L’International Nut and Dried Fruit Council (INC), ha pubblicato il Nutfruit Magazine di marzo con un aggiornamento dei fondamentali di mercato.
La produzione globale 25/26, rispetto al dato di novembre, è stata rivista a ribasso di 37.500 t a 1.16 Mio t, -14% rispetto alla campagna 24/25. Si tratta del livello più basso dalla campagna 10/11.
La correzione a ribasso è riconducibile ai ridimensionamenti nelle stime produttive 2025 in area chiave dell’emisfero nord, in particolare in Cina (da 220.000 t a 190.000 t, +46% vs 2024), India (da 180.000 t a 160.000 t, -35% vs 2024) e USA (da 165.000 t a 157.000 t, -10% vs 2024). Tali revisioni solo in parte sono state compensate dalle correzioni a rialzo delle produzioni in Sudafrica (da 92.000 t a 101.000 t, +5% vs 2024) e Argentina (da 42.000 t a 50.500 t, +7% vs 2024).
Anche i consumi sono stati rivisti a ribasso del 2% a 1,18 Mio t, -8% rispetto alla scorsa campagna. Tuttavia, il calo produttivo più marcato rispetto a quello dei consumi, porterebbe il mercato in deficit di oltre 17.000 t.
TURCHIA
INC ha confermato per la campagna 25/26 una produzione di 165.000 t, -27% rispetto alla campagna 24/25, al livello più basso dalla campagna 2007/08. Con stock iniziali a 40.000 t, l’offerta totale ammonterebbe a 205.000 t, -13% rispetto alla campagna precedente.
A causa di una terza campagna consecutiva di produzione limitata, le quotazioni di apertura si sono collocate su livelli storicamente elevati (circa 2.900 £/t), inferiori solo ai prezzi di apertura della campagna 24/25 (circa 3.300 £/t). Tuttavia, il mercato ha successivamente intrapreso un trend di calo (-25% da settembre 2025 a marzo 2026) complice il ridimensionamento della domanda in risposta all’inflazione.
La flessione delle quotazioni ha così innescato un parziale recupero degli acquisti negli ultimi due mesi. Come mostrano anche i dati delle spedizioni della Turkish Aegean Association, il gap rispetto alla scorsa campagna ha iniziato a ridursi complice un miglioramento del ritmo delle spedizioni. In particolare, tra il 1° settembre 2025 e il 14 marzo 2026, le esportazioni risultavano in calo del 16% rispetto alla stagione 24/25, rispetto al -23% nel periodo settembre-gennaio. Inoltre, a metà marzo, i volumi esportati rappresentano il 39% dell’offerta totale prevista, una quota sostanzialmente in linea ai livelli della scorsa campagna (40%).
Intanto l’attenzione del mercato è rivolta al prossimo raccolto 26/27. Nella provincia di Manisa, la prima metà di marzo ha beneficiato di un clima favorevole, che ha permesso ai vigneti di uscire dalla fase di dormienza dopo le eccessive piogge di febbraio, mentre negli ultimi giorni le temperature notturne sotto la norma avrebbero impattato alcune zone. Sebbene non si possano ancora escludere criticità qualitative, i danni complessivi rimangono da valutare. L’entità della futura offerta dipenderà dall'evoluzione meteo di aprile: la minaccia principale resta quella delle gelate tardive, fenomeno che nella scorsa annata aveva compromesso significativamente le rese.
IRAN
INC ha confermato la produzione 2025 a 140.000 t, un calo marcato (-43%) rispetto al raccolto 2024.
Il conflitto in corso trasmette una forte incertezza sulle prospettive per il 2026. L’Iran si conferma un player cruciale per il mercato dell’uva passa: nella campagna 24/25 ha condiviso con l’India il primato produttivo globale e rimane un esportatore di rilievo, con volumi non inferiori alle 80.000 t annue e principali destinazioni Medio Oriente e Russia.
EMISFERO SUD
La raccolta 2026 si avvia alla conclusione con aspettative di volumi moderatamente inferiori rispetto agli ottimi livelli della scorsa campagna.