Nocciole

Buona fioritura in Turchia e Italia in vista della campagna 2026/27

Giovedì, 12 Marzo 2026

TURCHIA
Prosegue il trend di calo nel mercato delle nocciole in Turchia
. Il prezzo della nocciola sgusciata 11/13 consegnata in Europa, da inizio anno, ha registrato un calo del 10%, toccando quota 13.000 $/t, segnando un -27% rispetto al picco di settembre (a oltre 18.000$/t). Nonostante queste correzioni a ribasso, le quotazioni restano su livelli storicamente elevati, superiori di circa il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

I ribassi osservati negli ultimi mesi sono riconducibili al rallentamento della domanda, alla riduzione di fenomeni speculativi sulla scia di un’offerta che si è rivelata meno limitata del previsto in termini quantitativi e a prospettive al momento favorevoli per il prossimo raccolto 2026.

Tuttavia, si segnala come tale tendenza di calo abbia caratterizzato principalmente calibri medi e trasformati, mentre prodotti premium e calibri grandi hanno mostrato maggiore resistenza a causa di una disponibilità limitata.

INC, nell’anteprima del Nutfruit Magazine di marzo, ha rivisto a rialzo la stima di produzione 25/26, da 500.000 t a 518.000 t, -34% rispetto alla scorsa campagna. Sebbene si tratti ancora del livello più basso dopo la campagna 16/17, il dato risulta superiore rispetto alle iniziali proiezioni condivise da operatori locali, che traguardavano valori anche inferiori a 450.000 t.

Contestualmente, gli utilizzi sono stati rivisti in calo del 7% da 561.000 t a 518.000 t, ora in riduzione del 33% rispetto alla scorsa campagna. Un calo maggiormente in linea alle tendenze che anche i dati sulle esportazioni dal Paese mettono in evidenza.

Secondo gli ultimi dati dell’Associazione degli esportatori del Mar Nero, infatti, da inizio campagna 25/26 (set-feb) i volumi esportati hanno registrato un calo del 50% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente, segnando il livello più basso almeno dalla campagna 11/12.

Considerando un’offerta totale 25/26 (stock iniziali + produzione) di circa 668.000 t (-27% rispetto alla campagna precedente), il rapporto tra esportazioni cumulate e offerta totale nella prima metà della stagione si è attestato al 28%, un valore nettamente inferiore alla media del 42% registrata nello stesso periodo delle cinque campagne precedenti. Questo dato conferma la debolezza della domanda, frenata dai valori eccezionalmente elevati raggiunti dal prodotto turco, poco competitivi a livello internazionale. Anche il principale acquirente, infatti, nel corso di questa campagna ha ridotto le importazioni dalla Turchia, spostandosi su altre origini, in particolare quella cilena.

L’attenzione del mercato è ora rivolta al prossimo raccolto 2026. Con la fioritura da poco terminata in condizioni metereologiche ottimali, il mercato appare ottimista sull’output di “carica” futuro. Diversi operatori condividono la visione di un potenziale produttivo superiore alle 750.000 t. In particolare, l’Associazione degli Esportatori del Mar Nero ha pubblicato una previsione preliminare di produzione 26/27 di oltre 829.000 t. Si tratterebbe di un recupero di circa il 60% rispetto alla campagna corrente, su valori in linea al record 22/23.

Tuttavia, la resa finale, sia quantitativa che qualitativa, dipenderà dall’evoluzione climatica nei prossimi mesi di sviluppo colturale.

ITALIA
In Italia, la produzione delle ultime cinque campagne si è mantenuta al di sotto del potenziale a causa di una combinazione di fattori: condizioni meteorologiche sfavorevoli, diffusione della cimice asiatica e fenomeni di cascola precoce. INC ha recentemente confermato una produzione 2025 di 65.000 t, in calo del 25% rispetto alla campagna precedente.

Tuttavia, le prospettive per il prossimo raccolto 26/27 appaiono più favorevoli, grazie a una fioritura abbondante su gran parte del territorio nazionale.

In Piemonte e in Lazio, l’accumulo di ore di freddo è stato ottimale, garantendo una buona predisposizione delle piante. Tuttavia, in Piemonte si segnalano elementi di incertezza relativamente all’impollinazione, a causa delle giornate caratterizzate da nebbia, precipitazioni intermittenti e scarsa ventilazione, registrate nell’ultimo periodo.

In Campania, le osservazioni in campo indicano quantità di fiori femminili e presenza di polline nei noccioleti generalmente soddisfacenti; tuttavia, preoccupa il mancato raggiungimento del fabbisogno di freddo e l’eccessiva umidità che potrebbe aver influito negativamente sul processo di impollinazione.

Nel complesso, non si segnalano particolari criticità e gli operatori segnalano un margine concreto per una ripresa della produzione rispetto alle 65.000 t dell’ultima stagione. Resta comunque da monitorare la fase di allegagione che, nelle prossime settimane, determinerà se le buone premesse si tradurranno in un effettivo aumento del raccolto.

CILE
Il Cile si è ormai affermato come il secondo produttore mondiale di nocciole. INC ha confermato una produzione 2025 record a 120.700 t, +106% rispetto alla campagna precedente.

Secondo operatori locali, la produzione 2026 (raccolta in corso) potrebbe raggiungere circa 120.000 t, un livello sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno. Questo risultato sarebbe sostenuto da rese elevate, favorite da condizioni climatiche complessivamente favorevoli, con un numero sufficiente di ore di freddo e buone condizioni per l’impollinazione, oltre che dall’espansione delle superfici coltivate e dagli investimenti effettuati negli ultimi anni.

 

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