UE: nelle prime settimane di febbraio i prezzi europei del fumento duro hanno continuato a registrare ribassi. In media, rispetto a gennaio, -2,7% Bologna, -1,4% Foggia, -1,9% La Pallice e -1,5% Siviglia. In Italia la Commissione Unica Nazionale (CUN), recentemente istituita per definire un prezzo di riferimento, non ha ancora fornito quotazioni e l’attenzione rimane focalizzata sui listini delle borse merci. I principali fattori ribassisti continuano ad essere l’ampia disponibilità di prodotto a livello globale ed europeo, e il maggiore potere d’acquisto dell’euro sul dollaro che contribuisce a mantenere bassi i prezzi delle importazioni. Nonostante questo, nelle ultime settimane le importazioni di duro hanno avuto una brusca frenata: in media da inizio anno le importazioni settimanali sono state inferiori dell’83% rispetto ai primi sei mesi di campagna. Questo ha portato la Commissione Europea a rivedere a ribasso la previsione di import totali per la campagna a 1,9 Mio t, -8% rispetto al 2024/25 e in linea con lo scenario Areté. Per la prossima campagna si conferma la prospettiva di un calo produttivo dovuto a minori aree seminate e rese che tornano ad avvicinarsi alla media storica. In Italia, le intenzioni di semina pubblicate da ISTAT indicano una leggera flessione (-0,2%), mentre per la Francia Agreste prevede un calo dell’1%, ma le condizioni colturali rimangono le migliori degli ultimi 3 anni. Diversa è la situazione in Spagna, dove alle aspettative di un maggiore calo delle semine si aggiungono i potenziali danni delle inondazioni di inizio febbraio.
Nord Africa: la Tunisia ha indetto una nuova asta per l’acquisto di 100k di frumento duro con consegna tra marzo e aprile 2026 a 324-328 $/t CIF (271-275 €/t). Il prezzo in dollari risulta leggermente superiore all’asta precedente, ma in euro è stabile. Per la prossima campagna si conferma la prospettiva di un aumento produttivo grazie a maggiori aree e ad un meteo favorevole, con fonti locali che parlano di un possibile raddoppio della produzione cerealicola in Marocco grazie all’abbondanza delle piogge.
Turchia: la decisione del TMO di vendere sul mercato parte delle sue scorte di frumento duro ha fermato il trend inflattivo sui prezzi turchi, con il duro che su Konya ha registrato un calo del 6,4% nelle prime settimane di febbraio rispetto a gennaio. Per la prossima campagna si conferma la prospettiva di minori superfici seminate anche a causa del premio ridotto con i prezzi del frumento tenero. Tuttavia, le piogge delle ultime settimane hanno portato ad un netto miglioramento dell’approvvigionamento idrico rispetto alla situazione critica di fine 2025.
Canada: il ritmo sostenuto delle esportazioni ha portato AAFC a rivedere a rialzo la previsione di export a 5,4 Mio t, +50k t rispetto alla stima precedente ma ancora -7% rispetto alla scorsa campagna. La domanda elevata per il prodotto canadese ha anche interrotto il trend ribassista in corso da novembre, con quotazioni in Saskatchewan in aumento del 2,1% nelle prime settimane di febbraio rispetto a gennaio. Per la prossima campagna si conferma la prospettiva di un calo produttivo dovuto a minori aree seminate e ad un ritorno delle rese verso la media storica.