A luglio, le quotazioni medie mensili, rispetto al mese precedente, si sono mosse sotto il segno di ulteriori cali in Nord America, in prosecuzione con quanto avvenuto a giugno; per i prezzi offerti all’agricoltore -4% in Canada per #1CWAD e oltre -7% negli Stati Uniti per #1HAD. Anche le quotazioni turche Fob Gaziantep hanno seguito la stessa tendenza, sotto la pressione di un raccolto decisamente in recupero dall’anno scorso: -4%.
Sul mercato europeo, l’andamento dei prezzi ha invece evidenziato una maggiore stabilità, sia in Italia - dopo il marginale calo di inizio mese per il prodotto Fino Nord e le quotazioni invariate per l’origine Sud - che in Spagna (Siviglia). Da evidenziare invece la diversa tendenza per il prodotto di importazione (Canada - CWAD#2, FOT Sud Italia) che per effetto dell’aumento dei noli marittimi e della maggior debolezza dell’euro, ha segnato un +2% su base media mensile.
Canada: Il report di AAFC di questo mese ha rivisto in sostanziale calo (-300 Kt) le rimanenze finali attese per la campagna corrente, ormai in via di conclusione, per effetto di maggiori consumi ad uso zootecnico. I minori stock di riporto per la stagione 2026/27 sono però stati parzialmente bilanciati dalla revisione in aumento del dato di produzione previsto per quest’anno (circa +250 Kt) per effetto di rese riviste in aumento. Di fatto, l’andamento meteo, le condizioni colturali e di campo restano ad oggi favorevoli, sia in Saskatchewan che in Alberta. Nel complesso, è confermato lo scenario di calo produttivo (-15%) su base annuale per effetto sia di minori superfici seminate (-10%) che di rese meno elevate (-5%). Il bilancio canadese per la campagna 2026/27 è dunque atteso tornare alla tipica condizione di debole deficit, dopo la campagna corrente di ampio surplus ed accumulo di scorte.
UE: in ragione dell’andamento meteo particolarmente caldo e siccitoso, Coceral ha pubblicato un report straordinario, dopo quello del mese scorso. La produzione totale nell’unione è stata aggiornata in calo per circa -250 Kt a poco meno di 7,6 Mil t (quasi -0,9 Mil t e -10% su base annuale). Nel dettaglio per paese, a fronte di una revisione in aumento per la sola Italia (+110 Kt a 3,7 Mil t), tutte le altre principali origini evidenziano un peggioramento rispetto alle stime iniziali di giugno, in particolare Grecia (-100 Kt), Spagna (-50 Kt), Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca (-125 Kt in totale). In Francia, con la fase di raccolta ormai completata, gli indicatori delle condizioni colturali hanno confermato la condizione decisamente peggiore rispetto allo scorso anno.
Stati Uniti: il primo bilancio previsionale di USDA pubblicato il mese scorso per la campagna 2026/27 ha indicato una produzione attesa in calo del -17% ma scorte iniziali ai massimi dal 2021 che comporterebbero una contrazione delle rimanenze a giungo 2027 solo del -9% e ancora superiori del +12% rispetto alla media quinquennale. In North Dakota le precipitazioni a luglio sono state ben al di sotto della norma e nella seconda parte del mese le temperature sono state sensibilmente superiori. I produttori segnalano comunque che le condizioni colturali sono ancora buone grazie all'umidità ricevuta nelle prime fasi di crescita. Confermato anche lo sviluppo in anticipo rispetto alla media. Diversamente, in Montana la scarsità di precipitazione a inizio campagna, sta evidenziando i suoi effetti con solo il 7% delle aree giudicate in condizioni buone (ed in calo dal 13% a metà mese), lo 0% riportate come eccellenti ed evidenti ritardi nello sviluppo.
Altre aree fondamentali: i raccolti nell’areale del Nord Africa hanno confermato l’atteso aumento produttivo vicino ai massimi storici, grazie a condizioni meteo particolarmente favorevoli soprattutto in Marocco e Algeria e rese superiori rispetto alla media storica. La Turchia - nonostante l’importante incremento produttivo - è attesa restare un importatore netto in ragione dei prezzi annunciati dal TMO che determinano una scarsa competitività nel mercato globale. Diversamente, il Messico – altro paese interessato da un sensibile recupero produttivo dopo il tracollo dello scorso anno (+320% a 1,1 Mil t) – è atteso tornare alle esportazioni con una disponibilità stimata a circa 200 Kt. In Australia, confermato il calo delle superfici (in linea con altre classi di frumento), la seconda metà del mese ha registrato precipitazioni molto scarse negli stati del Queensland e nel nord del New South Wales (principali produttori), mentre nelle regioni sudorientali Sud Australia e Victoria) alcune piogge moderate hanno mantenuto elevati i livelli di umidità del suolo, continuando a favorire lo sviluppo colturale.