Caffè

Prospettive di maggior abbondanza 26/27, ma persistono fattori di rischio

Lunedì, 25 Maggio 2026

Tra aprile e maggio, sulla piazza finanziaria The ICE i prezzi medi della varietà arabica hanno registrato un calo del 3%; i prezzi della varietà robusta sono invece aumentati del 4%. Da inizio anno, entrambe le varietà hanno seguito un trend di calo: -19% arabica e -13% robusta.

Questa dinamica ha comportato una riduzione dell’arbitraggio: a livello medio, nei primi venti giorni di maggio, il premio dell’arabica sulla robusta ha registrato un calo dell’12% attestandosi a 124 c$/lb.

Le prospettive di un aumento dell’offerta globale 2026 di caffè si confermano i principali fattori ribassisti. In particolare, il mercato sconta l’imminente arrivo di raccolti abbondanti in Brasile e in Indonesia e, dalla fine del 2026, una maggior disponibilità anche dalla Colombia e dal Vietnam.

BRASILE

Conab, nell’aggiornamento di maggio, ha rivisto a rialzo la previsione di produzione 26/27 di circa 0,5 Mio bags, ora in aumento del 18% rispetto alla campagna 25/26. In particolare, si segnala una revisione a rialzo della varietà arabica (+1,7 Mio bags vs gennaio), in aumento del 28% rispetto alla scorsa campagna. Rivista leggermente in calo, invece, la previsione per la robusta (-1,2 Mio bags vs gennaio), +1% rispetto alla scorsa campagna.

La maggior parte degli operatori, condivide aumenti di oltre il 20% per la varietà arabica sulla scia di un aumento delle aree e rese di “carica”, ulteriormente favorite da un meteo ottimale. Per la varietà robusta, invece, sono attesi livelli stabili o lievi cali rispetto al record del 2025. Secondo le anticipazioni di Areté +21% arabica e -4% robusta.

INDONESIA

USDA, nel “Coffee Annual Report” pubblicato il 15 maggio, prevede una produzione 26/27 (apr-mar) a 11,4 Mio bags, -8% rispetto al record della campagna 25/26 (stimata a 12,4 Mio bags), ma +12% rispetto alla media delle ultime 5 campagne pre-25/26. In particolare, le proiezioni sono di un calo dell’8% per la varietà robusta a 10 Mio bags a fronte di un leggero aumento dell’1% per la varietà arabica a 1,38 Mio bags. A fronte di aree stabili, calo sarebbe riconducibile all’impatto delle eccessive precipitazioni che, durante il periodo di fioritura, hanno colpito aree chiave di produzione di varietà robusta. Conseguentemente al minor livello di offerta e alla stabilità dei consumi interni (+0,4% a/a), le esportazioni sono previste calare del 9% a 8 Mio bags. Tuttavia, si tratterebbe di un livello storicamente elevato, superiore del 13% rispetto alla media delle ultime 5 campagne pre-25/26.

INDIA

USDA, nel “Coffee Annual Report pubblicato il 12 maggio, prevede una produzione 26/27 (ott-set) a circa 6,1 Mio bags, in calo del 2,6% rispetto alla campagna 25/26 (stimata a 6,4 Mio bags). In particolare, le proiezioni sono di un calo del 3% per la varietà robusta a 4,6 Mio bags e del 10% per la varietà arabica a 1,6 Mio bags. Le rese di arabica, infatti, avrebbero risentito maggiormente di piogge monsoniche inferiori alla media e temperature insolitamente elevate.

VIETNAM

USDA nel "Coffee Annual Report pubblicato il 20 maggio, prevede una produzione 26/27 (ott-set) di 32,5 Mio bags, in aumento del 2% rispetto alla campagna 25/26 (rivista a rialzo a 31,7 Mio bags). Un aumento riconducibile ai maggiori investimenti sulla scia dell’elevata remuneratività dei prezzi del caffè, dall’espansione delle aree del 2% al maggior utilizzo di input produttivi.

Grazie al maggior livello di offerta, le esportazioni 26/27 sono previste in aumento del 2% rispetto alla campagna corrente – che già risulta caratterizzata da un buon ritmo di spedizioni -. Come mostrano anche i più recenti dati del Dipartimento di statistica del Vietnam, infatti, da inizio campagna (ott 25-apr 26), le esportazioni risultavano superiori del 26% rispetto allo stesso periodo 24/25.

Da segnalare anche il consolidamento atteso del trend di aumento dei consumi interni, trinati dall’espansione della classe media e dal turismo. USDA proietta un aumento del 2% ad un record di 5 Mio bags.

UGANDA

USDA, nel “Coffee Annual Report pubblicato il 20 maggio, prevede una produzione 26/27 (ott-set) a circa 7,2 Mio bags, +1% rispetto alla campagna 25/26 (rivista a rialzo 7 Mio bags), su livelli record. Un aumento riconducibile a condizioni meteo favorevoli, a un’espansione delle aree dell’1% e a un miglioramento delle pratiche colturali grazie a prezzi più remunerativi. Conseguentemente al maggior livello di offerta, anche le esportazioni sono previste aumentare del 2% a 6,8 Mio bags.

COLOMBIA

USDA, nel “Coffee Annual Report pubblicato il 20 maggio, prevede una produzione 26/27 (ott-set) a 13,4 Mio bags, +7% rispetto alla campagna 25/26 (rivista a ribasso da 13,8 Mio bags a 12,5 Mio bags).  Sebbene vi siano preoccupazioni legate all’arrivo del fenomeno di El Niño, l’USDA evidenzia che le rese del caffè potrebbero comunque migliorare grazie alla capacità delle piante di resistere allo stress idrico e alle alte temperature, soprattutto se i produttori seguiranno le raccomandazioni della Federazione dei Coltivatori di Caffè (Fedecafe). Tra queste figurano una fertilizzazione adeguata — che rende le piante più resistenti alla siccità — e una corretta gestione delle infestanti, utile a preservare l’umidità del suolo.

Conseguentemente al maggior livello di offerta, anche le esportazioni sono previste recuperare del 5% a 13,4 Mio bags.

Tuttavia, in questo scenario di maggior abbondanza 2026, rimangono da monitorare i rischi derivanti dal contesto macroeconomico, geopolitico e dall’evoluzione del meteo.

  • Conflitto in Medio Oriente: sebbene il l'impatto diretto sull'offerta e sulla domanda globale di caffè rimanga relativamente limitato, il mercato risulta fortemente esposto alle criticità logistiche, con le aree di consumo distanti da quelle di produzione. Inoltre, l’aumento dei costi dei fertilizzanti potrebbe limitarne l’utilizzo, con conseguenti impatti negativi sulle rese.
  • Fenomeno meteorologico El Nino: la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) statunitense stima una probabilità dell'82% che le condizioni di El Niño si manifestino tra maggio e luglio con una probabilità che persista per tutto l'inverno 2026-2027 nell'emisfero settentrionale che sale al 96%. Tale fenomeno tende ad accentuare eventi climatici, come siccità e temperature elevate nel Sud est asiatico e nelle aree settentrionali del Brasile, precipitazioni superiori alla media a sud del Brasile e in altre aree del sud America (Perù, Ecuador).

Ulteriore fattore da monitorare nel medio termine, in quanto fonte di volatilità soprattutto sul mercato europeo, sarà l’entrata in vigore della normativa anti-deforestazione (EUDR), a gennaio 2026.

  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade

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