I prezzi della fava di cacao sul mercato finanziario ICE Europe, dopo aver toccato valori inferiori a 2.030 £/t a fine febbraio, hanno messo a segno un rimbalzo del 19%, tornando ad avvicinarsi alla soglia delle 2.400 £/t.
A sostenere le quotazioni nelle ultime settimane hanno contribuito diversi fattori. In primo luogo, la ripartenza degli acquisti da parte dei trader, favorita dalla riduzione dei prezzi minimi garantiti agli agricoltori in Africa occidentale (-30% in Ghana e -57% in Costa d’Avorio rispetto alla scorsa campagna). In questo contesto, secondo operatori di mercato, oltre 400.000 t di contratti di esportazione sarebbero state collocate dalla Costa d’Avorio.
Sul fronte macro, pesano anche le tensioni in Medio Oriente. La chiusura dello Stretto di Hormuz sta infatti contribuendo a ridurre la disponibilità di fertilizzanti e ad aumentare i costi lungo la logistica globale: noli marittimi, assicurazioni e carburanti risultano in rialzo, con un conseguente incremento dei costi di importazione del cacao e un effetto di sostegno sui prezzi internazionali.
Nonostante il recente recupero, il mercato resta su livelli tra i più bassi da metà 2023, dopo una marcata fase deflattiva: -76% dall’inizio del 2025 e -43% da gennaio 2026, riflesso di aspettative di miglioramento dell’offerta globale.
Per la campagna in corso, Areté proietta un aumento della produzione (+4%) più che proporzionale rispetto a quello dei consumi (+1%) che comporterebbe un surplus di 246 Kt e un aumento delle scorte del 18%. Tuttavia, altri operatori proiettano eccedenze anche più elevate, fino a un record storico di 400 Kt stimato da Marex Group. Le prime indicazioni per la campagna 2026/27 confermano uno scenario di abbondanza: Rabobank stima un surplus di circa 400.000 t, mentre S&P Global lo colloca intorno a 259.000 t.
Nel frattempo, gli stock certificati di borsa – pur rimanendo su livelli storicamente contenuti – continuano a recuperare: nei primi venti giorni di marzo si registra un aumento del 7% rispetto a febbraio e del 24% su base annua.
Le prospettive di un’offerta in miglioramento guidano il posizionamento degli operatori non commerciali, con il mercato di Londra che si conferma in territorio di ipervenduto da ottobre 2025.