TURCHIA
La quotazione della nocciola sgusciata 11/13, consegnata in Europa, tra febbraio e marzo, ha registrato un calo del 5%, toccando il livello più basso degli ultimi otto mesi e segnando un calo del 33% rispetto ai picchi di fine settembre.
Un trend di calo riconducibile al rallentamento della domanda, alla riduzione di fenomeni speculativi, sulla scia di un’offerta che si è rivelata meno limitata del previsto in termini quantitativi, e a prospettive al momento favorevoli per il prossimo raccolto 2026.
I dati dell’Associazione degli esportatori del Mar Nero confermano il ritmo sottotono delle spedizioni turche: da settembre 2025 a marzo 2026, i volumi esportati sono calati del 47% su base annua, toccando i minimi dalla campagna 11/12. Tuttavia, segnali di recupero si sono registrati a marzo (+24% vs. febbraio 2026), con il volume mensile di spedizioni più alto da giugno 2025; un recupero favorito proprio dal calo delle quotazioni e dall'aumento dei costi finanziari, che ha spinto i detentori del prodotto a vendere gli stock.
Una tendenza inevitabilmente condizionata da un’offerta 25/26 limitata (668.000 t), in calo del 27% rispetto al 24/25 e ai minimi delle ultime otto campagne, e di qualità sotto la norma. Tuttavia, il rapporto tra esportazioni cumulate e offerta totale a fine marzo si è attestato al 34%, ben lontano dalla media delle ultime cinque campagne per il periodo (48%). Questo dato conferma la debolezza della domanda, frenata dai valori eccezionalmente elevati raggiunti dal prodotto turco, poco competitivi a livello internazionale. Anche il principale acquirente, infatti, nel corso di questa campagna ha ridotto le importazioni dalla Turchia, spostandosi su altre origini, in particolare quella cilena.
Le prospettive per il raccolto 2026 sono però incoraggianti e alimentano l’ottimismo degli operatori. Grazie a una fioritura favorita da condizioni meteo ottimali, si prevede un’annata di "carica" con un potenziale produttivo superiore alle 750.000 t. In particolare, le prime proiezioni dell’Associazione degli Esportatori del Mar Nero sono di una produzione 26/27 di 829.000 t, un volume in linea con il record della stagione 22/23 e in crescita del 60% su base annuale. L’attenzione resta ora alta sull’evoluzione climatica dei prossimi mesi, decisiva per confermare rese e qualità.
ITALIA
In Italia, la produzione delle ultime cinque campagne si è mantenuta su livelli storicamente bassi a causa di una combinazione di fattori: condizioni meteorologiche sfavorevoli, diffusione della cimice asiatica e fenomeni di cascola precoce. INC ha recentemente confermato una produzione 2025 di 65.000 t, in calo del 25% rispetto alla campagna precedente.
Tuttavia, le prospettive per il raccolto 2026 appaiono incoraggianti, sostenute da una fioritura complessivamente positiva su gran parte del territorio nazionale. Qualche incertezza permane in Piemonte e in Campania a causa di alcune difficoltà emerse durante l'impollinazione; in particolare, nel territorio campano, un inverno troppo mite con scarse ore di freddo non è risultato ottimale per il riposo vegetativo delle piante.
Nonostante queste isolate criticità, il comparto non segnala al momento allarmi particolari. Gli operatori intravedono margini concreti per una decisa ripresa produttiva rispetto alle 65.000 t del raccolto 2025. Resta comunque da monitorare la fase di allegagione che, nelle prossime settimane, determinerà se le buone premesse si tradurranno in un effettivo aumento del raccolto.
CILE
Il Cile si sta affermando come il secondo produttore mondiale di nocciole. INC ha confermato una produzione 2025 record a 120.700 t, +106% rispetto alla campagna precedente.
Secondo operatori locali, la produzione 2026 (raccolta in corso) potrebbe aggirarsi intorno alle 115.000 t, un livello appena al di sotto della produzione dello scorso anno. Questo risultato sarebbe sostenuto da rese elevate, favorite da condizioni climatiche complessivamente favorevoli, con un numero sufficiente di ore di freddo e buone condizioni per l’impollinazione, oltre che dall’espansione delle superfici coltivate e dagli investimenti effettuati negli ultimi anni.