Olio di Girasole

Prezzi ancora sostenuti, ma la maggiore offerta può aprire a un parziale allentamento

Lunedì, 29 Giugno 2026

Nel mese di giugno i prezzi dell’olio di girasole hanno mostrato una lieve correzione, con l’indice dei cinque porti UE in calo di circa l’1% rispetto a maggio. Nonostante il ridimensionamento mensile, le quotazioni restano su livelli elevati, superiori di circa il 17% rispetto alla media del 2025, confermando un mercato ancora sostenuto da una disponibilità non pienamente normalizzata nella fase finale della campagna corrente.

Il livello di trasformazione del seme nell’UE continua infatti a risultare inferiore allo scorso anno: secondo i dati FEDIOL, a maggio 2026 il crushing cumulato di seme di girasole risulta in calo del 9% rispetto allo stesso periodo del 2025, limitando di conseguenza anche la disponibilità domestica di olio. Il dato conferma un quadro di offerta europea ancora contenuta, in cui la scarsità di materia prima e l’elevato livello dei prezzi del seme continuano a condizionare i margini di trasformazione e la disponibilità di prodotto sul mercato.

Anche sul fronte degli approvvigionamenti esterni, il mercato europeo non mostra ancora segnali di piena normalizzazione. Le importazioni UE di olio di girasole restano inferiori ai riferimenti recenti, confermando flussi ancora contenuti rispetto allo scorso anno e alla media delle ultime campagne. Il rallentamento è legato soprattutto alla minore disponibilità esportabile dall’Ucraina, che continua a rappresentare un’origine chiave per il mercato europeo, ma che nella campagna corrente è stata penalizzata da raccolti inferiori alle attese, ritardi nella commercializzazione e criticità logistiche legate al conflitto.

Gli aggiornamenti più recenti sulla campagna 2026/27 indicano tuttavia un miglioramento del quadro produttivo a monte, con ricadute positive anche sul bilancio europeo dell’olio. Secondo le ultime stime della Commissione UE, la produzione utilizzabile di olio di girasole nell’Unione è attesa a 3,9 Mio t nel 2026/27, in aumento del 18% rispetto alla campagna 2025/26 e del 14% rispetto alla precedente stima di maggio. Anche l’offerta complessiva è prevista in crescita, a 6,4 Mio t, pari a +13% rispetto al 2025/26. Il miglioramento appare coerente con le prospettive più favorevoli per il raccolto di seme, sostenute dalla revisione al rialzo delle rese UE nel MARS Bulletin di giugno e dall’ampliamento delle superfici. Nonostante il recupero produttivo, le importazioni UE sono attese a 2,2 Mio t, in aumento del 6% rispetto alla campagna corrente ma ancora inferiori del 13% rispetto alla media delle ultime tre campagne, segnalando un quadro di approvvigionamento esterno non ancora pienamente normalizzato.

Sul fronte extra-UE, l’abbondante raccolto argentino può contribuire ad aumentare la disponibilità di olio sui mercati internazionali, pur restando un elemento secondario per il bilancio europeo. Anche il calo del dazio export russo sull’olio di girasole per giugno rappresenta un fattore da monitorare, poiché può aumentare la competitività dell’origine russa sui mercati extra-UE e rafforzare la concorrenza tra i principali esportatori.

 

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