UE: nelle prime settimane di marzo i prezzi europei del fumento duro hanno interrotto il trend ribassista che era in corso negli ultimi mesi. In media, rispetto a febbraio, -0,3% Bologna, +0,4% Foggia, +1,4% La Pallice e +0,5% Siviglia. In Italia la Commissione Unica Nazionale (CUN), recentemente istituita per definire un prezzo di riferimento, non ha ancora fornito quotazioni e l’attenzione rimane focalizzata sui listini delle borse merci. A frenare ulteriori cali e a portare qualche aumento, oltre allo scarso incentivo alla vendita a fronte di prezzi a minimi pluriennali, è il contesto macroeconomico. A seguito dello scoppio del conflitto nei Paesi del Golfo il tasso di cambio Euro/Dollaro è calato del 3,3% da inizio a metà mese, ed anche sulla logistica si stanno registrando incrementi, portando ad un aumento del prezzo del frumento duro importato (+2,8% il CWAD 2 ad Altamura in media rispetto a febbraio) e supportando i prezzi interni. Per la campagna corrente, la Commissione conferma un bilancio abbondante che consentirebbe un netto recupero di scorte (+11,3%). Per la campagna 2026/27 le prospettive sono di una produzione in calo (-8% secondo Coceral) per via di minori superfici e di un ritorno delle rese verso la media storica. Le condizioni colturali sono generalmente favorevoli, eccezion fatta per qualche preoccupazione circa gli effetti delle alluvioni nel sud della Spagna. In Francia lo sviluppo colturale procede in anticipo rispetto alla media quinquennale, e sono riportare condizioni in linea con lo scorso anno. Tuttavia, gli aumenti che stanno interessando i prezzi dei fertilizzanti potrebbero portare ad una minore fertilizzazione sul nuovo raccolto, con potenziali problemi qualitativi.
Nord Africa: la Tunisia ha indetto un’asta per l’acquisto di 50k t di frumento duro che si è conclusa a 334-335 $/t, rispetto all’asta di fine gennaio. Per la prossima campagna le condizioni colturali in aumento sono favorevoli, soprattutto in Marocco grazie alle piogge abbondanti. La Commissione Europea stima per tutti e tre i Paesi rese nettamente superiori alla media quinquennale.
Turchia: a fronte della svalutazione della lira turca, i prezzi stanno tornando in linea con i mercati internazionali, anche se risultano ancora poco competitivi per le esportazioni. Le condizioni per la prossima campagna sono favorevoli grazie alle piogge abbondanti da inizio anno, e fonti interne ipotizzano che un miglioramento delle rese potrebbe compensare il calo previsto delle aree.
Canada: anche in Canada si sono registrati aumenti di prezzo nelle prime settimane di marzo (+3,2% in Saskatchewan), sostenuti anche da un ritmo di esportazione elevato (+3% rispetto allo scorso anno all’8 marzo nonostante la previsione di un totale di campagna in calo del 7,2%). Nell’ultimo report, AAFC ha rivisto a rialzo le semine per la campagna 2026/27 in linea con quanto riportato da StatCan nel “Principal Field Crop Areas”, per cui erano stati intervistati 8200 agricoltori tra dicembre e gennaio. La produzione è quindi prevista a 5,9 Mio t, -17% rispetto alla scorsa campagna ma +12% rispetto alla media quinquennale. Tuttavia, grazie a stock ai massimi dal 2019/20, gli utilizzi totali rimarrebbero stabili campagna su campagna (-0,6%), e le scorte rimarrebbero superiori del 65% rispetto alla media quinquennale, anche se inferiori rispetto alla campagna corrente (-14%).