Nocciole

Meteo incerto e variabili esogene alimentano l’incertezza sul futuro livello di offerta

Venerdì, 09 Febbraio 2024

TURCHIA

Un elevato grado di incertezza e volatilità continua a caratterizzare il mercato. Il prezzo della Natural 14/16 in guscio, consegnata in Europa, dopo aver toccato a gennaio un record di oltre 9.000 $/t, ha registrato una correzione a ribasso dell’8%. Tuttavia, i prezzi sia nel mercato interno che all’export, si mantengono ancora a livelli storicamente elevati.

Il principale elemento di supporto del mercato rimane il calo della produzione (quantitativo e qualitativo). La produzione 23/24 è prevista da INC a 650.000 t, -15% rispetto al 22/23, e la disponibilità è ulteriormente limitata dalla reticenza dei produttori a vendere. In un contesto macroeconomico di iperinflazione (a gennaio, +65% su base annua) e crisi valutaria, le nocciole sono diventate per i produttori un asset strategico.

Come mostrano anche i dati della Borsa di Giresun, le esportazioni, da inizio campagna (set-gen), hanno registrato un calo del 7% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna, riflettendo non solo un livello di offerta limitato, ma anche una domanda estera disincentivata da prezzi poco competitivi e concentrata sul breve termine.

Relativamente al prossimo raccolto 24/25, con il periodo di fioritura in corso, il meteo risulta la variabile da monitorare. Il clima piuttosto mite per il periodo invernale, alimenta i timori di un insufficiente numero di ore di freddo, quindi di un impatto negativo sull’impollinazione e sullo sviluppo del raccolto. Inoltre, l'assenza di nevicate e le temperature superiori alla media potrebbero comportare rischi di fertilizzazione.

ITALIA

Le stime di produzione 23/24 condivise dalla delegazione italiana in occasione dell’incontro bilaterale tra i Paesi produttori dell’UE e la Turchia oscillano tra 52.000 e 57.000 t, circa -35% rispetto alla scorsa campagna (84.000 t), con un calo del 10% in Piemonte, 50% in Lazio e 50% in Campania. Un dato inferiore rispetto alle aspettative INC di 87.000 t (-3% vs. 22/23) e dell’Istat di 103.000 t (+4% vs. 22/23).

Nonostante un aumento delle aree del 4% rispetto alla scorsa campagna, la produzione sarebbe stata limitata da condizioni climatiche avverse (scarse precipitazioni, temperature superiori alla media stagionale, scarsa impollinazione), oltre che da un aumento di attacchi parassitari.

Secondo alcuni operatori lo stress che ha caratterizzato le piantagioni nell’ultimo anno rappresenterebbe un rischio anche sul prossimo raccolto 24/25, la cui fioritura è in corso. A questo si somma il rischio meteo: anche in Italia, infatti l’inverno risulta troppo mite con una riduzione significativa del periodo di riposo vegetativo delle piante.

Sebbene sia ancora presto per parlare di quantitativi, tra le ipotesi più ottimistiche, c’è quella di un ritorno a una produzione nella media.

 

  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade


Informativa
Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy.
Dichiari di accettare l’utilizzo di cookie chiudendo o nascondendo questa informativa, proseguendo la navigazione di questa pagina, cliccando un link o un pulsante o continuando a navigare in altro modo.

Avvio Cron Job