UE: la cospicua disponibilità di prodotto a livello sia interno che globale continua a mantenere le quotazioni europee a minimi pluriennali, con ulteriori ribassi tra dicembre e gennaio. In media, rispetto a novembre, -2,6% Bologna, -0,5% Foggia, -1,4% La Pallice e -1,2% Port La Nouvelle. I cali dei prezzi all’origine hanno portato a cali anche sui prezzi all’import, con una discesa del CWAD 2 ad Altamura dello 0,9%, mantenendo un premio molto ridotto con i prezzi italiani. Fanno eccezione in questo quadro i prezzi spagnoli, che hanno registrato aumenti (+2% nello stesso periodo), andando parzialmente a chiudere l’elevato spread con le quotazioni italiane, ed i prezzi greci (+0,2%). In Italia, a fronte della volatilità degli ultimi mesi è stata istituita la Commissione Unica Nazionale per il frumento duro (CUN), che si propone di individuare un prezzo unico di riferimento per il frumento duro nazionale. La domanda di importazione continua a mantenersi su livelli limitati: l’import cumulato era inferiore del 19% rispetto alla media triennale al 15 gennaio, anche se ancora +3% rispetto allo scorso anno. Le semine per la campagna 2026/27 hanno goduto di un meteo generalmente favorevole, ma si conferma la prospettiva di un calo delle aree a livello europeo per via di minori superfici in Italia, Spagna e Grecia, non compensate dal leggero aumento in Francia. In presenza di rese vicino alla media storica, questo comporterebbe una riduzione consistente della produzione europea, -12% secondo lo scenario Areté.
Nord Africa: a fine dicembre l’Algeria ha indetto una nuova asta per l’acquisto di 500/550k t di frumento duro con consegna tra febbraio e marzo 2026. Il prezzo di acquisto è stato di 315-325 $/t (268-277 $/t), leggermente inferiore rispetto alla precedente di ottobre. L’umidità del suolo è tornata su livelli vicino alla norma sia in Algeria che in Tunisia, al di sopra della norma in Marocco a fronte di forti piogge nelle ultime settimane.
Turchia: i prezzi turchi continuano a mantenersi su livelli non competitivi per le esportazioni (+23 €/t in media a gennaio il premio di Gaziantep su Bologna), che infatti a novembre erano in calo del 79% rispetto allo scorso anno. Con importazioni in aumento del 261% fino a novembre, il Paese è tornato ad essere un importatore netto di frumento duro.
Canada: anche i prezzi canadesi hanno registrato ribassi a dicembre e gennaio, con quotazioni in calo del 5,5% in Saskatchewan. Le esportazioni mantengono un ritmo sostenuto, in calo del 5% rispetto alla scorsa campagna ma in aumento del 52% rispetto alla media triennale. AAFC ha pubblicato i primi bilanci per la campagna 2026/27: la produzione è prevista in calo del 21% a fronte di una riduzione delle aree (-7%) e delle rese (-15%) dopo il risultato eccezionale della campagna corrente. Tuttavia, grazie a stock iniziali ai massimi dal 2019/20, la disponibilità di prodotto potrebbe comunque supportare utilizzi sostenuti, solo in leggero calo rispetto al 2025/26 (-1%). Gli stock, seppure in calo del 27%, rimarrebbero comunque a 1,1 Mio t, +44% rispetto alla media quinquennale.