Dalla fine di febbraio, il mercato europeo dell'olio di girasole ha ripreso la tendenza rialzista che si era interrotta nei due mesi precedenti, sulla scorta dei rialzi del prezzo del petrolio e degli altri oli, anche se l'ampio premio che già presentava nei confronti degli altri principali oli vegetali gli ha consentito di contenere i riazi: +2% su base media mensile tra febbraio ed aprile in Europa Nord-occidentale, contro il +5% dell'olio di soia, il +17% dell'olio di palma, il +4% dell'olio di colza. Il mercato italiano dell'olio di girasole raffinato ha mostrato rialzi per un +3%.
La campagna 2025/26 resta caratterizzata principalmente dalla scarsità di offerta ucraina ed europea. Con un raccolto 2025 di seme di girasole che la Commissione ha stimato in aumento di solo lo 0,5% rispetto alla campagna precedente ed importazioni di olio di girasole che procedono estremamente a rilento a causa della scarsità di offerta dall'Ucraina, il mercato europeo ha rappresentato una meta fortemente attrattiva per il seme di girasole esportato dall'Argentina, che sta concludendo un abbondante raccolto. Il grosso di queste inusuali importazioni è poi stato indirizzate verso il mercato turco.
In un contesto di tensione generalizzata del comparto oli vegetali, vi sono poche possibilità che i prezzi dell'olio di girasole possano essere interessati da significativi spunti ribassisti almeno fino ai prossimi raccolti dell'emisfero nord, attualmente previsti in aumento. La Commissione UE prevede per l'Unione Europea un aumento produttivo del +14% per il seme di girasole nella campagna 2026/27, grazie a maggiori aree (+5%) ma soprattutto un ritorno a rese in linea con le medie pluriennali. Anche per l'Ucraina, per le stesse ragioni, è atteso un aumento della produzione.
Dato il basso livello di stock, tuttavia, conviene approcciare con cautela la congiuntura di campagna, perché un ritardo nella raccolta potrebbe causare difficoltà di approvvigionamento, come accaduto nell'autunno 2025. Le semine primaverili sono appena all'inizio, ma si segnala che un inverno prolungato in Ucraina sta causando già in questo avvio di campagna agraria una partenza ritardata delle semine, che va tenuta monitorata per l'impatto che può avere sul periodo di raccolta e sulla fase di sviluppo fenologico che sarà interessata dai maggiori caldi estivi. In UE, le semine stanno procedendo in maniera molto eterogenea, con ritardi nei Paesi dell'Europa sud-orientale, dovuti a temperature del suolo troppo basse e piogge eccessive a cavallo tra marzo ed aprile in Romania, Bulgaria e Croazia, e migliori condizioni nel resto dell'UE.