USA
In vista della prossima campagna 26/27, USDA-NASS (USDA's National Agricultural Statistics Service) ha pubblicato le prime previsioni di aree, rese e produzione USA di mandorle nel “Crop Production Report” del 12 maggio. I risultati sono basati su un sondaggio condotto tra il 21 Aprile e il 6 Maggio su 500 produttori californiani di mandorle.
Le previsioni sono di un raccolto di 1,22 Mio t, in calo dell’1% rispetto alla campagna corrente – in linea alle precedenti anticipazioni Areté (1,20 Mio t) -. Si tratterebbe di una produzione non distante dai livelli delle precedenti due campagne.
La lieve flessione sarebbe principalmente riconducibile a una moderata contrazione delle superfici in produzione (-0,7%), il primo calo almeno dal 1995, principalmente a causa dell’aumento dei costi di produzione, nonché della riduzione della redditività della coltura. Le rese, invece, sono proiettate stabili ai livelli dello scorso anno. Il mancato recupero delle rese sarebbe legato a condizioni meteo non ottimali durante la fioritura in alcune aree produttive, oltre che a una riduzione nell’impiego di input produttivi, come fertilizzanti e trattamenti per la gestione dei parassiti.
Da segnalare come queste previsioni saranno le uniche ufficiali USDA disponibili per la campagna 26/27. Il Consiglio di amministrazione dell'Almond Board of California ha infatti votato per interrompere i finanziamenti per l'USDA-NASS Objective Measurement Report, la stima pubblicata a luglio che, storicamente, forniva una seconda valutazione della produzione basata su campionamenti effettuati in prossimità della raccolta.
In attesa dell’arrivo del nuovo raccolto sul mercato, le scorte commercializzabili dell’industria di raccolto 2025 continuano a ridursi, sebbene rimangano sopra la media del periodo sulla scia di un ritmo di spedizioni interne sottotono.
Come mostrano gli ultimi dati dell’Almond Board of California (ABC), infatti, ad aprile, le spedizioni (export+interne) hanno registrato un calo del 9% su base annuale. Nel dettaglio:
SPAGNA
SAV-Almendrave, lo Spanish Almond Board, prevede per il 2026 una produzione record a circa 146.000 t, in aumento del 39% su base annua, qualora le condizioni meteo si confermino favorevoli. La crescita sarebbe sostenuta dall’entrata in produzione di nuovi impianti, da condizioni agronomiche ottimali e da una disponibilità idrica quest’anno adeguata. La stima oggettiva del raccolto sarà pubblicata da SAB-Almendrave in estate, tra agosto e settembre.
Le aspettative di maggiore disponibilità potrebbero quindi favorire un incremento della quota di prodotto destinata all’export. Da diverse campagne, il Paese ha iniziato ad accrescere il proprio ruolo di esportatore, emergendo in uno scenario di minor disponibilità e competitività statunitense. Anche nella campagna corrente, il ritmo delle spedizioni continua a mantenersi su livelli sostenuti, con le esportazioni cumulate 25/26 (agosto 2025 – febbraio 2026) inferiori solo al record dello stesso periodo 24/25 (-13%).
AUSTRALIA
La raccolta 2026 si avvicina alle fasi finali.
Le previsioni pre-raccolta dell’Almond Board of Australia (ABA) indicano una produzione 2026 a 166.892 t, in aumento del 7% rispetto al raccolto 2025. L’incremento sarebbe riconducibile a buone rese, favorite da un maggior utilizzo di input produttivi, e all’entrata in produzione di nuove aree.
Tuttavia, permangono elementi di incertezza a causa delle persistenti piogge che nelle prime settimane di raccolta hanno rallentato le operazioni e ritardato le consegne ai trasformatori, rendendo necessari maggiori processi di essiccazione. Le condizioni nelle aree di Riverland e Sunraysia potrebbero inoltre ridurre il potenziale del prodotto in guscio, favorendo una maggiore quota destinata alla sgusciatura.
Il difficile avvio della raccolta si è riflesso anche sull’inizio della commercializzazione. A marzo 2026, primo mese di commercializzazione, le spedizioni interne si sono mantenute in linea con gli ultimi tre anni, mentre gli export hanno registrato ritardi, segnando un calo del 28% rispetto a marzo 2025. La Cina si conferma la principale destinazione commerciale, con vendite in aumento del 19% rispetto a marzo dello scorso anno e una quota pari al 53% del totale esportato.