TURCHIA
Il prezzo della nocciola sgusciata 11/13, consegnata in Europa, dopo i massimi toccati a fine settembre 2025 ad oltre 18.000 $/t (+121% da gennaio 2025), ha registrato una flessione del 23%.
La correzione a ribasso del mercato degli ultimi mesi è riconducibile principalmente al rallentamento della domanda in risposta all’inflazione. Segnali di debolezza della domanda provengono sia dal mercato interno che da quello estero:
Tuttavia, il mercato rimane ancora in tensione a causa di un’offerta complessivamente limitata ed esposto a fenomeni di volatilità potenzialmente alimentati sia dalla domanda di breve periodo — in uno scenario in cui la maggior parte dei grandi acquirenti risulta relativamente corta — sia da comportamenti di ritenzione da parte dei produttori.
Relativamente al prossimo raccolto 26/27, con la fioritura da poco iniziata, alcuni operatori riportano finora buone condizioni meteo, con un autunno equilibrato e un inverno freddo, favorevoli allo sviluppo delle colture.
ITALIA
Sulla scia del parziale rientro delle quotazioni turche, anche quelle italiane hanno iniziato a mostrare qualche flessione dopo aver raggiunto valori senza precedenti. La quotazione della nocciola IGP di Cuneo, dai livelli record di fine settembre (15,85 €/p. resa), ha registrato un calo del 15%. Flessioni rispetto ai massimi di inizio campagna anche per le altre varietà: Mortarelle -12%, Romane -13%, Giffoni -14%.
Tuttavia, il mercato rimane ancorato a livelli storicamente elevati, sostenuto da un’offerta interna limitata dal forte impatto dei cambiamenti climatici e dagli attacchi parassitari. Le stime di produzione 25/26 condivise dalla delegazione italiana in occasione dell’incontro bilaterale tra i Paesi produttori dell’UE e la Turchia oscillano tra 48.000 e 50.000 t, circa -39% rispetto alla scorsa campagna (80.000 t), con un calo del 40% in Lazio e 20% in Campania. Fa eccezione il Piemonte, dove, rispetto alla deludente campagna 24/25, si segnala un aumento produttivo del 30% - sebbene l’output raggiunto risulti inferiore del 70% rispetto alle iniziali aspettative-. Un dato inferiore rispetto alle aspettative INC di 65.000 t (-25% vs. 24/25) e dell’Istat di circa 99.000 t (-18% vs. 24/25).
CILE
Il raccolto 2025, terminato a marzo 2025, ha registrato un marcato recupero rispetto alla scorsa campagna, toccando livelli senza precedenti. La più recente stima INC è di una produzione di 120.000 t, +106% rispetto alla campagna precedente. Un recupero riconducibile a un aumento delle aree in produzione e condizioni meteo ottimali. Anche sul prossimo raccolto 26/27 (da marzo-aprile) le aspettative sono promettenti.