Cacao

Grindings Q1 2026: ancora cali in Europa e Nord America, recupero in Asia

Venerdì, 17 Aprile 2026

Nel primo trimestre del 2026, i dati sui grindings di cacao evidenziano un quadro divergente tra le principali aree di consumo.

Mentre i consumi di cacao in Europa e Nord America continuano a mostrare segnali di rallentamento, recuperano le macinazioni asiatiche.

  • L’European Cocoa Association (ECA) segnala come i grindings del Q1 2026, sebbene in aumento stagionale rispetto al Q4 2025 (+7%), abbiano registrato un calo dell’8% rispetto al Q1 2025, toccando i minimi per il trimestre almeno dalla campagna 11/12A livello cumulato (Q4 25 + Q1 26), i volumi hanno raggiunto circa 630.365 t, -8% rispetto allo stesso periodo 24/25, ai minimi almeno dalla campagna 11/12.
  • La National Confectioners Association (NCA) riporta un calo dei grindings del Q1 2026 del 3,8% rispetto al Q1 2025 (+3% vs. Q4 2025) nonostante la partecipazione di un’industria in più rispetto alla rilevazione dello scorso anno (15 vs.14). A livello cumulato (Q4 25 + Q1 26), i volumi hanno raggiunto circa 209.204 t, -2% rispetto allo stesso periodo 24/25, ai minimi almeno dalla campagna 11/12.
  • La Cocoa Association of Asia (CAA) riporta un aumento dei grindings del Q1 2026 del 13% rispetto al Q4 2025 e del 5% rispetto al Q1 2025su livelli record per il trimestreA livello cumulato (Q4 25 + Q1 26), i volumi hanno raggiunto le 420.525 t, +0,3% rispetto allo stesso periodo 24/25.

A livello cumulato 25/26 (Q4+Q1) i grindings complessivi nelle tre aree rimangono inferiori del 4,4% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna, al livello più basso per il trimestre dalla campagna 16/17.

Nello scenario Areté, i consumi globali 25/26 sono attesi aumentare dello 0,7% rispetto alla campagna precedente, rispetto a un tasso di crescita medio nelle ultime otto campagne del +2%.

In tale scenario, l’aumento produttivo globale 25/26 – stimato da Areté del +3% - lascia spazio a un recupero del livello di stock e porta il mercato in una condizione di surplus di 222.000 t.

Condizioni climatiche favorevoli in Africa occidentale hanno sostenuto un buon andamento del main crop e stanno supportando anche il mid crop in corso. Il miglioramento della disponibilità di prodotto, con l’avvio della commercializzazione dei raccolti intermedi, è evidente anche nei dati sugli arrivi ai porti in Costa d’Avorio: a livello cumulato (1° ottobre –12 aprile) si attestano a 1,46 Mio t, in lieve aumento (+0,5%) rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna.

Inoltre, gli stock di certificati di borsa - pur rimanendo su livelli storicamente contenuti – continuano a recuperare: nella prima metà di aprile si registra un aumento dell’11% rispetto a marzo e del 28% su base annua.

Tuttavia, il potenziale ribassista legato al miglioramento del livello di approvvigionamento, risulta in larga parte già stato scontato dal mercato, e si scontra con un contesto macroeconomico e geopolitico incerto e rischioso anche per i potenziali impatti sulla prossima campagna.

I prezzi della fava di cacao sul mercato finanziario ICE Europe, infatti, dopo aver toccato valori inferiori a 2.030 £/t a fine febbraio (-77% da gennaio 2025), hanno registrato un rimbalzo del 26%, con puntate superiori anche alle 2.600 £/t.

A sostenere le quotazioni nelle ultime settimane hanno contribuito in particolare:

  • La ripartenza degli acquisti da parte dei trader, favorita dalla riduzione dei prezzi minimi garantiti agli agricoltori in Africa occidentale (-30% in Ghana e -57% in Costa d’Avorio rispetto alla scorsa campagna). In questo contesto, il Conseil du Café-Cacao, ha dichiarato che le vendite a termine di cacao per la stagione 26/27 in Costa d’Avorio hanno raggiunto 800.000 t a inizio aprile, in marcato aumento rispetto alle 350.000 t vendute a marzo.
  • Le tensioni derivanti dal conflitto in Medio Oriente. La chiusura dello Stretto di Hormuz sta infatti contribuendo a ridurre la disponibilità di fertilizzanti e ad aumentare i costi lungo la logistica globale: noli marittimi, assicurazioni e carburanti risultano in rialzo, con un conseguente incremento dei costi di importazione del cacao e un effetto di sostegno sui prezzi internazionali.

In particolare, l’aumento dei costi produttivi, in un contesto di prezzi minimi garantiti inferiori rispetto alla scorsa campagna rappresenta un potenziale limite agli investimenti e alla produttività nella campagna 26/27.

  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade


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