TURCHIA
Dopo una campagna 2025/26 caratterizzata da disponibilità limitate — con un raccolto stimato intorno alle 160.000 t, il livello più basso dal 2007/08 — il mercato rivolge l'attenzione alle prospettive del nuovo raccolto, da agosto 2026, al momento nettamente più favorevoli.
Secondo operatori locali, il raccolto 26/27 potrebbe raggiungere le 300.000 t, segnando un rimbalzo del 77% rispetto al raccolto 2025. Si tratterebbe del miglior risultato delle ultime quattro campagne e di un ritorno su livelli pienamente in linea con il potenziale produttivo del Paese.
Le condizioni nei vigneti della provincia di Manisa, principale area produttiva, restano complessivamente positive. Dopo alcune criticità iniziali legate alle forti piogge e a temperature notturne inferiori alla norma, che avevano rallentato l’avvio della fioritura, da metà marzo il quadro agronomico è migliorato grazie a un clima più stabile. Le previsioni meteo indicano il mantenimento di condizioni primaverili favorevoli, con giornate soleggiate, piogge occasionali e temperature diurne lievemente sopra la norma. In assenza di eventi meteo avversi nelle prossime settimane (rischio gelate superato), le aspettative produttive restano quindi orientate verso un buon recupero dell’offerta.
Sul fronte dell’export, la campagna in corso continua a risentire della ridotta disponibilità, ma il ritmo delle spedizioni mostra segnali di recupero. A metà maggio, le esportazioni cumulate avevano superato le 100.000 t, con un calo del 12% su base annua: un gap ancora significativo, ma in progressivo ridimensionamento rispetto ai mesi precedenti. Il recupero è stato favorito sia dalla flessione delle quotazioni registrata da inizio anno, sia dalle aspettative di un’offerta più abbondante nel 2026, che hanno contribuito a riattivare parte della domanda. Le principali destinazioni rimangono Paesi europei capeggiati da Regno Unito, Paesi Bassi e Germania.
Alla luce di un ritmo di acquisti complessivamente contenuto e di una domanda tornata più dinamica solo nell’ultimo periodo, gli operatori stimano scorte di fine campagna superiori alle attese iniziali.
SUDAFRICA
Il mercato sudafricano è entrato nella fase di commercializzazione del nuovo raccolto 2026, che gli operatori confermano su livelli storicamente elevati.
Le indicazioni più recenti sulle consegne suggeriscono, infatti, un quadro più abbondante rispetto alle previsioni diffuse inizialmente. A metà marzo, South Africa Raisins aveva confermato una terza proiezione produttiva pari a 86.500 t, in calo rispetto alle aspettative iniziali e inferiore al record del 2025. Tuttavia, i dati successivi sulle consegne hanno evidenziato volumi più consistenti: a metà aprile le quantità conferite sfioravano le 96.500 t, risultando sostanzialmente in linea con i livelli dello scorso anno nello stesso periodo (-1%).
L’ampia disponibilità continua a sostenere la competitività dell’origine sudafricana e offre una base solida per l’attività export, dopo un 2025 già particolarmente positivo. Lo scorso anno, le esportazioni avevano superato le 73.500 t, secondo miglior risultato dopo il record del 2024, con Germania, Paesi Bassi e Regno Unito tra le principali destinazioni. Nei primi tre mesi del 2026, i volumi esportati hanno superato le 12.000 t, un aumento di circa il 20% rispetto allo stesso periodo del 2025.