I prezzi delle uova, a luglio, hanno consolidato il trend deflattivo in corso da aprile.
A livello europeo, il prezzo medio UE ha registrato un -8% tra luglio e giugno 2026 (-20% da inizio aprile, -7% rispetto a luglio 2025), toccando i minimi da ottobre 2024. Tuttavia, i prezzi si mantengono del 15% superiori rispetto alla media 2021-25.
In Italia, il prezzo delle uova da allevamento in gabbia rilevato dalla CUN, tra luglio e giungo ha segnato un -9% (-23% da inizio aprile, -5% rispetto a luglio 2025), in linea con il trend europeo.
In un contesto di calo stagionale della domanda, l’indice di autosufficienza UE è aumentato grazie al rallentamento dell’aviaria. Inoltre, l’offerta ha beneficiato del riequilibrio degli scambi dovuti ad importazioni record e ad esportazioni in calo nei primi cinque mesi dell’anno.
Tra i fattori ribassisti segnaliamo anche l’aumento delle rimonte UE che, solo tra marzo e aprile 2026 sono risultate di circa 40% superiori rispetto allo stesso periodo del 2025 (nonostante una recente revisione a ribasso del dato).
Inoltre, nonostante i rialzi trasmessi ai costi dei mangimi dall’inflazione energetica e dai rincari dei fertilizzanti, i costi dell'alimentazione si confermano inferiori alla media degli ultimi cinque anni.
Tra i fattori di potenziale supporto, oltre ai possibili impatti spillover derivanti dall’inflazione energetica, resta da monitorare la diffusione in UE della malattia di Newcastle (infezione virale altamente contagiosa e dall’alta mortalità che colpisce i volatili). Secondo la World Organization for Animal Health si registrano 121 nuovi focolai nel primo semestre dell’anno (+246% rispetto all’anno precedente). I focolai attivi nel mese di giugno sono stati 92 (+5% rispetto a maggio 2026, +922% rispetto a giugno 2025), 85 dei quali ancora in corso a luglio. I paesi colpiti sono Germania (48%), Polonia (39%) e Spagna (13%).