Orzo

Prima proiezione USDA per la campagna 2026/27

Giovedì, 14 Maggio 2026

Durante la prima metà di maggio i prezzi sulle principali piazze europee hanno proseguito il trend di calo iniziato da febbraio. In termini di variazione rispetto alla media del mese precedente, in Francia la quotazione Fob Creil ha segnato -2,2% e quella all’esportazione quotata in Germania Fob Amburgo un più contenuto -0,5%. Nell'area del Mar Nero, i prezzi FOB ai porti russi hanno registrato un ulteriore debole calo (-0,5%), mentre in Ucraina le tensioni legate alla prosecuzione del conflitto e alle conseguenti difficoltà logistiche hanno sostenuto e accelerato il trend di aumento (+4,3%). 

Il mercato italiano (listino di Ager Bologna) ha mantenuto le quotazioni ancora invariate (ormai da metà febbraio) per le voci del prodotto nazionale p.s.>65 e p.s. 62/64 e ha invece confermato e accelerato gli aumenti (iniziati a marzo) per il prodotto estero (+1,6%).  La premialità rispetto al benchmark di previsione francese (Creil) resta ampia (circa +16/17 Euro/t per il prodotto nazionale e +10 Euro/t per quello estero) rispetto alla media delle precedenti 5 campagne. 

Prossima Campagna, 2026/27: 

Il report WASE di USDA di questo mese ha reso noti i primi dati di bilancio per la prossima campagna. Rispetto alla corrente: 

Produzione: a livello globale è previsto un aumento del +1% (+0,8 Mil t) legato sostanzialmente al forte recupero atteso in Turchia (+63% e +3.2 Mil t) dopo il disastroso raccolto dello scorso anno ed in ragione delle prospettive sulle rese molto promettenti. Cali invece sono attesi in tutte le altre principali aree produttive: UE (-6%; -3,3 Mil t) - scenario confermato anche dai dati più recenti della Commissione -, Russia (-5%; -0,9 Mil t), Australia (-14%; -2,2 Mil t) e Canada (-7%; -0,7 Mil t). 

Nello specifico per l’Unione Europea, anche i dati del Ministero dell’Agricoltura francese confermano il calo delle superfici seminate, le buone condizioni colturali per l’invernale e lo sviluppo anticipato del primaverile. Tuttavia, resta il quadro generale per tutte le principali aree produttive, ad eccezione dell’Italia, di rese attese in calo rispetto al risultato storicamente alto dello scorso anno. 

Consumi: anche in questo caso ci si attende un evidente aumento in Turchia (+25%; +1,6 Mil t) grazie alla maggiore disponibilità di prodotto locale che dovrebbe consentire anche una sensibile riduzione delle importazioni. Questo, assieme ad altre aree di consumo come il Maghreb, comporta una previsione per il consumo globale in aumento rispetto alla campagna corrente (+2%; +3,4 Mil t), nonostante i cali attesi in UE (-2%; -1,0 Mil t) e Cina (-7%; -1,0 Mil t). 

Scambi: tra i grandi importatori della campagna corrente, spicca evidentemente il dato previsionale della Turchia per le ragioni sopra esposte (-90%; -1,4 Mil t) a cui si sommano anche i cali di fabbisogno attesi nei due principali importatori storici: Cina (-9%; -1,0 Mil t) e Arabia Saudita (-4%; -0,2 Mil t) per un totale a livello globale pari al -13% o -4,4 Mil t. 

La minor domanda da parte dei compratori fondamentali ed i cali produttivi previsti si riflettono sulle attese per le esportazioni con cali in tutte le principali aree di origine, in particolare da Australia (-25%; -2.5 Mil t) e Canada (-17%; -0,5 Mil t). 

Il bilancio globale è in sintesi atteso confermarsi in surplus per la seconda campagna consecutiva, sebbene in misura minore rispetto alla corrente, con scorte finali e rapporto stock / utilizzi previsti sostanzialmente stabili nonostante il calo produttivo, comunque bilanciato dalle maggiori scorte iniziali. 

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