Tra agosto e settembre, i prezzi medi della fava di cacao sul mercato finanziario ICE Europe hanno registrato una flessione del 2%. Nonostante le quotazioni medie di settembre risultino inferiori del 16% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, dalla fine di febbraio, quando i prezzi avevano approcciato le 2.000 £/t, il mercato ha registrato rialzi nell’ordine del 100%.
Le dinamiche della fava continuano a riflettersi sui principali trasformati, sebbene l’andamento differenziato della domanda renda il quadro eterogeneo. Tra agosto e settembre, la massa di cacao sul mercato fisico UE ha registrato una flessione del 4% (-22% rispetto a settembre 2025), mentre il burro di cacao è arretrato del 7% (-34% rispetto a settembre 2025), complice una riduzione della ratio di massa e burro sui livelli più bassi, rispettivamente, dal 2018 e dal 2012.
La maggiore tenuta della massa riflette soprattutto il sostegno proveniente dalla componente solida del cacao. La polvere continua infatti a essere caratterizzata, da luglio, da una marcata volatilità rialzista: sul mercato fisico UE, la polvere magra 10/12 ha registrato un aumento del 7% tra agosto e settembre, tornando sui livelli di fine 2025.
Nel breve termine, la disponibilità residua del raccolto 2025/26 rappresenta il principale fattore di contenimento delle pressioni rialziste derivanti dall’incertezza sui raccolti 2026/27 in Africa occidentale. Il potenziale produttivo di Ghana e Costa d’Avorio risulta infatti limitato non solo dal fisiologico calo delle rese, ma anche dagli elevati costi di produzione, che hanno ridotto l’utilizzo di input produttivi, e da condizioni meteorologiche finora sfavorevoli allo sviluppo del raccolto, cui si aggiungono ulteriori rischi legati al fenomeno El Niño.
Il 25 settembre, il governo ghanese ha annunciato un prezzo minimo garantito di 42.400 GHS/t (circa 3.620 $/t), in aumento del 2% rispetto al prezzo del raccolto intermedio 2025/26 (-15% vs apertura 2025/26). Si amplia così ulteriormente il differenziale rispetto alla vicina Costa d’Avorio, dove il prezzo alla produzione si attesta a 1.200 franchi CFA/kg (circa 2.100 $/t), invariato rispetto al raccolto intermedio 2025/26 (-57% vs apertura 2025/26). Il crescente divario potrebbe incentivare fenomeni di movimentazione di fave ivoriane verso il Ghana, rendendo più complessa la valutazione dell’effettiva disponibilità di cacao in Africa occidentale e contribuendo ad aumentare la volatilità del mercato.
Ulteriori elementi di volatilità derivano dalle incertezze legate all’EUDR. Secondo alcuni operatori, la Costa d’Avorio sta incontrando difficoltà nell’implementazione del nuovo sistema nazionale di tracciabilità del cacao, introdotto in vista dell’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2027, della normativa europea contro la deforestazione.
A partire dall’inizio della campagna 2026/27, il 1° settembre, l’ente regolatore ha previsto che tutti gli acquisti di cacao vengano effettuati attraverso una carta elettronica del produttore, finalizzata a garantire la tracciabilità lungo l’intera catena di approvvigionamento e a verificarne la conformità ai requisiti europei di sostenibilità. L’implementazione sta tuttavia incontrando diverse criticità, dalla limitata familiarità degli operatori con gli strumenti digitali alla carenza di terminali di pagamento, sacchi e sigilli presso alcune cooperative e nelle aree rurali. Queste difficoltà stanno rallentando acquisti e consegne nelle prime fasi della campagna 2026/27 e potrebbero generare temporanee criticità di approvvigionamento tra ottobre e novembre.