I prezzi internazionali dello zucchero quotati su The ICE, a livello medio, registrano un lieve rimbalzo tra novembre e dicembre, +1,65% il grezzo e +0,65% il bianco, confermando tuttavia livelli sensibilmente inferiori rispetto a quelle di dicembre 2024; rispettivamente -27% e -20%. Il premio dello zucchero bianco sul grezzo è di circa 98 $/t, in linea con la media delle ultime dieci campagne.
Il Dipartimento dell’Agricoltura USA, nel report Sugar: World Markets and Trade, conferma le aspettative di una campagna 2025/26 caratterizzata da una produzione globale abbondante, ai massimi dalla campagna 2017/18 (+4,6% rispetto alla 2024/25). L’aumento della produzione, riconducibile soprattutto al maggior output previsto nelle principali aree di esportazione (Brasile +1,6%, India +25,9% e Tailandia +2,1%), risulta più che proporzionale rispetto all’aumento previsto per i consumi (+1,3%), comportando un surplus di 2,15 Mio t e un rimbalzo di oltre 5 punti percentuali delle scorte.
L’elevato livello di offerta nelle aree di esportazione, che rappresenta il principale fattore ribassista, è riscontrabile anche in altri dati:
In Unione Europeo i prezzi confermando una tendenza ribassista e di convergenza verso l’export parity. Lo spot UE da agosto 2025 ha segnato un -21% raggiungendo i minimi dal 2021 a circa 500 €/t.
Oltre al calo dei prezzi internazionali (e alle aspettative dello sblocco dei transiti tramite Suez), a spingere a ribasso le quotazioni europee è soprattutto un’offerta interna più abbondante delle aspettative.
La Commissione Europea ha pubblicato un aggiornamento dei fondamentali 2025/26 rivedendo a rialzo per la seconda volta la produzione. Rese ai massimi dalla campagna 2017/18 andrebbero a compensare buona parte dell’impatto del calo delle aree (-11%), mantenendo la produzione a circa 16 Mio t (-3% rispetto al 2024/25, ma +5,5% rispetto alla prima previsione di giugno di 15,2 Mio t). Nello scenario Areté le scorte finali delle ultime tre campagne differiscono leggermente riaspetto allo scenario ufficiale per via della correzione sul calcolo apportata al dato ufficiale per la campagna 2023/24.
In un contesto di consumi previsti sostanzialmente stabili, il mercato si trova così eccedentario, con l’UE prevista rimanere un’area di esportazione per la terza campagna consecutiva. Se inizialmente la previsione era infatti di un import netto 2025/26 di circa 400k t, oggi il dato è stato rivisto a -700k t.
Inoltre, a fine ottobre è stato approvato l’innalzamento delle quote a dazio zero dall’Ucraina a 100k t: si tratta di una quantità inferiore ai 400-500k t del 2022/23 e del 2023/24 ma superiore ai circa 20k t concessi in precedenza, in linea con i quantitativi pre-conflitto.
Il CEFS (Comitato Europeo dei Produttori di Zucchero) e il CIBE (Confederazione Internazionale dei Bieticoltori Europe) hanno lanciato un allarme congiunto alle istituzioni UE anticipando un possibile ulteriore calo delle aree a bietola nella prossima campagna. La Commissione prevede un calo strutturale delle aree nei prossimi 10 anni (-5%).