (CCA), a fine aprile le vendite del prodotto 2026 a trasformatori ed esportatori avevano raggiunto le 877.000 t, un volume persino superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025 (+3%). Tuttavia, nonostante il buon andamento delle consegne, gran parte degli operatori ritiene che la produzione complessiva del 2026 resterà inferiore al livello record raggiunto nel 2025.
La qualità del secondo raccolto appare migliore rispetto a quella del primo, penalizzato da piogge eccessive. Nel complesso, però, il prodotto continua a presentare criticità qualitative e risulta inferiore agli standard generalmente previsti dalla norma ivoriana.
Intanto la trasformazione interna procede in linea con gli obiettivi del governo: nel primo trimestre 2026, le esportazioni di kernel dalla Costa d’Avorio hanno sfiorato le 26.000 t, un volume senza precedenti per il periodo.
CAMBOGIA
Le proiezioni condivise dalla Cashew Nut Association of Cambodia indicano per il raccolto 2026 una produzione compresa tra 800.000 t e 1 milione di t, non lontana dalla stima di 930.000 t per il 2025. Il buon livello dell’offerta sarebbe stato favorito dall’espansione delle superfici produttive e da condizioni climatiche complessivamente favorevoli; gli impatti sulle rese dovuti a piogge fuori stagione e a temperature superiori alla norma in alcuni periodi sarebbero stati infatti limitati.