Nocciole

Le aspettative di un marcato recupero produttivo turco spingono i prezzi ulteriormente a ribasso

Venerdì, 10 Luglio 2026

TURCHIA
Prosegue il trend di ribasso sul mercato turco.
Tra giugno e luglio, la quotazione della nocciola sgusciata 11-13 mm ha registrato un calo del 13%, toccando il livello più basso da aprile 2025, a 8.750 $/t (-52% dal picco di settembre 2025).

Tra i principali driver ribassisti figurano le ottime prospettive per la produzione 2026, la cui raccolta inizierà ad agosto. INC prevede un raccolto 2026 a circa 810.000 t, +56% rispetto alla campagna corrente, stimata a 518.000 t. Si tratterebbe del livello più alto dalla campagna 22/23, nonché della terza campagna di “carica” più elevata di sempre. Il dato risulta solo leggermente inferiore rispetto alla proiezione inizialmente condivisa dall’Associazione degli Esportatori del Mar Nero, pari a circa 829.000 t a febbraio e basata sul primo conteggio dei fiori.

Secondo gli operatori locali, lo sviluppo del raccolto in Turchia è stato finora molto positivo, con condizioni di crescita considerate tra le migliori degli ultimi anni. Sebbene il prossimo raccolto sia atteso su livelli nettamente superiori rispetto al precedente, la qualità rimane ancora incerta. Eventuali criticità, come la diffusione di cimici o condizioni di siccità durante l’estate, potrebbero infatti limitare la disponibilità di nocciole di prima qualità.

Resta elevata l’attesa per l’annuncio dei prezzi da parte del TMO, previsto tra fine luglio e inizio agosto, che rappresenterà un fattore determinante per la definizione dei riferimenti di prezzo della nuova campagna. Le attuali aspettative indicano un prezzo superiore rispetto agli attuali livelli di mercato.

In attesa del nuovo raccolto, le scorte di prodotto 2025 rimangono su buoni livelli per il periodo, complice una domanda interna limitata dai prezzi elevati e un export sottotono, penalizzato da una domanda estera maggiormente diversificata. Negli ultimi mesi, tuttavia, le esportazioni hanno mostrato segnali di miglioramento, favorite dal ritorno dei prezzi su livelli più vicini alla media storica. Secondo i dati dell’Associazione degli Esportatori del Mar Nero, nel periodo aprile-giugno l’export si è avvicinato alla media del periodo. Tuttavia, i volumi esportati dall’inizio della campagna (set-giu), risultano complessivamente inferiori del 38% rispetto allo stesso periodo della campagna 24/25, attestandosi sul livello più basso almeno dalla campagna 11/12.

ITALIA
Manca circa un mese all’inizio della raccolta 2026. Come già osservato nelle campagne recenti, con il passare dei mesi le prospettive produttive italiane tendono a essere limitate da un meteo non favorevole alla coltura.

Anche in questa campagna non mancano elementi di incertezza. Dopo la grandinata di inizio giugno nella provincia di Cuneo, il clima al nord si è rivelato più secco della norma, mentre il sud del Paese è stato interessato da diverse piogge fuori stagione.

Pertanto, non è da escludere una lieve revisione al ribasso della proiezione produttiva 26/27, condivisa da INC a inizio maggio, a 90.000 t, +38% rispetto alla campagna corrente (stimata a 65.000 t), in linea ai livelli delle tre campagne pre-25/26.

CILE
È in corso la commercializzazione del raccolto 2026.
Gran parte del prodotto è destinata al principale acquirente del mercato, che proprio grazie all’espansione dell’offerta cilena sta riducendo la propria dipendenza dal prodotto turco.

Il Cile continua a consolidare un ruolo di rilievo tra i principali produttori ed esportatori nel mercato. Grazie a un’espansione significativa delle aree, la produzione del Paese dalla campagna 22/23 a quella corrente è più che raddoppiata. INC stima un raccolto 26/27 (raccolta terminata ad aprile 2026) a 123.000 t, +2,5% rispetto alla campagna record 25/26 (stimata a 120.000 t). Il dato risulta superiore rispetto alle stime condivise dagli operatori locali nelle fasi finali della raccolta, pari a circa 115.000 t, secondo cui le condizioni meteorologiche sfavorevoli di aprile, caratterizzate da piogge eccessive, avrebbero rallentato le operazioni di raccolta e aumentato il rischio di perdite.

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  • Supply/Demand & Trade


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