TURCHIA
Dopo il ridimensionamento osservato nel primo semestre dell’anno, il prezzo della nocciola turca sgusciata 11/13 CPT Europa, da luglio, si è stabilizzato a circa 8.750 $/t, su livelli inferiori del 36% rispetto allo scorso anno.
La stabilizzazione è riconducibile all’avvio degli acquisti del TMO, che per la campagna 2026/27 ha fissato prezzi medi di 255 TL/kg per la qualità Giresun e 250 TL/kg per la Levant (vedi precedente highlight), su livelli superiori del 28% rispetto allo scorso anno e superiori rispetto al mercato libero. Il premio offerto dal TMO, infatti, sta incentivando i produttori a privilegiare le consegne all’ente pubblico, rallentando l’afflusso di prodotto ai trasformatori e sostenendo temporaneamente le quotazioni.
Tuttavia, le stime sul nuovo raccolto 2026 si mantengono elevate. INC, a luglio, ha confermato una previsione per il raccolto 2026/27 di circa 810.000 t, +56% rispetto alla campagna precedente, sostanzialmente in linea con la proiezione della Black Sea Hazelnut Exporters Association, a circa 804.000 t. Più contenuta la stima del Ministero dell’Agricoltura, pari a circa 704.000 t. La raccolta è ormai sostanzialmente conclusa e le prime valutazioni, oltre a confermare abbondanti quantitativi, indicano anche una qualità nel complesso migliore rispetto alle ultime due campagne, pur con alcune criticità localizzate.
All’ampio raccolto si aggiungono scorte di riporto stimate nel range tra 150.000 t e 175.000 t, a fronte di una domanda internazionale e domestica ancora debole. Nella campagna 2025/26 appena conclusa, infatti, le esportazioni turche sono diminuite di circa il 36% a/a, attestandosi intorno alle 200.000 t, a livelli minimi pluriennali. La Germania si è confermata prima destinazione, con il 29% dei volumi esportati (-29% a/a), seguita dall’Italia con il 16% (-54%) e dalla Francia con il 5% (-37%).
ITALIA
Per la campagna 2026/27, le stime produttive indicano un deciso recupero rispetto alla deludente campagna 2025/26. Nel Nutfruit Magazine di luglio, INC ha rivisto la produzione italiana da 90.000 t a 115.000 t, +77% rispetto alle 65.000 t della campagna precedente.
Il miglioramento atteso è sostenuto da condizioni primaverili complessivamente favorevoli, un maggiore carico produttivo e una pressione della cimice più contenuta in diverse zone di produzione. Persistono alcuni rischi localizzati legati a caldo, siccità e cascola, soprattutto negli impianti non irrigui.
Il miglioramento dell’offerta si è tradotto in prezzi di apertura in marcato ridimensionamento rispetto allo scorso anno. A fine agosto, alla Fiera della Nocciola di Castagnole delle Lanze, il primo riferimento per la nocciola piemontese è stato fissato a circa 10 €/punto resa. Sebbene per avere le prime quotazioni effettive occorrerà attendere gli esiti dei rilevamenti delle commissioni delle Camere di commercio di Cuneo e Asti, tale prezzo risulta inferiore di oltre il 30% rispetto alla prima quotazione di apertura 2025/26 della Camera di Commercio di Cuneo. Generalizzati ridimensionamenti si riportano anche su altre referenze: -27% le mortarelle (7,40 €/p.resa quelle di prima fascia), -28% le romane (8,50 €/p.resa).
CILE
La raccolta 2026 è terminata alla fine di aprile. INC stima una produzione 120.000 t, inferiore dell’1% rispetto al raccolto record 2025. Complice la crescita produttiva incentivata dagli investimenti del principale acquirente del mercato, l’ottima disponibilità del prodotto continua ad alimentare le esportazioni. Nel periodo gennaio-giugno 2026, le spedizioni hanno sfiorato le 32.000 t in guscio equivalent, appena al di sotto dei quantitativi record dello stesso periodo della scorsa campagna.
USA
A fine agosto, è stato pubblicato da Hazelnut Industry Office – uno dei principali enti statunitensi del settore nocciole- il 2026 Subjective Yield Survey, con una previsione di un nuovo raccolto record di 143.720 short tons, equivalenti a circa 130.000 t metriche, +17% rispetto al raccolto effettivo 2025 e superiore alla previsione INC di 123.500 t.
La crescita dell’offerta USA continua a essere sostenuta, oltre che da condizioni meteo favorevoli, anche dall’espansione delle superfici in Oregon e dall’entrata in produzione di nuovi impianti. La raccolta, iniziata a settembre, è prevista terminare alla fine ottobre.