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Minor offerta turca 25/26, ma la domanda debole limita le tensioni

Lunedì, 22 Dicembre 2025

TURCHIA

INC ha stimato la produzione 25/26 a 165.000 t, in calo del 27% rispetto alla scorsa campagna, a causa delle gelate tardive in fase di fioritura e da condizioni di siccità nella fase pre-raccolta.

Il potenziale rialzista legato al minor livello di offerta risulta mitigato dall’indebolimento della domanda. La quotazione della sultanina turca, consegnato Europa, da inizio campagna (agosto 2025) ha registrato un calo dell’8% (-27% dal picco di luglio 2024). Tuttavia, rimane su livelli storicamente elevati, limitando la domanda che continua ad orientarsi su origini alternative maggiormente competitive.

Infatti, come mostrano gli ultimi dati dell’Assemblea degli esportatori turchi (TİM), nel periodo compreso tra l’inizio di settembre e il 20 dicembre, i volumi esportati hanno raggiunto circa 47.350 t, segnando un -24% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente e collocandosi su minimi pluriennali per il periodo.

Sebbene si possa imputare il ritmo sottotono delle esportazioni al minor livello di offerta, si segnala come i volumi esportati rappresentino circa il 27% dell’offerta totale prevista, una quota inferiore rispetto a quella della scorsa campagna (32%) e alla media delle cinque campagne precedenti (32%) – il che mette in luce un rallentamento della domanda-.

Intanto, nella provincia di Manisa si segnala una buona preparazione invernale dei vigneti, grazie a un miglioramento del livello di umidità del suolo favorito dall’arrivo di precipitazioni, dopo una fase di meteo particolarmente secco.

CINA

INC ha rivisto al rialzo la stima produttiva della campagna 25/26, portandola da 140.000 t a 220.000 t (+69% rispetto alla campagna precedente). Altri operatori di mercato, tuttavia, indicano quantitativi inferiori rispetto a quelli stimati da INC. La conversione di parte della produzione da uvetta verde a sultanina ha modificato il mix produttivo e ha favorito un consolidamento del ruolo di esportatore del Paese.

Le spedizioni cinesi, infatti, continuano a mantenere un ritmo senza precedenti: nei primi due mesi di commercializzazione (settembre–ottobre), i volumi esportati hanno superato le 16.300 t, in crescita del 19% su base annua.

EMISFERO SUD

Nell’emisfero sud, i raccolti 2025 di inizio anno si sono attestati su livelli elevati. In particolare, le stime INC indicano per il Sudafrica un aumento dell’1% (a un record di 92.000 t), +5% in Cile (63.000t), +11% in Argentina (42.000 t) e +56% Australia (18.560 t)

L’abbondante disponibilità ha compensato il calo delle produzioni dell’emisfero nord, contribuendo a un aumento delle quote di prodotto esportato oltre che a una maggiore stabilità dei prezzi internazionali. Le spedizioni dal Sudafrica, nei mesi di piena commercializzazione (maggio–ottobre 2025), risultano in crescita del 17% rispetto alla media dello stesso periodo delle due campagne precedenti, dall’Argentina l’aumento è del 51%.

Le prospettive per i raccolti 2026 (Q1 2026) appaiono nel complesso positive, con condizioni meteo favorevoli in un contesto di aree produttive tendenzialmente in espansione.

 

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