TURCHIA
Dopo tre campagne produttive inferiori al potenziale per problematiche soprattutto lato meteo - culminate nella campagna in corso con un raccolto di circa 160.000 t, il livello più basso dall’annata 2007/08 - l’attenzione del mercato è ora rivolta alle prospettive del prossimo raccolto.
Per la campagna 2026/27, le attuali indicazioni appaiono nel complesso favorevoli. Dopo alcune criticità iniziali legate alle forti piogge e a temperature notturne inferiori alla norma stagionale che hanno rallentato l’inizio della fioritura, a partire da metà marzo i vigneti hanno evidenziato un progressivo recupero grazie a condizioni meteorologiche più stabili.
In assenza di danni da gelo fino alla fine di aprile, gli operatori proiettano una produzione 2026 intorno alle 270.000 t, a livelli più in linea con la media storica.
In attesa del nuovo raccolto, l’andamento delle esportazioni riflette la limitata disponibilità della campagna in corso: nel periodo 1° settembre 2025 – 11 aprile 2026 i volumi risultano in calo del 15% su base annua. Tuttavia, si segnala una riduzione del gap rispetto alla scorsa campagna (a inizio anno -23% a/a) complice il parziale recupero della domanda nelle ultime settimane, incentivata da una maggiore competitività delle quotazioni dopo l’ulteriore flessione registrata da inizio anno (-5% da gennaio sulla sultanina n.9, EXW UK).
Alla luce di un ritmo degli utilizzi complessivamente limitato, le attuali stime degli operatori indicano scorte di fine campagna comprese tra 30.000 e 40.000 t, un livello superiore rispetto alle più recenti proiezioni dell’INC di 20.000 t.
CINA
Nel magazine di marzo, l’INC ha rivisto al ribasso la stima della produzione 2025, da 220.000 a 190.000 t. Nonostante la correzione, il volume resta superiore del 46% rispetto al raccolto dell’anno precedente, confermando la Cina come primo Paese produttore nella campagna 25/26.
Parallelamente, la Cina sta rafforzando il proprio ruolo anche sul fronte export, favorita da quotazioni particolarmente competitive. Nel periodo 1° settembre 2025 – 31 gennaio 2026, i volumi spediti hanno superato le 45.500 t, +37% su base annua e su livelli record per il periodo.
IRAN
Sebbene la disponibilità 25/26 risultasse già limitata dal calo produttivo (-94% a/a), il conflitto in corso e i blocchi all’export ostacolano ulteriormente l’approvvigionamento di prodotto iraniano. Il Paese si colloca sul podio tra i principali produttori ed esportatori, ma rappresenta un partner cruciale soprattutto per la Russia e altri Paesi medio-orientali, dipendenti dalle importazioni iraniane.
EMISFERO SUD
Con la raccolta 2026 appena conclusa, le produzioni si prospettano complessivamente su livelli storici elevati.