Unione Europea: tra settembre e le prime settimane di ottobre i prezzi europei del frumento duro hanno continuato a mostrare segnali di tensione, con il Fino Nord Italia in aumento dell’1,1% rispetto alla media di settembre, La Pallice +6,8%, Siviglia +4,1% e Kilkis +11,7%. Il principale fattore di supporto rimane la tensione che caratterizza l’intero comparto cerealicolo, in particolare il mais europeo, i cui prezzi si mantengono sui massimi dal 2023 a fronte di una produzione ai minimi decennali e delle persistenti difficoltà di esportazione dal Mar Nero. Gli aumenti si sono trasmessi anche al frumento tenero, determinando un forte restringimento del premio del duro rispetto al tenero di forza sulle principali piazze europee e fornendo ulteriore sostegno alle quotazioni del duro. Parallelamente, l’aumento dei prezzi all’origine, i maggiori costi dei noli e l’indebolimento dell’euro rispetto al dollaro stanno rendendo più costoso anche il prodotto importato: nelle prime settimane di ottobre il CWAD 2 quotato ad Altamura è aumentato del 5,7% rispetto alla media di settembre.
Sul fronte dei fondamentali, la Commissione Europea ha rivisto al rialzo la produzione 2026, principalmente grazie a un raccolto italiano più abbondante (in linea con le precedenti stime Areté), ma a livello comunitario la produzione rimane comunque inferiore del 4% rispetto al 2025/26. La minore disponibilità e soprattutto il contenuto proteico limitato registrato in diversi Paesi produttori stanno sostenendo il fabbisogno di prodotto di qualità: all’11 ottobre le importazioni cumulate risultavano superiori del 24% rispetto allo scorso anno. Una parte rilevante degli arrivi riguarda ancora prodotto della precedente campagna, da origini caratterizzate da un elevato tenore proteico, a conferma di una domanda che rimane concentrata sulle qualità superiori. L’attenzione comincia ora a spostarsi sulle semine del prossimo raccolto: prezzi del duro relativamente poco competitivi rispetto alle colture alternative e condizioni ancora siccitose, soprattutto in Francia, Nord Italia e sud della Spagna, potrebbero limitare le superfici.
Nord Africa: la Tunisia ha effettuato la prima asta della nuova campagna per 100 kt di frumento duro, con consegne previste tra novembre e dicembre e prezzi compresi tra 358 e 384 $/t (circa 320-343 €/t), superiori rispetto ai circa 335 $/t dell’asta di marzo 2026. L’acquisto è inoltre avvenuto con qualche mese di anticipo rispetto alle iniziali aspettative del mercato, confermando una necessità anticipata di copertura su prodotto di qualità, coerente con una produzione abbondante ma con caratteristiche qualitative non ottimali. Nel complesso, infatti, la produzione nordafricana si conferma vicina ai massimi storici, grazie alle favorevoli condizioni meteorologiche che hanno sostenuto le rese, riducendo il fabbisogno complessivo di importazione. Il contenuto proteico generalmente limitato mantiene tuttavia elevata la domanda per frumento duro di qualità superiore. Le condizioni per le semine risultano al momento meno favorevoli, con umidità del suolo ridotta in diverse aree, anche se la finestra di semina rimane ancora sufficientemente ampia.
Turchia: nonostante l’elevata disponibilità di prodotto, i prezzi interni rimangono nettamente superiori agli equilibri internazionali: ad ottobre il prodotto turco risultava mediamente a premio di circa 52 €/t rispetto al Fino Sud Italia e di 147 €/t rispetto al CWAD 1 in Saskatchewan. Il frumento duro turco rimane quindi poco competitivo sui mercati esteri, con esportazioni inferiori dell’84% tra giugno e agosto rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna. Al contrario, gli elevati prezzi interni stanno aumentando la convenienza delle importazioni (+204%). La posizione commerciale turca appare quindi determinata più dai prezzi relativi e dalle politiche di gestione delle scorte del TMO che dalla disponibilità fisica di prodotto. La Turchia rappresenta una delle poche aree del Mediterraneo dove l’umidità del suolo risulta favorevole in vista delle semine.
USA: USDA stima un calo produttivo del 24% per il 2026/27. I dati qualitativi pubblicati da US Wheat Associates confermano nel complesso una buona qualità del raccolto, con un contenuto proteico medio in aumento rispetto alla scorsa campagna (16,6% contro 16,1%), mentre il peso specifico risulta leggermente inferiore. Le tensioni che interessano il comparto del frumento tenero e la domanda per prodotto ad alto tenore proteico hanno sostenuto sia le esportazioni (+47% i commitments all’8 ottobre) che le quotazioni (+10,5% MGEX tra ottobre e settembre)
Canada: la raccolta è ormai prossima alla conclusione. AAFC prevede una produzione di 6,4 Mio t, -12% rispetto alla scorsa campagna, ma alcune indicazioni provinciali suggeriscono un possibile upside rispetto alla previsione corrente. Il Governo del Saskatchewan stima infatti una resa di 3,09 t/ha, circa il 12% superiore a quella utilizzata da StatCan per la provincia. Se confermate queste rese potrebbero portare ad un aumento della produzione nazionale di circa 0,6 Mio t rispetto alla stima corrente. La domanda estera rimane molto sostenuta: all’11 ottobre i volumi esportati risultavano superiori del 68% rispetto allo stesso periodo del 2025/26. La domanda sostenuta e le tensioni sul frumento tenero hanno contribuito all’aumento delle quotazioni canadesi (+4,9% il CWAD 1 in Saskatchewan nelle prime settimane di ottobre rispetto alla media di settembre).