Nel mese di settembre, le quotazioni dell’olio di palma hanno mostrato una dinamica più debole soprattutto sul mercato europeo. Su base media mensile, i futures di Bursa Malaysia sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,3%), mentre il grezzo sulla piazza di Rotterdam ha registrato un calo di circa il 4%. La pressione ribassista si è concentrata soprattutto nella seconda parte del mese, con prezzi in calo di circa il 5% sul mercato finanziario e del 6,5% a Rotterdam rispetto a inizio settembre.
A contribuire alla debolezza è stato l’ulteriore accumulo di scorte in Malesia, salite a fine agosto del 7% su base mensile e del 28% su base annua, mentre la produzione ha proseguito il recupero stagionale (+1% m/m). A ciò si aggiunge però un quadro meteorologico meno favorevole, con precipitazioni ancora inferiori alla norma nelle principali aree produttive malesi, mantenendo aperti i rischi legati a El Niño sulla produttività nel corso del 2027.
In Indonesia, il Governo sta recuperando e trasferendo sotto gestione statale le piantagioni di palma presenti illegalmente in aree forestali, aumentando l’incertezza sulle rese delle superfici interessate. Parallelamente, il nuovo sistema centralizzato di gestione dell’export introduce maggiore incertezza sui flussi destinati al mercato internazionale. Il B50, in vigore da luglio, è ancora in fase di consolidamento operativo e rappresenta un importante sostegno alla domanda interna; il Governo sta inoltre valutando il passaggio al B60 nel 2027, che aumenterebbe ulteriormente l’assorbimento interno di Olio di Palma, anche se disponibilità di materia prima e capacità produttiva restano ancora da valutare.
Dal lato della domanda, ad agosto le importazioni cinesi di olio di palma sono diminuite del 42% rispetto a luglio e del 43% su base annua. Nel complesso, tuttavia, gli acquisti cumulati da inizio anno restano superiori del 9% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Anche sul mercato indiano, le scorte di oli vegetali restano elevate: al 1° settembre risultavano superiori del 10% rispetto allo scorso anno e del 2% rispetto al mese precedente. L’ampia disponibilità interna riduce quindi l’urgenza di nuovi acquisti, contribuendo a mantenere più debole la domanda di importazione nel breve termine.
All’ultimo monitoraggio della campagna 2025/26, la domanda europea rimane debole, con importazioni UE di olio di palma inferiori del 6% rispetto alla campagna precedente e del 22% rispetto alla media delle ultime tre campagne.