Unione Europea: nelle prime settimane di aprile i prezzi europei del frumento duro hanno continuato a registrare qualche leggero rialzo. In media, +0,4% il Fino Nord Italia CUN rispetto alla media di marzo del listino AGER, +1,8% il Fino Sud Italia CUN rispetto alla media di marzo del listino di Foggia, +1,3% La Pallice, +4,9% Siviglia e +1,2% Kilkis. Oltre al contesto macroeconomico di supporto (vedi precedenti highlight), a sostenere i prezzi europei è la prospettiva di un raccolto 2026/27 in calo del 4% (+0,4% in Italia, -6% in Francia, +10% in Grecia, -9% in Spagna, -16% gli altri Paesi) per via di minori aree e di rese che ritornano verso la media storica. Le condizioni colturali si confermano favorevoli in Francia, con uno sviluppo in netto anticipo rispetto allo scorso anno, ma Agreste conferma superfici in linea con il minimo trentennale dello scorso anno. Per la campagna corrente la Commissione ha rivisto a ribasso le importazioni totali, a fronte di un ritmo che fatica a recuperare dopo il rallentamento di inizio anno. Per la prossima campagna, invece, la minore disponibilità di prodotto (produzione + scorte iniziali) porterebbe ad un aumento del fabbisogno di importazione del 14%.
Nord Africa: l’Algeria ha concluso un’asta per l’acquisto di frumento duro. Si stima che il quantitativo acquistato sia di circa 400k t, ad un prezzo di 327-334 $/t (superiore rispetto a quella precedente di dicembre). Si confermano condizioni colturali favorevoli per la campagna 2026/27, soprattutto in Marocco grazie alle piogge abbondanti, con una produzione che tornerebbe in linea con la media pre-2022.
Turchia: le condizioni meteo favorevoli hanno portato ad una revisione a rialzo della produzione 2026, ora prevista in aumento rispetto alla campagna corrente nonostante aree in calo. Grazie alle scorte elevate, il Paese avrebbe al suo interno la disponibilità di prodotto per tornare ad essere un esportatore netto; tuttavia, al momento i prezzi rimangono al di sopra degli equilibri internazionali, rendendo il frumento turco non competitivo per le esportazioni.
Canada: complice il rafforzamento del dollaro canadese rispetto a quello statunitense, nelle prime settimane di aprile i prezzi del frumento duro canadese sono risultati mediamente in calo rispetto a marzo (-1,7%). Le esportazioni mantengono un ritmo sostenuto (+2% al 12 aprile rispetto allo scorso anno), a fronte di minori acquisti dei partner “tradizionali” (Italia, Marocco, USA) compensati da maggiori export verso altri Paesi come Turchia, Algeria, Messico, Nigeria, Cina. Questo ha portato AAFC a rivedere a rialzo le esportazioni totali 2025/26 a 5,5 Mio t, +100k t rispetto alla stima precedente ma -5,5% rispetto alla scorsa campagna. Le scorte finali rimarrebbero invariate per via di una revisione a ribasso dei consumi interni. Per la prossima campagna si conferma una previsione di produzione a 5,9 Mio t, -17% rispetto alla campagna corrente ma +14% rispetto alla media delle cinque campagne precedenti. Inoltre, grazie agli stock iniziali elevati (+115% rispetto alla media delle ultime cinque campagne), la disponibilità iniziale di prodotto (scorte + produzione) vedrebbe un calo solo del 4%. Alla vigilia delle semine l’umidità del suolo rimane al di sotto dei livelli ideali in alcune zone del Saskatchewan e dell’Alberta, ma per il momento non sono rilevati problemi significativi di siccità.
USA: non sono riportati particolari problemi di siccità che potrebbero ostacolare la fase delle semine (12% delle superfici in condizioni di siccità al 14 aprile rispetto al 79% dello scorso anno), tuttavia le intenzioni di semina di USDA indicano un calo delle superfici dell’11% per il 2026/27.