Secondo l’International Nut and Dried Fruit Council (INC), la campagna 2026/27 sarà caratterizzata da un significativo recupero dell’offerta.
La produzione globale 2026/27 è prevista a oltre 1,43 Mio t, +22% rispetto alla campagna 2025/26. Se confermato, si tratterebbe di un record storico, sostenuto da aumenti produttivi nella maggior parte delle principali origini. La Turchia è attesa tornare il primo Paese produttore, con una crescita del 77% a/a; prospettive favorevoli riguardano anche Cina (+5%), India (+43%) e Iran (+43%), che più che compensano i cali previsti negli Stati Uniti (-7% a/a) e in alcune origini dell’emisfero sud.
Anche i consumi 2026/27 sono previsti in crescita (+17% a/a), ma a un ritmo inferiore rispetto alla produzione. Il mercato è quindi proiettato verso un surplus di circa 20.000 t, con scorte finali sui livelli più elevati delle ultime tre campagne.
TURCHIA
La raccolta è in pieno svolgimento nella regione di Manisa, con una quota crescente di prodotto già avviata all’essiccazione. Dopo uno sviluppo del raccolto complessivamente regolare nei mesi precedenti, nonostante alcune criticità meteorologiche a fine primavera, le temperature elevate stanno favorendo le operazioni di asciugatura. Le condizioni restano nel complesso favorevoli, senza evidenze di rischi tali da modificare significativamente le prospettive di produzione o qualità. Resta da monitorare il rischio di precipitazioni durante l’essiccazione, che potrebbero incidere su umidità, colore e classificazione qualitativa del prodotto.
Nel Magazine di luglio, l’INC ha confermato una previsione di produzione 2026/27 pari a 290.000 t, in netto recupero rispetto al deludente raccolto 2025 (+77%), penalizzato dalle gelate tardive. Le scorte iniziali 2026/27 sono stimate a 10.000 t; tuttavia, alla luce dell’andamento delle esportazioni 2025/26 (-7% a/a), inferiori alle attese per effetto degli elevati prezzi di inizio campagna e della maggiore competitività di altre origini, Areté stima un cuscinetto di scorte superiore, da affiancare al buon raccolto 2026 atteso.
Gli utilizzi 2026/27 - export e consumi - sono previsti in recupero a 270.000 t (+43% vs 2024/25), portando il rapporto stock/utilizzi all’11%, rispetto al 5% della scorsa campagna.
Il mercato resta in attesa delle indicazioni di prezzo da parte di TMO e Tariş, entrambi riferimenti chiave per l’avvio della nuova campagna. Tariş ha già fissato le date di conferimento del prodotto per inizio settembre, ma né la cooperativa né il TMO hanno ancora annunciato i rispettivi prezzi di acquisto. La situazione mantiene produttori ed esportatori in una fase attendista, con scambi limitati dall’incertezza legata alle decisioni di TMO e Tariş e ai possibili impatti sui prezzi.
CINA
La raccolta ha ormai superato il picco, con la disponibilità della nuova produzione progressivamente in aumento.
L’INC prevede una produzione 2026 in crescita del 5%, a circa 200.000 t, un livello inferiore soltanto al record della campagna 2021/22. La maggiore disponibilità dovrebbe sostenere anche gli utilizzi 2026/27, attesi in aumento del 10%, in un contesto in cui la Cina continua a rafforzare il proprio ruolo sul mercato internazionale grazie a quotazioni competitive e a una crescente propensione all’export.
Nella campagna 2025/26, tra agosto 2025 e giugno 2026, le esportazioni hanno raggiunto un record di circa 78.800 t, +36% a/a. Oltre un terzo dei volumi è stato destinato all’Unione Europea, dove la domanda si mantiene su livelli elevati, appena inferiori ai massimi registrati nella campagna precedente.
SUDAFRICA
La commercializzazione della campagna 2026/27 è ormai prossima alle fasi conclusive. Nei primi sei mesi del 2026, i volumi esportati hanno sfiorato le 35.000 t, +17% a/a, pur mantenendosi di poco al di sotto del record registrato nel 2024.
L’offerta complessiva - stock iniziali e produzione - è stimata dall’INC a poco meno di 116.000 t, a fronte di un raccolto pari a 96.000 t, -5% rispetto al record del 2025. Poco meno di due terzi della produzione sono rappresentati dalla varietà Thompson.
La buona disponibilità di prodotto, unita alla pressione ribassista proveniente dal mercato turco, continua a riflettersi sulle quotazioni sudafricane. Il prezzo del riferimento Thompson sudafricano, EXW Regno Unito si attesta sui livelli più bassi da marzo 2024.