Uova

Inflazione stagionale sostenuta da rincari degli input produttivi

Mercoledì, 07 Ottobre 2026

I prezzi delle uova, a settembre, hanno consolidato la tendenza inflattiva iniziata ad agosto.

A livello UE, il prezzo ha registrato, a livello medio mensile, un +4% tra agosto e settembre 2026 (+5,5% da luglio 2026). Rispetto ad un anno fa i prezzi si mantengono inferiori del 6%, tuttavia si evidenzia un +18% rispetto alla media 2021-25.

In Italia, il prezzo delle uova M da allevamento in gabbia, rilevato dalla CUN, tra agosto e settembre ha segnato un +3%; -10% rispetto a settembre 2025, ma +13% rispetto alla media 2021-25.

In un contesto di ripartenza stagionale della domanda, tra i fattori rialzisti si evidenziano:

  • L’aumento dei costi degli input produttivi. L’incertezza derivante dalla guerra in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina, solo nell’ultimo mese, ha comportato rialzi del prezzo del mais e del gas naturale rispettivamente del 7,1% e del 13,6%, ai massimi dal 2023.
  • Il rischio della ripartenza stagionale della diffusione dell’aviaria e della malattia di Newcastle.
    Da gennaio a settembre 2026, in UE si sono registrati 312 casi di aviaria (+18% rispetto allo stesso periodo del 2025), di cui 54 in allevamenti di galline ovaiole.
    Dopo il rilevamento di un focolaio al mese da maggio ad agosto, a settembre sono stati registrati quattro nuovi focolai. In Italia non si registrano nuovi focolai da marzo 2026.
    In attesa di nuovi aggiornamenti, secondo la World Organization for Animal Health si sono registrati 121 nuovi focolai di Newcastle nel primo semestre dell’anno (+246% rispetto all’anno precedente).

L’UE, in virtù dei rallentamenti produttivi, ha aumentato in maniera sostanziale le importazioni, riducendo contestualmente l’export.  

Nei primi sette mesi del 2026, le importazioni UE sono aumentate del 66% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le principali origini sono l’Ucraina (44%) e la Turchia (27%). Nello stesso periodo, le esportazioni UE risultano in calo del 6%, con la Svizzera (42%) e il Regno Unito (35%) come principali destinazioni. L’Italia registra, nello stesso periodo, un aumento delle importazioni extra-UE del 53%, con il 67% dei volumi provenienti dalla Turchia e l’11% dall’Ucraina.

  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade


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