Zucchero

Frenano i cali sui prezzi internazionali, in UE continua la tendenza ribassista

Lunedì, 26 Gennaio 2026

Nelle prime settimane di gennaio i prezzi finanziari dello zucchero si sono mantenuti sui minimi dal 2021: -25% lo zucchero grezzo e -22% lo zucchero bianco quotati su The ICE rispetto alla media delle ultime 5 campagne.

A pesare è soprattutto l’offerta globale che ha contribuito ad una parziale ricostruzione delle scorte.

  • Brasile: i dati UNICA (associazione dei produttori) indicano che la produzione 2025/26 (apr-mar) al 1° gennaio aveva raggiunto 40,2 Mio t, +0,9% rispetto allo stesso periodo della campagna 2024/25 e il secondo valore più alto di sempre. Anche le esportazioni, nonostante in leggero calo rispetto alla scorsa campagna (-5%), si mantengono su livelli del +11% rispetto alla media quinquennale tra aprile e dicembre.
  • India: secondo ISMA (associazione dei trasformatori) la produzione 2025/26, a metà gennaio, aveva raggiunto le 15,9 Mio t, un record per il periodo e +22% rispetto allo scorso anno.
  • Mondo: il Dipartimento dell’Agricoltura USA prevede un incremento della produzione 2025/26 del 4,6%, più che proporzionale rispetto all’aumento dei consumi (+1,3%), che comporterebbe un surplus di 2,15 Mio t e un rimbalzo di oltre 5 punti percentuali delle scorte.

Tuttavia, nell’ultimo mese, le quotazioni internazionali hanno registrato un leggero rimbalzo: tra novembre e gennaio, +1,4% lo zucchero grezzo e +0,8% il bianco. A pesare sono soprattutto le proiezioni di alcuni operatori di una produzione brasiliana 2026/27 inferiore del 4% rispetto alla campagna corrente, e fattori esogeni come la debolezza del dollaro e la volatilità rialzista sui prezzi del petrolio (+1,9% il WTI in media tra dicembre e gennaio).

A livello europeo i prezzi confermano una tendenza ribassista di convergenza verso l’export-parity: a gennaio sono stati registrati ulteriori cali (-5% lo spot Europa e -3,9% il consegnato Centro-Nord Italia rispetto a dicembre), mantenendo le quotazioni ai minimi dal 2021.

Oltre a prezzi internazionali inferiori risetto alla scorsa campagna (e alle aspettative dello sblocco dei transiti tramite Suez), a spingere a ribasso le quotazioni europee è soprattutto un’offerta interna più abbondante delle aspettative.

La Commissione Europea ha confermato come, rese ai massimi dalla campagna 2017/18, compensino buona parte dell’impatto del calo delle aree (-11%), mantenendo la produzione a circa 16 Mio t (-3% rispetto al 2024/25, ma +5,5% rispetto alla prima previsione di giugno di 15,2 Mio t). Nello scenario Areté le scorte finali delle ultime tre campagne differiscono leggermente riaspetto allo scenario ufficiale per via della correzione sul calcolo apportata al dato ufficiale per la campagna 2023/24.

In un contesto di consumi previsti sostanzialmente stabili, il mercato si trova così eccedentario, con l’UE prevista rimanere un’area di esportazione per la terza campagna consecutiva. Se inizialmente la previsione era infatti di un import netto 2025/26 di circa 400k t, oggi il dato è stato rivisto a -700k t.

A fine ottobre è stato approvato l’innalzamento delle quote a dazio zero dall’Ucraina a 100k t: si tratta di una quantità inferiore ai 400-500k t del 2022/23 e del 2023/24 ma superiore ai circa 20k t concessi in precedenza, in linea con i quantitativi pre-conflitto. Inoltre, il possibile approssimarsi di un accordo UE-Mercosur pone un ulteriore spunto ribassista per le quotazioni: sarebbero ammesse nell'UE senza dazi 180k t di zucchero di canna grezzo all’interno della quota CXL importabile già esistente. Tuttavia, una diminuzione dei prezzi del 5% associato a un aumento del 5% dei volumi delle importazioni preferenziali o a un calo del 5% dei prezzi all'importazione darebbe luogo ad un’inchiesta che potrebbe portare alla sospensione del regime preferenziale.

Il CEFS (Comitato Europeo dei Produttori di Zucchero) e il CIBE (Confederazione Internazionale dei Bieticoltori Europe) hanno lanciato un allarme congiunto alle istituzioni UE anticipando un possibile ulteriore calo delle aree a bietola nella prossima campagna. La Commissione prevede un calo strutturale delle aree nei prossimi 10 anni (-5%). Alcuni produttori stanno chiedendo agli agricoltori di ridurre le superfici coltivate tra il 10% e il 25%, offrendo come compensazione premi sui prezzi di mercato della barbabietola nella prossima campagna.

 

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