Nel primo trimestre del 2026, i dati sui grindings di cacao evidenziano un quadro divergente tra le principali aree di consumo.
Mentre i consumi di cacao in Europa e Nord America continuano a mostrare segnali di rallentamento, recuperano le macinazioni asiatiche.
A livello cumulato 25/26 (Q4+Q1) i grindings complessivi nelle tre aree rimangono inferiori del 4,4% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna, al livello più basso per il trimestre dalla campagna 16/17.
Nello scenario Areté, i consumi globali 25/26 sono attesi aumentare dello 0,7% rispetto alla campagna precedente, rispetto a un tasso di crescita medio nelle ultime otto campagne del +2%.
In tale scenario, l’aumento produttivo globale 25/26 – stimato da Areté del +3% - lascia spazio a un recupero del livello di stock e porta il mercato in una condizione di surplus di 222.000 t.
Condizioni climatiche favorevoli in Africa occidentale hanno sostenuto un buon andamento del main crop e stanno supportando anche il mid crop in corso. Il miglioramento della disponibilità di prodotto, con l’avvio della commercializzazione dei raccolti intermedi, è evidente anche nei dati sugli arrivi ai porti in Costa d’Avorio: a livello cumulato (1° ottobre –12 aprile) si attestano a 1,46 Mio t, in lieve aumento (+0,5%) rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna.
Inoltre, gli stock di certificati di borsa - pur rimanendo su livelli storicamente contenuti – continuano a recuperare: nella prima metà di aprile si registra un aumento dell’11% rispetto a marzo e del 28% su base annua.
Tuttavia, il potenziale ribassista legato al miglioramento del livello di approvvigionamento, risulta in larga parte già stato scontato dal mercato, e si scontra con un contesto macroeconomico e geopolitico incerto e rischioso anche per i potenziali impatti sulla prossima campagna.
I prezzi della fava di cacao sul mercato finanziario ICE Europe, infatti, dopo aver toccato valori inferiori a 2.030 £/t a fine febbraio (-77% da gennaio 2025), hanno registrato un rimbalzo del 26%, con puntate superiori anche alle 2.600 £/t.
A sostenere le quotazioni nelle ultime settimane hanno contribuito in particolare:
In particolare, l’aumento dei costi produttivi, in un contesto di prezzi minimi garantiti inferiori rispetto alla scorsa campagna rappresenta un potenziale limite agli investimenti e alla produttività nella campagna 26/27.