EU: le quotazioni nelle prime settimane di luglio sono rimaste in linea con quelle di giugno, mantenendo i prezzi medi di campagna ai minimi dal 2019/20 per tutte le principali piazze europee. Nel complesso, la Commissione stima una riduzione del raccolto del 2%, con aumenti produttivi in Italia e in Grecia che non compensano interamente i cali in Francia, Slovacchia e Spagna (per cui rimane una discrepanza tra le stime produttive della Commissione e quelle delle fonti locali). Rimangono tuttavia incertezze circa la qualità del nuovo raccolto: in Italia gli operatori locali riportano livelli qualitativi generalmente buoni, con alcune eccezioni, ma un contenuto proteico basso, mentre in Francia a causa delle temperature eccessive la percentuale di frumento in condizioni buone o eccellenti è in linea con i livelli minimi del 2022 nelle fasi finali della raccolta, ed Agreste prevede un calo produttivo del 17%.
Nord Africa: si conferma la previsione di un aumento produttivo che riporterebbe il raccolto vicino ai massimi storici, grazie a condizioni meteo particolarmente favorevoli soprattutto in Marocco e Algeria, con rese in netto aumento rispetto alla media storica (+16% in Algeria, +53% in Marocco, +14% in Tunisia rispetto alla media quinquennale, secondo i dati del MARS Bulletin).
Turchia: la raccolta è in corso, si confermano rese abbondanti ma il contenuto proteico rimane limitato. I prezzi annunciati dal TMO per l’acquisto del frumento duro risultano ancora al di sopra degli equilibri internazionali, rendendo probabile un’ulteriore campagna da importatore netto per il Paese.
Canada: le semine sono concluse, i dati del Principal Field Crop Areas di StatCan proiettano un calo del 10% rispetto alla scorsa campagna (-6% secondo lo scenario di giugno di AAFC). Le condizioni colturali continuano ad essere molto favorevoli sia in Saskatchewan che in Alberta, ma destano preoccupazioni le condizioni di eccessiva umidità del suolo. Nelle prime settimane di luglio i prezzi in Saskatchewan hanno registrato un calo del 4,2% rispetto a maggio, tornando ai livelli di inizio 2026 dopo i rialzi degli scorsi mesi.
USA: USDA ha pubblicato il primo scenario per la campagna 2026/27. La produzione è prevista in calo del 17% per via di minori aree (-16%) e rese (-1%). La riduzione del raccolto verrebbe in parte compensata da scorte iniziali ai massimi dal 2020/21 (+18%), ma lascerebbe meno spazio per consumi interni (-2%) ed esportazioni (-24% rispetto al massimo pluriennale del 2025/26). Le scorte finali risulterebbero in calo del 9%, ma ancora superiori del 12% rispetto alla media quinquennale. In Nord Dakota lo sviluppo colturale procede in anticipo rispetto alla media quinquennale, e le condizioni riportate sono favorevoli (83% buono + eccellente). Al contrario in Montana, che ha sofferto maggiormente per l’ammanco idrico ad inizio campagna, le condizioni sono meno buone (solo il 13% di buono, 0% eccellente) e lo sviluppo colturale presenta ritardi.
Messico: i dati del Ministero dell’Agricoltura stimano un aumento produttivo del 320% a 1,1 Mio t dopo il tracollo del 2025/26. Complici scorte iniziali elevate, secondo il Ministero questo porterebbe ad una disponibilità di esportazione di 203k t.