Le quotazioni della fava di cacao, sul mercato finanziario di Londra, da inizio novembre, hanno segnato un calo del 20%, toccando i minimi da gennaio 2024 e consolidando il trend deflattivo innestatosi ad inizio 2025 (-53%). Massa e burro di cacao, che da novembre hanno segnato cali analoghi a quelli registrati dalla materia prima, da inizio anno sono calati più che proporzionalmente (rispettivamente -65% e -69%), evidenziando un calo delle ratio. Più stabili, sul mercato spot, i prezzi della polvere (-10% da inizio anno), in attesa delle trasformazioni della fava dei main-crop africani; le quotazioni mostrano tuttavia sconti sul forward.
Tra i principali fattori ribassisti:
- Il miglioramento delle prospettive sui raccolti 25/26. I produttori in Costa d'Avorio riportano che il recente clima secco ha contribuito all'essiccazione delle fave raccolte, mentre i coltivatori in Ghana segnalano un clima favorevole allo sviluppo dei baccelli. A livello globale, Rabobank prevede un surplus di 328.000 t; si tratterebbe del livello più dalla campagna 16/17.
- La debolezza della domanda. I grindings nelle principali aree di consumo (Europa, Asia, Nord America) per il Q3 2025 hanno segnato un -8% rispetto al Q3 2024. Complessivamente, la campagna 24/25 segna un calo dei grindings del 6% rispetto alla campagna precedente, al livello più basso dalla campagna 16/17. In calo anche i grinding in Costa d’Avorio: i dati Gepex (Groupement Professionnel des Exportateurs de Café et de Cacao de Côte d'Ivoire) mostrano, a ottobre, un calo del 25% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna.
- La proposta di rinvio di un anno dell’entrata in vigore dell’EUDR. La Commissione UE ha richiesto di posticipare di un anno l’applicazione del regolamento per tutti gli operatori, fino al 30 dicembre 2026.
- L’esenzione del cacao dai dazi reciproci USA. Il 14 novembre, il governo USA ha firmato un ordine esecutivo che modifica l’ambito di applicazione dei dazi reciproci annunciati ad aprile, esentando alcuni prodotti di importazione da questi ultimi, tra cui il cacao. I dazi ammontavano al 15% sulle importazioni dal Ghana e al 21% dalla Costa d’Avorio.
- Le prese di posizione degli operatori non-commerciali con un livello di ipervenduto sul mercato finanziario ai livelli più alti dal 2018.
Nonostante i sopracitati fattori distensivi, il mercato continua ad essere soggetto al supporto di scorte ancora limitate e di export che procedono a rilento dalla Costa d’Avorio.
- Gli stock di borsa risultano ancora su livelli estremamente bassi: a novembre, -5% rispetto a ottobre, solo +11% rispetto ai minimi per il mese toccati a novembre 2024.
- L’ente regolatore del cacao della Costa d'Avorio (CCC) ha venduto 1,3 Mio t di contratti di cacao per il raccolto principale 25/26, in calo rispetto agli 1,4 Mio t dello scorso anno, complice l’incertezza sull’entità del raccolto finale, dipendente anche dall’evoluzione dei futuri mid-crop.
- Benché il ritmo degli arrivi ai porti in Costa d’Avorio stia recuperando di settimana in settimana, riducendo progressivamente il gap rispetto alla scorsa campagna, a livello cumulato risultano ancora inferiori allo stesso periodo 24/25. In particolare, dal primo ottobre al 16 novembre, -6% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna (a fine ottobre -26% a/a).