Olio di Girasole

Si riduce la competitività dell’olio di girasole rispetto all’olio di soia

Mercoledì, 31 Gennaio 2024

Negli ultimi mesi, l’arrivo in Europa di olio di soia a basso costo dal Sud America ha infuso una forte debolezza ai prezzi degli altri oli vegetali europei, controbilanciando le tensioni osservate sul mercato dell’olio di palma.  In questa situazione, gli ampi rialzi dell’ultimo mese sulle quotazioni dell’olio di palma non si sono ancora trasmessi ai prezzi dell’olio di girasole, i quali rimangono stabili attorno ai livelli di inizio campagna, ed hanno raggiunto uno sconto di oltre 80 $/t rispetto all’olio di palma a Rotterdam. Parallelamente, la grande competitività acquisita dall’olio di girasole ad inizio campagna sugli altri oli vegetali si è notevolmente ridotta e l’olio di soia è diventato il più economico di tutto il comparto.

In Ucraina l’attività di crushing è aumentata considerevolmente negli ultimi 4-5 mesi ed è prevista rimanere ai livelli sostenuti della precedente campagna, a un massimo dall’inizio dell’invasione russa di 14,1 Mio t. Nonostante la guerra in atto, nel 2023 un meteo favorevole e rese relativamente elevate hanno garantito ampi raccolti di seme di girasole nel Paese, sostenendo la produzione di olio di girasole grazie anche alla maggior remuneratività rispetto alle esportazioni di seme. A causa di questa congiuntura, a dicembre l’export di seme di girasole è risultato al di sotto delle aspettative, raggiungendo quota 27 Kt, in calo del 20% rispetto al mese precedente e del 91% rispetto a un anno prima, secondo i dati forniti dal Ministero dell’Agricoltura dell’Ucraina. Il forte calo rispetto all'anno precedente si è riflesso in una contestuale diminuzione delle importazioni da parte di Unione Europea e Turchia, la quale ha frenato la frantumazione dei semi di girasole in questi paesi.

A dicembre le esportazioni ucraine di olio di girasole hanno raggiunto un record dall’inizio della guerra di 673 Kt, in crescita del 33% rispetto al mese precedente e del 44% rispetto a un anno prima, secondo il Ministero dell’Agricoltura dell’Ucraina. L'incremento di questi volumi è stato guidato dalla crescente domanda di olio di girasole dell'Unione Europea, le cui importazioni sono state in parte destinate al re-export di Romania e Bulgaria verso Paesi extra-UE e in parte a sostenere la crescita dei consumi domestici europei. Infatti, da settembre la domanda dell'Unione Europea è stata stimolata dalla contrazione dell'attività di crushing e dal crescente fabbisogno interno per l'alimentazione, in parte come alternativa più economica all'olio di oliva, e per l'industria del biodiesel.

Da inizio anno diverse navi sono state costrette a circumnavigare l’Africa per non passare dal Mar Rosso, a causa degli attacchi degli Houthi, allungando i tempi di spedizione verso l’Asia di 3-4 settimane. Questa situazione ha generato in India e in altri paesi asiatici un forte aumento dei prezzi dell’olio di girasole proveniente dal Mar Nero/Europa, incrementando la competitività dell’olio di girasole e di soia proveniente dal Sud America. Secondo Oil World, durante l’attuale campagna le importazioni indiane di olio di girasole sono previste calare del 13% a fronte della riduzione del fabbisogno totale di import del Paese e della riconquista di quote di mercato da parte dell'olio di soia.

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