Uva Passa

Domanda di prodotto turco debole, prezzi in calo

Giovedì, 22 Gennaio 2026

TURCHIA

La quotazione della sultanina n.9 EXW Regno Unito, a metà gennaio 2026, ha registrato un calo del 13%, toccando quota 2.300 £/t, al livello più basso degli ultimi due anni. Si tratta di una quotazione inferiore del 21% rispetto al prezzo di apertura della campagna corrente.

Benché il mercato rimanga su livelli medi storici elevati (+10% vs. media quattro campagne pre-24/25), supportato da un livello di offerta limitato, dopo il marcato calo produttivo 25/26 (165.000 t, 27% a/a la stima INC), sui prezzi hanno prevalso alcuni fattori calmieranti.

In particolare, i prezzi scontano la debolezza della domanda di prodotto turco, in un contesto di maggiore competitività e disponibilità da altra origine, soprattutto con l’avvicinarsi dei nuovi raccolti 2026 dell’emisfero sud.

Il rallentamento della domanda risulta evidente anche dai dati relativi alle esportazioni. Secondo l’Assemblea degli esportatori turchi (TİM), l’export da inizio campagna 25/26 (1 set-17 gen), ha registrato un calo del 21% rispetto allo stesso periodo 24/25 a poco più di 56.400 t, al livello più basso almeno dalla campagna 18/19. I volumi spediti rappresentano il 28% dell’offerta totale di campagna, la quota più bassa per il periodo almeno delle ultime cinque campagne, sinonimo di una domanda, condizionata all’offerta, sottotono.

Relativamente al prossimo raccolto 26/27 (da agosto 2026), il meteo invernale finora è stato nella norma: alcune piogge recenti sono state seguite da un breve episodio di freddo, con temperature notturne leggermente sotto lo zero e senza nevicate nell’area principale di produzione, Manisa. Determinante per le prospettive del prossimo raccolto sarà l’evoluzione meteo nei prossimi mesi.

CINA

USDA nel ‘China Raisin Annual pubblicato a inizio gennaio, prevede un raccolto 25/26 a 200.000 t, in recupero del 18% rispetto alla scorsa campagna, impattata negativamente dalle temperature estremamente elevate. Il recupero sarebbe sostenuto dal maggiore conferimento di uva alla trasformazione, favorito da prezzi inferiori dell’uva fresca. Il dato risulta leggermente inferiore alla stima INC di 220.000 t (+69% a/a).

Il maggior livello di offerta atteso comporterebbe una riduzione delle importazioni, disincentivate anche da prezzi internazionali elevati e dal dazio del 35% sui prodotti USA.

Le esportazioni, invece, sono previste in ulteriore crescita, grazie alla maggior competitività del prodotto cinese. Gli ultimi dati sulle spedizioni cinesi, infatti, continuano a mostrare un ritmo senza precedenti: nei primi tre mesi di commercializzazione 25/26 (settembre–novembre), i volumi esportati hanno sfiorato le 25.100 t, +19% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

SUD AFRICA

La raccolta 2026 si trova nelle fasi iniziali. Grazie a un meteo senza particolari criticità e l’elevata produttività dei nuovi impianti, le prospettive del raccolto si confermano su ottimi livelli.

Tuttavia, il nuovo prodotto non arriverà sul mercato prima della fine del primo trimestre 2026 e il raccolto 2025 è ormai terminato – conseguentemente a spedizioni sostenute a causa della scarsità di prodotto turco -.  Da marzo a novembre 2025, infatti, l’export ha sfiorato le 65.000 t, con l’Europa come principale mercato di destinazione, assorbendo il 74% delle esportazioni di tale periodo.

Le aspettative per il 2026 indicano un andamento delle esportazioni sostenuto in linea con quello del 2025.

 

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