Olio di Girasole

Offerta limitata e rischi geopolitici sostengono il girasole

Lunedì, 22 Dicembre 2025

Per le prime settimane di dicembre i prezzi dell’olio di girasole si sono stabilizzati intorno ai picchi raggiunti a fine novembre per poi iniziare una lieve correzione trainati dall’andamento negativo del comparto oli vegetali e del mercato energetico. Si registra una diminuzione media mensile per i prezzi FOB dell’olio di girasole grezzo in partenza dall'Ucraina di un -0,74% dicembre su novembre. A Milano la diminuzione per il raffinato è di -0,92% prezzo medio dicembre su novembre. Il differenziale di prezzo tra l’olio di girasole e quello di colza è stato di +76 eur/t media di dicembre, rafforzandosi rispetto alla media di novembre di +60 eur/t e rispetto ad ottobre, quando il girasole era a sconto rispetto al colza.

L’aggiornamento per questo mese di USDA ha notevolmente rivisto al ribasso la previsione di produzione globale 2025/26 per il seme (-2,5 Mil t a 51,8 Mil t, minimo dalla campagna 20/21) rispetto al report precedente. La revisione è stata accompagnata da un adeguamento quasi proporzionale dei consumi (-2,3 Mil t a 51,8 Mil t, minimo dalla campagna 20/21), riflettendo un contesto di offerta più limitata, che richiede un parziale razionamento della domanda.

Per l’Ucraina, la produzione 2025/26 di olio è stata nuovamente ritoccata al ribasso da USDA (-0,5 Mil t a 4,5 Mil t). Anche la previsione di export di olio è stata ritoccata al ribasso, da 4,6 Mil t a 4,2 Mil t. Secondo quanto riportato da APK, in alcune aree dell’Ucraina si cominciano a registrare i primi cali di prezzo, in un contesto in cui le esportazioni di olio di girasole dal Mar Nero affrontano rischi logistici e geopolitici legati al conflitto in corso ed alle condizioni invernali, che stanno favorendo un accumulo di materia prima. Questa congiuntura contribuisce a stabilizzare i prezzi, in un contesto di mercato che sta subendo la pressione della concorrenza da parte di oli alternativi e della domanda debole dall’India, dell’Unione Europea e della Cina.

Russia: la produzione 2025/26 di olio è stata rivista in calo da USDA di 0,4 Mil t da 7,3 a 6,9 Mil t: si tratta comunque di un aumento di produzione anno su anno di +0,2 Mil t.

Europa: Coceral ha pubblicato le prime previsioni per la campagna 2026/27, che indicano un aumento delle aree del +2% rispetto alla campagna 25/26, con un conseguente aumento della produzione di +1,15 Mil t (+13%), sotto l’ipotesi di un recupero delle rese.

In Argentina, gli agricoltori continuano ad aumentare le superfici a girasole (+47% in 5 anni, spesso in sostituzione della soia), incentivati dalla profittabilità e dal differenziale nei dazi all’esportazione rispetto alla soia. Per la campagna 25/26 USDA ha mantenuto invariata la previsione di produzione a 5 Mil t; tuttavia, è atteso un aggiornamento al rialzo nei prossimi mesi, in linea con le indicazioni della Bolsa de Cereales, per un potenziale produttivo superiore di circa 600-800 Kt rispetto al dato USDA, per marcare una crescita della produzione di circa il +16% rispetto alla scorsa campagna.  Il raccolto verrà trasformato in olio e commercializzato a partire da fine marzo, con India e Iraq come principali destinazioni (che assorbono circa il 75% dell’export).

Per la Cina, USDA conferma che le importazioni di olio di semi di girasole per l’anno commerciale 24/25 sono state pari a 0,53 Mil T in calo del 56% rispetto a 1,21 Mil t dell’anno precedente. Le importazioni per l’anno commerciale 25/26 sono previste a 0,7 Mil t.

L’olio di girasole si conferma leader dei prezzi tra gli oli di semi, sostenuto dal calo delle rese agricole nei principali Paesi produttori e dalla limitata disponibilità di prodotto, fattori che valorizzano anche il seme. La scarsità di seme di girasole in UE e Ucraina rimane un elemento di sostegno alle quotazioni per la campagna in corso. Tuttavia, la commercializzazione del raccolto argentino e un eventuale sblocco delle esportazioni ucraine potrebbero limitare ulteriori rialzi.  In questo contesto, la domanda europea di girasole appare destinata a essere ancora in parte razionata attraverso il livello dei prezzi, in presenza di un’offerta che resta contenuta.

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