I prezzi nazionali delle uova consolidano il trend inflattivo in corso da inizio agosto 2024. Da gennaio, le uova M gabbia, quotate dalla CUN, hanno infatti segnato un +14% toccando i massimi da aprile 2023 (+60% da agosto 2024). A marzo 2025 i prezzi medi sono risultati superiori del 29% rispetto a marzo 2024.
A innescare il trend inflattivo è stata soprattutto la ripartenza stagionale della domanda, che ha avuto un impatto diretto sui prezzi in un contesto di mercato UE caratterizzato da un livello di autosufficienza limitato e negativamente impattato dagli shock delle ultime due stagioni.
Tuttavia, soprattutto negli ultimi mesi, i rallentamenti produttivi, riconducibili alla diffusione di focolai di aviaria in UE, hanno contribuito ad aumentare la magnitudo del trend inflattivo, alimentando preoccupazioni sull’offerta, fondamentale per soddisfare una domanda tendenzialmente anelastica.
Da inizio 2025 in UE si contano 139 focolai in allevamenti (61 nello stesso periodo del 2024).
Solo in Italia, da inizio anno, si sono registrati 21 focolai in allevamenti (57 da inizio ottobre 2024) di cui 10 in allevamenti di galline ovaiole (17 da inizio ottobre 2024) -l’ultimo aggiornamento del dato risale a inizio marzo-.
Gli ultimi dati sul trade della Commissione mostrano come nel 2024 import ed export siano rispettivamente aumentati del 45% e del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le importazioni hanno soprattutto beneficiato dell’offerta a dazio zero dall’Ucraina. Nonostante a luglio sia stato raggiunto il tetto di circa 23 kt oltre il quale i dazi di importazione dall’Ucraina vengono reintrodotti le importazioni dal Paese si mantengono sostenute, a dicembre 2024 +114% rispetto a dicembre 2023.
In Italia nello stesso periodo import ed export extra-UE sono aumentati rispettivamente del +98% e del +23%. Il trend di importazioni che crescono più che proporzionalmente rispetto all’export, si conferma anche a gennaio 2025 con un import in crescita del 148% rispetto a gennaio 2024 ed un export in crescita del 10%
L’indice di autosufficienza UE 2024, nello scenario Areté, è confermato al 102,98%, ai minimi dal 2009 e in calo rispetto al 103,22% del 2023.
Il dato Areté risulta inferiore rispetto al dato pubblicato dalla Commissione nel Medium-term outlook di dicembre (103,37%) complice un calo produttivo più marcato (-0,9% vs -0,8%) e una maggior tenuta dei consumi (-0,7% vs -0,9%).
I rincari di prezzo a livello UE e Italia si inseriscono in un contesto di mercato globale critico. Soprattutto negli USA dove i prezzi delle uova sono aumentati di oltre il 60% solo nel 2024. La causa principale è ancora la diffusione dell’aviaria che dal 2022 ha portato all’abbattimento di oltre 156 milioni di capi comportando un tracollo dell’indice di autosufficienza ed un elevato fabbisogno di importazione. Il governo USA avrebbe richiesto di importare prodotto da alcuni Stati membri dell’UE che tuttavia avrebbero declinato a causa di un mercato interno già deficitario. La Polonia, ad esempio, ha confermato di essere stata contattata a febbraio 2025, ma ha deciso di non procedere con le esportazioni. Il mercato USA confida così in un maggior import dalla Turchia. L'Unione Centrale dei Produttori di Uova in Turchia ha confermato che la Turchia esporterà circa 15.000 t di uova negli USA tra febbraio e luglio 2025.