Frumento Duro

Prime quotazioni del fino 2026/27 in aumento al Nord, Centro e Isole

Martedì, 30 Giugno 2026

UE: l’attenzione del mercato è concentrata sull’arrivo del nuovo raccolto. In Italia la CUN ha pubblicato le prime quotazioni della campagna 2026/27: il fino è stato quotato in aumento rispetto all’ultimo prezzo per il Nord, il Centro e le Isole (rispettivamente +2%, +1,2%, +3,9%), mentre per la produzione Sud è risultato in calo (-2,4%), pur mantenendosi al di sopra delle altre origini. Il premio del fino sul convenzionale risulta in aumento per tutte le origini, mentre quello del proteico rispetto al fino è rimasto sostanzialmente stabile, ma è quotato solo per il Nord e il Sud. L’alto proteico è quotato esclusivamente al Sud con un premio di 20 €/t (+4 €/t rispetto all’ultima quotazione del 2025). Grazie all’aspettativa di rese più elevate, la Commissione ha rivisto a rialzo la produzione del 5% rispetto alla stima di maggio, ma rimangono dubbi sugli effetti delle temperature elevate sulle fasi finali di sviluppo e raccolta, ormai in fase conclusiva. Gli operatori locali riportano livelli qualitativi generalmente buoni, con alcune eccezioni, ma un contenuto proteico generalmente basso. In Francia i prezzi a Port La Nouvelle sono rimasti in linea con maggio (-0,2%); la raccolta è iniziata e prosegue in anticipo rispetto alla media quinquennale, ma le condizioni colturali hanno subito un forte peggioramento a causa dell’ondata di calore, allineandosi con i minimi del 2022. La produzione è prevista in calo del 12% a fronte di minori aree e rese. Anche in Spagna le quotazioni sono rimaste in linea con maggio (+0,2%), e rimane una netta discrepanza tra le stime di produzione della Commissione (-8%) e delle fonti locali, che variano tra il -27% e il -46%. Nel complesso la Commissione stima una riduzione del raccolto del 2%, parzialmente compensato da scorte iniziali in aumento (+13%). Il fabbisogno di importazione si manterrebbe in linea con le ultime due campagne.

Nord Africa: si conferma la previsione di un aumento produttivo che riporterebbe il raccolto vicino ai massimi storici, grazie a condizioni meteo particolarmente favorevoli soprattutto in Marocco e Algeria, con rese in netto aumento rispetto alla media storica (+16% in Algeria, +53% in Marocco, +14% in Tunisia rispetto alla media quinquennale, secondo i dati del MARS Bulletin).

Turchia: nonostante la previsione di un rimbalzo produttivo grazie a rese elevate più che sufficienti a compensare il calo delle superfici, i prezzi annunciati dal TMO per l’acquisto del frumento duro risultano ancora al di sopra degli equilibri internazionali, rendendo probabile un’ulteriore campagna da importatore netto per il Paese.

Canada: le semine sono ormai completate, e le piogge delle ultime settimane hanno portato ad un miglioramento dell’umidità del suolo, fino a livelli prossimi all’eccesso in alcune zone. Le condizioni colturali risultano migliori della scorsa campagna sia in Saskatchewan che in Alberta. Nell’ultimo report AAFC ha rivisto a ribasso di 148k t la previsione di produzione 2026/27 per via di minori superfici seminate. Anche le scorte iniziali sono state riviste a ribasso per via di maggiori export e consumi nel 2025/26. Questo determinerebbe una minore disponibilità di prodotto per gli utilizzi totali del 2026/27 (rivisti a ribasso di 248k t) e una riduzione delle scorte finali rispetto alla previsione precedente. Le scorte rimarrebbero però in linea con il 2025/26 e superiori del 79% rispetto alla media quinquennale. La domanda elevata di export e l’aspettativa di un calo produttivo stanno continuando a sostenere i prezzi, con un aumento dell’1,8% in media tra giugno e maggio per il duro in Saskatchewan.

Stati Uniti: lo sviluppo colturale del Northern Durum procede in anticipo rispetto alla scorsa campagna e alla media quinquennale. In Nord Dakota il 72% del duro è considerato in condizioni buone o eccellenti, mentre a livello nazionale il 60% delle superfici è interessato da condizioni di siccità.

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