Olio di Palma

La dinamicità della domanda sostiene il mercato nonostante buoni livelli produttivi

Martedì, 26 Agosto 2025

Nel corso del mese di agosto è proseguito il trend rialzista dei prezzi dell'olio di palma, che sul mercato europeo si colloca nuovamente a premio rispetto ai principali oli di semi, dopo un periodo in cui le tensioni dell'olio di soia hanno incoraggiato gli acquisti di palma a livello globale. I rialzi hanno superato il +5% su base media mensile sulla borsa malese e a Rotterdam tra luglio ad agosto, per l'olio di palma grezzo, mentre sono rimasti di poco al di sotto del +4% per lì'olio di palma raffinato bifrazionato quotato a Milano, a fronte di aumenti meno che proporzionali delle quotazioni degli altri oli. 

Le tensioni di prezzo che caratterizzano il mercato del palma di collocano in un contesto di produzioni che, durante il periodo primaverile ed estivo, si sono mantenute su buoni livelli sia in Indonesia che in Malesia: fin da marzo la produzione indonesiana è rimasta al di sopra della media triennale e del livello dello scorso anno, facendo registrare in giugno il livello più alto almeno degli ultimi cinque anni; in Malesia la produzione di aprile e di maggio è stata la più alta almeno dal 2013.

Pur in presenza di una produzione in ripresa rispetto agli ultimi anni, il mercato si trova a fronteggiare una domanda sostenuta da parte dei grandi importatori come l'India, i cui stock di oli vegetali, seppure in leggera ripresa nell'ultimo bimestre, sono ancora decisamente al di sotto del livello dello scorso anno. I prezzi elevati degli ultimi mesi, infatti, uniti alla scarsità di offerta di olio di girasole, hanno fortemente limitato le importazioni e costretto l'India a consumare le scorte. La ripresa della domanda, soprattutto indiana, ha sostenuto le esportazioni di olio di palma dall'Indonesia e causato un declino degli stock, che si collocano al di sotto del livello dello scorso anno e della media triennale. Il declino degli stock in Indonesia è anche il frutto di consumi interni sostenuti, come noto, in particolare dal crescente fabbisogno dell'industria del biodiesel. 

Diversamente, le esportazioni malesi di olio di palma stanno trovando un freno nella competizione dell'origine indonesiana, in questa fase più conveniente. Nonostante consumi interni in crescita, gli stock hanno raggiunto in luglio il livello più alto dal 2019 per questo mese e da dicembre 2023 in assoluto (+20% rispetto al mese scorso).

Se la dinamicità della domanda appare dunque la forza trainante dell'attuale trend rialzista, si ritiene che l'accumulo di stock in Malesia sia un fattore attualmente sottovalutato dal mercato e si ritiene che, da qui all'autunno, ci possa essere spazio per finestre di volatilità ribassista. Nel medio termine, la dichiarata intenzione del Governo indonesiano di implementare nel corso del 2026 un mandato di miscelazione del biodiesel al 50% sarà un fattore di sostegno per il mercato, che potrà diventare più o meno strutturale a seconda di se e quando l'implementazione del B50 avverrà. L'Indonesian Biofuel Producer Association stima che l'implementazione del B50 possa richiedere una produzione di 20 Kilolitri di biodiesel, con un fabbisogno fino a 18 milioni di tonnellate di olio di palma, che potrebbe sottrarre circa 6 milioni di tonnellate dal mercato internazionale; inoltre, gli impianti di produzione di biodiesel in Indonesia non avrebbero ancora la capacità necessaria all'implementazione del B50 senza ulteriori investimenti. 

Sul mercato europeo, andando verso fine anno il mercato potrebbe nuovamente scontare l'incertezza legata all'implementazione dell'EUDR. I due principali fornitori di olio di palma dell'UE, Indonesia e Malesia, sono stati inseriti nella lista dei Paesi a rischio "standard", che prevede controlli per almeno il 3% dei volumi ed operatore e richiede, oltre alle dichiarazioni di due diligence, anche la valutazione del rischio di non conformità ed eventuali misure di mitigazione. Nell'outlook di previsione per il 2026 è dunque inserita anche un'ipotesi circa il premio che il mercato europeo richiederà per l'importazione di olio di palma, che manterrà lo spread tra il mercato UE ed il mercato all'origine su livelli storicamente elevati pur in un contesto di importazioni via via sempre minori. 

 

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