Mandorle

USA: export ancora sostenuto, aumentano anche le vendite di raccolto 2026

Mercoledì, 15 Luglio 2026

USA

Le prospettive per l’imminente campagna 2026/27 restano orientate su una produzione stabile o in leggero calo rispetto alla campagna corrente. La prima proiezione USDA, condivisa a maggio, indica un raccolto californiano pari a circa 1,22 Mio t, -1% rispetto al 2025. La contrazione riflette la riduzione di circa 4.000 ettari delle superfici produttive, scese a circa 562.500 ettari, a fronte di rese proiettate stabili a 2,17 t/ha.

Le rese si posizionano al di sotto della media storica: gli elevati costi di produzione e le pressioni sulla liquidità stanno infatti inducendo diversi produttori a contenere l’impiego di fertilizzanti e altri input. La disponibilità idrica non risulta eccessivamente critica e non sono state finora registrate ondate di calore particolarmente intense, ma i costi di elettricità, carburanti e irrigazione continuano a incidere negativamente sulla gestione degli impianti.

La cooperativa Blue Diamond Growers ha recentemente condiviso una valutazione più prudente: la previsione è di un raccolto 2026 appena al di sotto della proiezione USDA, a circa 1,21 Mio t. La lieve revisione riflette la crescente pressione sul potenziale produttivo e conferma la presenza di una significativa variabilità prima dell’avvio della raccolta, attesa con un anticipo di circa dieci giorni rispetto allo scorso anno.

Nel frattempo, i dati del Position Report di giugno dell’Almond Board of California mostrano un progressivo ridimensionamento delle disponibilità della campagna corrente. A fine giugno, le scorte commercializzabili risultavano inferiori del 18% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna, una contrazione sensibilmente più marcata rispetto al -5% registrato a fine maggio. A contribuire alla riduzione delle disponibilità sono anche i maggiori volumi già impegnati, in aumento del 18% a/a.

Il calo delle scorte è sostenuto soprattutto dal buon andamento della domanda internazionale. Tra agosto e giugno, le esportazioni hanno sfiorato le 855.000 t, in aumento del 3% su base annuale e su livelli inferiori solamente al record della campagna 2020/21. L’Europa continua ad assorbire circa un terzo dell’export statunitense, mantenendosi sui buoni livelli dello scorso anno, mentre le spedizioni verso la Turchia crescono del 42% e rappresentano circa l’8% del totale. Rimangono invece ai minimi storici i flussi diretti verso la Cina, in calo del 35% a/a, anche se parte dell’incremento delle spedizioni verso il Vietnam (+30% a/a) potrebbe essere legata a successive riesportazioni sul mercato cinese.

Il quadro resta più debole sul mercato domestico, dove le spedizioni interne cumulate risultano inferiori del 13% rispetto alla campagna precedente e sui livelli più bassi dal 2016/17.

La stessa divergenza emerge dalle vendite anticipate del nuovo raccolto: i volumi 2026/27 già contrattualizzati sono superiori del 33% a/a, grazie soprattutto alla crescita degli impegni destinati all’export (+49%), mentre le vendite sul mercato interno risultano ancora in calo del 3%.

AUSTRALIA

La raccolta 2026 si è conclusa da oltre un mese. Sulla base delle proiezioni pre-raccolta dell’Almond Board of Australia (ABA), l’offerta totale della campagna 2026/27 è prevista poco sotto le 175.000 t, con una produzione stimata a 166.892 t, in aumento del 7% su base annua.

La crescita sarebbe sostenuta dall’espansione delle superfici, passate da 62.000 ha nel 2023 a 70.000 ha nel 2026 (+14%). La Nonpareil rappresenta il 44% delle aree, seguita dalla Carmel con il 22%. Tuttavia, le condizioni meteorologiche sfavorevoli durante la raccolta, caratterizzate da piogge persistenti e umidità elevata, potrebbero aver ridimensionato le rese e inciso sulla qualità; pertanto, non sono da escludere possibili revisioni a ribasso delle stime ABA post-raccolta.

Dopo un avvio rallentato dalle difficoltà di raccolta, la commercializzazione è entrata nel vivo. A maggio, le esportazioni hanno raggiunto il secondo livello più alto per il mese, con un aumento del 60% su base annua. Da inizio campagna, le spedizioni estere hanno superato le 25.000 t, il 13% in meno rispetto al record dello scorso anno. La Cina si conferma il principale mercato, con il 62% dei volumi esportati e acquisti in aumento del 12%.

SPAGNA

Le previsioni per il raccolto 2026 risultano eterogenee, ma convergono su un aumento della produzione. INC e SAB-Almendrave prevedono un raccolto record di circa 146.000 t, sostenuto dall’espansione delle superfici e degli impianti irrigui, mentre alcune indicazioni dell’industria prospettano volumi fino a 180.000 t.

Più prudente la stima di ASAJA, COAG, Cooperativas Agro-alimentarias de España e AEOFRUSE, pari a 135.250 t, in aumento del 7% rispetto allo scorso anno. Le condizioni meteorologiche sono state nel complesso favorevoli, soprattutto in Andalusia, grazie alle abbondanti precipitazioni e al recupero delle riserve idriche. Gelate e grandinate hanno tuttavia penalizzato alcune aree di Castilla-La Mancha e delle Isole Baleari, con effetti rilevanti sulla produzione biologica. La stima oggettiva di SAB-Almendrave, attesa tra agosto e settembre, consentirà di definire meglio il quadro produttivo.

La maggiore disponibilità attesa dovrebbe rafforzare il ruolo della Spagna sui mercati internazionali, soprattutto nell’UE, dove il prodotto spagnolo rappresenta un’alternativa all’origine statunitense. Da inizio campagna ad aprile 2026, le esportazioni hanno superato le 92.000 t, in calo del 13% su base annua, ma comunque al secondo livello più alto mai registrato per il periodo.

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