A giugno i prezzi medi delle principali trasformazioni del latte in UE hanno registrato tendenze divergenti. Rispetto a maggio, sulla piazza di riferimento di Kempten, +2,75% il burro, -5,7% la polvere di latte intero (WMP), -5,17% la polvere di latte scremato (SMP), invariato l’edamer e +7,3% la polvere di siero.
Il confronto con i picchi di aprile 2025 evidenzia una congiuntura di prezzi dei grassi ancora relativamente bassi: burro -46%, WMP -28% ed edamer -23%. SMP e polvere di siero registrano invece rispettivamente un +15% e un +70% a fronte soprattutto di una domanda globale particolarmente sostenuta di proteine (complice anche l'espansione dei farmaci antiobesità GLP-1).
Il prezzo del latte intero tedesco spot quotato a Milano segna invece un +40% stagionale tra maggio e giugno 2026, ma risulta ancora più basso del -37% rispetto ai livelli di giugno 2025.
In Italia, per il prezzo del latte alla stalla, vale l’intesa siglata al Masaf tra le associazioni della filiera. Diversamente dalle intese trimestrali adottate sul primo semestre 2026 (530 €/1.000 l Q1 e 470 €/1.000 l Q2), questa volta la validità copre sei mesi e prevede:
Una media che risulta quindi in aumento del 4% rispetto al Q2 2026. Le eventuali produzioni eccedenti rispetto ai volumi 2025 saranno invece oggetto di trattative dirette tra singoli allevatori e aziende acquirenti. Un meccanismo di equa correlazione per il Grana Padano è inoltre previsto, con applicazione a fine anno.
In Germania il prezzo del latte alla stalla a maggio ha toccato i 390 €/1.000 Kg, +1,9% rispetto ad aprile e -27% y/y.
Il principale fattore ribassista si conferma un’offerta straordinariamente sostenuta. Secondo i dati della Commissione Europea, nel secondo semestre 2025 le consegne latte UE hanno segnato un +4,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, andando ad invertire il gap che si era registrato nel primo semestre 2025 (-1,2%). La dinamica ha caratterizzato anche la prima parte del 2026, con consegne latte tra gennaio e aprile del 4% superiori rispetto allo stesso periodo del 2025 (+6,7% Germania, +4,5% Francia e +2,4% Italia). Tuttavia, nelle ultime settimane, anche a causa del caldo anomalo, in alcune aree produttive il vantaggio rispetto allo scorso anno è previsto ridursi.
La produzione di latte ha beneficiato non solo di temperature estive 2025 che sono risultate favorevoli alle produzioni, ma anche del calo delle macellazioni, che, tra gennaio e dicembre 2025, hanno registrato un -6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le misure adottate in UE per il contenimento della diffusione in UE di malattie virali come bluetongue, afta e dermatite nodulare hanno spesso impossibilitato la movimentazione dei capi dagli allevamenti ai macelli, favorendo le mungiture, già incentivate dai prezzi remunerativi del primo semestre.
In un contesto di offerta eccedentaria e aumento delle scorte di trasformati, la deflazione record della seconda metà del 2025, unitamente al recente indebolimento dell’euro sul dollaro (-3,5% il tasso di cambio da febbraio) - con esportazioni UE conseguentemente più competitive - ha tuttavia comportato la ripartenza della domanda di alcune trasformazioni, con rimbalzi di prezzo soprattutto per la polvere di latte e la polvere di siero, già caratterizzate da una domanda dinamica.
Da monitorare anche i costi degli input produttivi, che tornano a fungere da supporto alle quotazioni delle materie prime energivore, in particolare i rincari dei prezzi del gas, che dopo i rialzi che hanno seguito l’intervento USA in Iran si mantengono in UE del 26% superiori rispetto a luglio 2025.