Latte e Derivati

Offerta latte UE, il caldo riduce l’eccedenza rispetto al 2025

Lunedì, 10 Agosto 2026

A luglio i prezzi delle principali trasformazioni del latte nell’Unione Europea hanno registrato una leggera correzione a ribasso.

Rispetto a giugno, sulla piazza di riferimento di Kempten, il burro ha segnato un -0,8%, la polvere di latte scremato (SMP) un -0,1%, l’Edamer un -5,5% e la polvere di siero un -1,6%. Fa eccezione la polvere di latte intero (WMP) che ha registrato un aumento di prezzo dell’1%.

Il confronto con i prezzi dello scorso anno evidenzia una congiuntura ancora relativamente debole per i grassi. Il prezzo del burro risulta inferiore del 46,1%, quello della WMP del 26,5% e quello dell’Edamer del 26,3% rispetto a luglio 2025.

SMP e polvere di siero si collocano invece su prezzi rispettivamente il 17,6% e il 72,4% al di sopra dei livelli registrati nello stesso periodo del 2025, sostenuti da una domanda di proteine in continua espansione.

Il prezzo del latte intero tedesco spot quotato a Milano tra giugno e luglio 2026 è aumentato del 18,6%, ai massimi mensili da ottobre 2025, ma ancora inferiore del 28,6% rispetto ai livelli di luglio 2025.

In Italia, il prezzo del latte alla stalla è regolato dall’intesa sottoscritta al Masaf dalle associazioni della filiera. A differenza degli accordi trimestrali adottati nel primo semestre del 2026 — 530 €/1.000 litri nel primo trimestre e 470 €/1.000 litri nel secondo — la nuova intesa ha validità semestrale e prevede:

  • 480 €/1.000 litri nei mesi di luglio e agosto 2026;
  • 490 €/1.000 litri nei mesi di settembre e ottobre 2026;
  • 500 €/1.000 litri nei mesi di novembre e dicembre 2026.

Il valore medio del semestre risulta così superiore del 4% rispetto a quello del secondo trimestre 2026. Le produzioni eccedenti i volumi del 2025 saranno oggetto di trattative dirette tra i singoli allevatori e le aziende acquirenti. È inoltre previsto un meccanismo di equa correlazione per il Grana Padano, da applicare alla fine dell’anno.

In Germania, il prezzo del latte alla stalla ha raggiunto a giugno i 390 €/1.000 kg, in aumento dello 0,1% rispetto a maggio e in calo del 26,8% su base annua.

Il principale fattore ribassista si conferma l’offerta straordinariamente sostenuta registrata a partire dalla seconda metà del 2025. Secondo i dati della Commissione Europea, nel secondo semestre dello scorso anno le consegne di latte nell’UE sono aumentate del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, invertendo la contrazione dell’1,2% osservata nel primo semestre.

L’eccezionale disponibilità di materia prima è stata favorita dalle condizioni climatiche particolarmente favorevoli del 2025, dai prezzi alla stalla ancora remunerativi e dalla riduzione delle macellazioni, diminuite del 6% nell’arco dell’anno. Le misure adottate per limitare la diffusione di malattie virali quali bluetongue, afta epizootica e dermatite nodulare hanno infatti ostacolato la movimentazione dei capi dagli allevamenti ai macelli, prolungandone la permanenza nelle mandrie e sostenendo le mungiture.

La crescita è proseguita nei primi mesi del 2026. Tra gennaio e maggio, le consegne europee sono risultate superiori del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, con incrementi del 6,6% in Germania e del 3,3% in Francia e in Italia. Tuttavia le ondate di caldo anomalo che hanno investito l’UE potrebbero comportare una inversione di tendenza nei mesi estivi con il vantaggio rispetto allo scorso anno che è previsto ridursi.

L’abbondante disponibilità di latte ha comportato una maggiore  produzione dei principali trasformati, determinando un aumento delle scorte e una marcata pressione ribassista sui prezzi, in particolare nel comparto dei grassi.

La riduzione dei prezzi, unitamente al rafforzamento del dollaro rispetto all’euro, ha aumentato la competitività dei prodotti lattiero-caseari europei sui mercati internazionali, sostenendo le esportazioni. Nel primo trimestre 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, le esportazioni UE verso Paesi terzi sono aumentate del 35% per il burro, del 10% per l’ SMP e del 5% per i formaggi.

La domanda globale di proteine continua a sostenere soprattutto il mercato del siero e dei suoi derivati, tra cui WPC e WPI. L’interesse per questi prodotti è alimentato dalla crescita della nutrizione sportiva e clinica e, più recentemente, dallo sviluppo di alimenti destinati ai consumatori che seguono terapie con farmaci antiobesità GLP-1.

L’ampio differenziale di prezzo tra i concentrati proteici del siero, in particolare il WPC34, e la SMP può inoltre favorire, nelle formulazioni in cui è tecnicamente possibile, una parziale sostituzione a favore della polvere di latte scremato.

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