TURCHIA
Il 10 settembre, il TMO – ente governativo turco – ha annunciato i prezzi di acquisto per l’uva passa del raccolto 2026:
I prezzi risultano significativamente inferiori rispetto allo scorso anno, con cali compresi tra il 15% e il 23% in lire turche e tra il 28% e il 35% in dollari. Tale dinamica riflette un diverso scenario dell’offerta interna e un contesto internazionale mutato, caratterizzato da una maggiore concorrenza tra le diverse origini sul mercato export.
I prezzi di acquisto rimangono inoltre inferiori alle attese dei produttori, che ipotizzavano livelli più elevati alla luce dell’aumento dei costi di produzione, in un contesto macroeconomico interno al Paese che resta ancora teso.
La raccolta si sta avviando verso le fasi conclusive. Dopo uno sviluppo regolare nei mesi estivi, le elevate temperature delle scorse settimane hanno favorito le operazioni di essiccazione. Le recenti precipitazioni, sulla base delle prime indicazioni, non sembrano aver determinato impatti significativi sulla qualità o sui volumi complessivi.
Le prime indicazioni su resa, colore e umidità del prodotto non evidenziano criticità diffuse, anche se resta elevata l’attenzione nella fase finale dell’essiccazione.
Nel Magazine di luglio, l’INC ha confermato una previsione di produzione 2026/27 pari a 290.000 t, in netto recupero rispetto al deludente raccolto 2025 (+77%), penalizzato dalle gelate tardive. La produzione ritornerebbe così in linea con la media dei raccolti precedenti al 2023/24, attestandosi su livelli superiori rispetto alle ultime tre campagne.
Le scorte iniziali 2026/27 sono stimate a 10.000 t; tuttavia, alla luce dell’andamento delle esportazioni 2025/26 (-7% a/a), risultate inferiori alle attese per effetto degli elevati prezzi di inizio campagna e della maggiore competitività di altre origini, Areté stima un cuscinetto di scorte superiore, da affiancare al buon raccolto 2026 atteso.
Nonostante le aspettative di un recupero anche degli utilizzi 2026/27 (export e consumi), proiettati in aumento del 43% a 270.000 t, il rapporto stock finali/utilizzi aumenterebbe dal 5% della scorsa campagna all’11%, segnalando un deciso miglioramento del livello di approvvigionamento.
Nelle prime due settimane di settembre, primo mese della commercializzazione del nuovo raccolto, le esportazioni hanno registrato una buona partenza, con volumi superiori del 27% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna.
CINA
Le indicazioni più recenti confermano prospettive favorevoli per il raccolto cinese 2026/27, stimato da INC nell’ordine delle 200.000 t, circa il 5% in più rispetto alla campagna precedente.
Nello Xinjiang, principale area produttiva, la raccolta sta procedendo regolarmente. Il clima prevalentemente caldo e asciutto ha favorito maturazione ed essiccazione, con indicazioni complessivamente positive sulla qualità, nonostante locali episodi di stress termico.
Sul fronte commerciale, la Cina continua a rafforzare la propria competitività sui mercati internazionali, grazie a quotazioni concorrenziali e al progressivo miglioramento qualitativo. Nella scorsa campagna le esportazioni complessive hanno raggiunto circa 82.000 t, in rialzo del 30% rispetto alla campagna 2024/25, di cui circa un terzo destinato all’UE, confermando il crescente peso dell’origine cinese sul mercato internazionale.
SUD AFRICA
La commercializzazione del raccolto 2026/27 prosegue, anche se il picco delle consegne è ormai alle spalle. L’offerta complessiva (stock iniziali + produzione) è stimata dall’INC a poco meno di 116.000 t, a fronte di un raccolto pari a 96.000 t, -5% rispetto al record del 2025. Poco meno di due terzi della produzione sono rappresentati dalla varietà Thompson.
L’ampia disponibilità di prodotto continua a sostenere l’attività sui mercati internazionali, dopo un 2025 già particolarmente positivo. Nei primi sette mesi del 2026, le esportazioni hanno superato le 41.000 t, in aumento dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Più di metà dell’export 2026 ha avuto come destinazione l’Unione Europea, che si mantiene la destinazione principale su livelli prossimi a quelli, già elevati, dello scorso anno.