Nel corso del mese di gennaio i prezzi del petrolio hanno seguito un trend rialzista che li ha riportati su livelli che non venivano osservati dallo scorso settembre, favorendo l'innescarsi di una tendenza rialzista anche nel comparto oli vegetali. Per l'olio di palma, nelle ultime due settimane di gennaio le quotazioni sul mercato finanziario di Bursa Malaysia hanno subìto un incremento del +6%, mentre sul mercato europeo i rialzi del grezzo di sono limitati al +1%.
Anche dal lato dei fondamentali, dopo alcuni mesi di rese particolarmente elevate, che hanno portato ad un notevole accumulo di stock, le prime testimonianze indicano una produzione malese in significativo calo nel corso del mese gennaio, accompagnato anche da un calo dell'export. Le confische di piantagioni illegali in Indonesia stanno proseguendo, consolidando i dubbi circa la produttività nel corso della campagna.
Al contempo, i fondamentali relativamente solidi del mercati energetici stanno spingendo ad una frenata il Governo indonesiano, che tramite il Ministro dell'Economia ha fatto trapelare maggiore cautela circa la prospettiva di un'implementazione del B50 nel corso del 2026. I recenti rialzi dei prezzi del petrolio non appaiono sufficienti a rendere conveniente l'estensione del programma di biodiesel, che rischia di dover essere finanziato con pesanti sussidi, considerati gli attuali prezzi dell'olio di palma.
Sempre dal lato della domanda, il fatto che le quotazioni dell'olio di palma abbiano recuperato competitività rispetto agli altri principali oli vegetali (soprattutto l'olio di soia) sul mercato internazionale sta sostenendo la domanda indiana, guidata dal basso livello di stock nel Paese.
Alla luce della stagionalità della produzione, si prevede che i livelli raggiunti dai prezzi dell'olio di palma possano essere consolidati nel breve termine, per poi lasciare spazio nei prossimi mesi ad un calo stagionale delle quotazioni in concomitanza con una ripresa della produttività.