Nello “Short-term outlook” pubblicato a luglio, la Commissione Europea proietta una produzione latte UE 2025 a 155,8 Mio t. Si tratterebbe di un +0,1% rispetto al 2024, un tasso di crescita inferiore al tasso di crescita medio degli ultimi cinque anni (+0,5%) e soprattutto dei dieci anni pre-2020 (+1,2%).
Il rallentamento della crescita è innanzitutto strutturale; riconducibile a temi di sostenibilità e a politiche UE ambientali sempre più rigorose che comportano una graduale riduzione del numero di capi, sempre meno compensata dall’aumento delle rese.
Tuttavia, a impattare negativamente le produzioni, in un contesto di costi produttivi ancora elevati rispetto al pre-2020, sono anche fattori congiunturali come eventi meteo sfavorevoli nelle principali aree produttive e la diffusione in diversi allevamenti UE di epidemie come bluetongue, afta epizootica e dermatite nodulare, malattie infettive che riducono drasticamente le rese latte comportando anche abbattimenti e zone di sorveglianza con limitazione degli scambi.
Da segnalare che, anche in virtù delle campagne vaccinali, la diffusione dei virus stia rallentando in Francia, Germania e Italia.
Nella prima metà dell’anno le consegne di latte risultano in flessione dello 0,04% rispetto allo stesso periodo del 2024 con battute d’arresto significative in Germania (-2,5%), Francia (-0,8%) e Olanda (-1,7%), solo parzialmente compensate dagli aumenti registrati in Polonia (+1%), Italia (+0,1%) e Irlanda (+7%). Tuttavia, il gap rispetto al 2024 si sta assottigliando con produzioni di giugno 2025 in aumento dello 0,2% rispetto a giugno 2024.
Le quotazioni del latte alla stalla si mantengono su livelli sensibilmente superiori rispetto allo scorso anno in tutti i paesi membri dell’UE. A livello medio il prezzo del latte in UE a luglio ha segnato un +0,5% rispetto a giugno, +14% rispetto a luglio 2024.
Il parziale recupero produttivo, in un contesto di domanda debole e di ribassi congiunturali dei costi degli input produttivi (il prezzo del mais in UE tra luglio ed agosto è calato del 6%, -4% il gas naturale), ha invece comportato una correzione dei prezzi del latte spot: il latte spot tedesco, quotato alla Camera di Commercio di Milano, ha registrato ad agosto un prezzo medio di 55,75 €/100 kg, in calo dell’8,2% rispetto al mese precedente e, per la prima volta nel 2025, inferiore del 4,4% rispetto allo stesso mese del 2024.
La bassa disponibilità di latte rallenta le produzioni di trasformati in UE che, nonostante un’elevata remuneratività, mostrano tendenze produttive poco dinamiche. Nello Short-term outlook -2025 vs 2024- burro +0,3%, SMP -1%, WMP -1,7%, formaggio +0,7%.
Tuttavia, una congiuntura di rallentamento della domanda, complici anche l’introduzione da parte degli USA di dazi all’import sui prodotti UE al 15% (nel 2024 rispettivamente il 26% e il 10% dell’export UE di burro e formaggi è andato in USA), e una domanda asiatica limitata dal rallentamento economico, ha favorito qualche tendenza di prezzo ribassista.
Sulla piazza di riferimento di Kempten, tra luglio e agosto: burro -3%, WMP -2,6% e edamer -0,7%. Fa eccezione l’SMP, che, nello stesso periodo, ha registrato un aumento dell’1%. Su base annua, il burro segna un -5,2%, l’SMP un -1,7% mentre restano superiori ai livelli del 2024 WMP (+5,8%) e edamer (+8%).