Uva Passa

Turchia: prezzi della sultanina in calo del 18% nel Q1 2026, parziale ripresa della domanda

Martedì, 24 Marzo 2026

L’International Nut and Dried Fruit Council (INC), ha pubblicato il Nutfruit Magazine di marzo con un aggiornamento dei fondamentali di mercato.

La produzione globale 25/26, rispetto al dato di novembre, è stata rivista a ribasso di 37.500 t a 1.16 Mio t, -14% rispetto alla campagna 24/25. Si tratta del livello più basso dalla campagna 10/11. 

La correzione a ribasso è riconducibile ai ridimensionamenti nelle stime produttive 2025 in area chiave dell’emisfero nord, in particolare in Cina (da 220.000 t a 190.000 t, +46% vs 2024), India (da 180.000 t a 160.000 t, -35% vs 2024) e USA (da 165.000 t a 157.000 t, -10% vs 2024). Tali revisioni solo in parte sono state compensate dalle correzioni a rialzo delle produzioni in Sudafrica (da 92.000 t a 101.000 t, +5% vs 2024) e Argentina (da 42.000 t a 50.500 t, +7% vs 2024).

Anche i consumi sono stati rivisti a ribasso del 2% 1,18 Mio t, -8% rispetto alla scorsa campagna. Tuttavia, il calo produttivo più marcato rispetto a quello dei consumi, porterebbe il mercato in deficit di oltre 17.000 t.

TURCHIA

INC ha confermato per la campagna 25/26 una produzione di 165.000 t, -27% rispetto alla campagna 24/25, al livello più basso dalla campagna 2007/08. Con stock iniziali a 40.000 t, l’offerta totale ammonterebbe a 205.000 t, -13% rispetto alla campagna precedente.

A causa di una terza campagna consecutiva di produzione limitata, le quotazioni di apertura si sono collocate su livelli storicamente elevati (circa 2.900 £/t), inferiori solo ai prezzi di apertura della campagna 24/25 (circa 3.300 £/t). Tuttavia, il mercato ha successivamente intrapreso un trend di calo (-25% da settembre 2025 a marzo 2026) complice il ridimensionamento della domanda in risposta all’inflazione.

La flessione delle quotazioni ha così innescato un parziale recupero degli acquisti negli ultimi due mesi. Come mostrano anche i dati delle spedizioni della Turkish Aegean Association, il gap rispetto alla scorsa campagna ha iniziato a ridursi complice un miglioramento del ritmo delle spedizioni. In particolare, tra il 1° settembre 2025 e il 14 marzo 2026, le esportazioni risultavano in calo del 16% rispetto alla stagione 24/25, rispetto al -23% nel periodo settembre-gennaio. Inoltre, a metà marzo, i volumi esportati rappresentano il 39% dell’offerta totale prevista, una quota sostanzialmente in linea ai livelli della scorsa campagna (40%).

Intanto l’attenzione del mercato è rivolta al prossimo raccolto 26/27. Nella provincia di Manisa, la prima metà di marzo ha beneficiato di un clima favorevole, che ha permesso ai vigneti di uscire dalla fase di dormienza dopo le eccessive piogge di febbraio, mentre negli ultimi giorni le temperature notturne sotto la norma avrebbero impattato alcune zone. Sebbene non si possano ancora escludere criticità qualitative, i danni complessivi rimangono da valutare. L’entità della futura offerta dipenderà dall'evoluzione meteo di aprile: la minaccia principale resta quella delle gelate tardive, fenomeno che nella scorsa annata aveva compromesso significativamente le rese.

IRAN

INC ha confermato la produzione 2025 a 140.000 t, un calo marcato (-43%) rispetto al raccolto 2024.

Il conflitto in corso trasmette una forte incertezza sulle prospettive per il 2026. L’Iran si conferma un player cruciale per il mercato dell’uva passa: nella campagna 24/25 ha condiviso con l’India il primato produttivo globale e rimane un esportatore di rilievo, con volumi non inferiori alle 80.000 t annue e principali destinazioni Medio Oriente e Russia.

EMISFERO SUD

La raccolta 2026 si avvia alla conclusione con aspettative di volumi moderatamente inferiori rispetto agli ottimi livelli della scorsa campagna.

  • Sudafrica: A metà marzo, South Africa Raisin ha rilasciato la terza previsione del raccolto 2026, confermando un quantitativo di 86.500 t. Un dato inferiore del 14% rispetto alle previsioni iniziali e del 17% rispetto al record del 2025. Nonostante le recenti piogge abbiano inciso sulla qualità di una parte del prodotto, le proiezioni restano invariate, sostenute anche da previsioni meteo più favorevoli per le prossime settimane. L’offerta si mantiene comunque su livelli elevati e, conseguentemente, anche le esportazioni. Nel 2025, l'export sudafricano ha superato le 73.500 t (secondo solo al 2024), con Germania (+18% a/a), Paesi Bassi (+18% a/a) e Regno Unito (+6% a/a) come principali destinazioni.
  • Cile: Secondo i dati INC, la produzione 2026 dovrebbe attestarsi a 65.000 t (+3% rispetto al 2025), raggiungendo il secondo livello più alto degli ultimi dieci anni.
  • Australia: Nonostante alcune grandinate a fine 2025, il meteo successivamente favorevole sostiene prospettive di una produzione intorno alle 19.000 t, in linea con i volumi dello scorso anno.

 

  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade


Informativa
Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy.
Dichiari di accettare l’utilizzo di cookie chiudendo o nascondendo questa informativa, proseguendo la navigazione di questa pagina, cliccando un link o un pulsante o continuando a navigare in altro modo.

Avvio Cron Job