A giugno i prezzi internazionali dello zucchero hanno seguito andamenti divergenti: rispetto a maggio, lo zucchero grezzo quotato su The ICE ha registrato un calo del 6,1%, mentre lo zucchero bianco un aumento dell’1,2%. Questa divergenza ha comportato uno spread nearby (premio del bianco sul grezzo) di 140 $/t a giugno, il massimo degli ultimi due anni.
I cali sullo zucchero grezzo sono stati guidati principalmente dall’allentamento delle tensioni geopolitiche nei Paesi del Golfo Persico, che hanno determinato un calo sui prezzi del petrolio (-15% il WTI tra maggio e giugno) e all’aspettativa di minori perturbazioni sui flussi globali di trade. Tuttavia, nonostante i ribassi sui prezzi del petrolio, l’incentivo alla produzione di etanolo rimane elevato: secondo i dati di Unica (associazione dei produttori), al 1° giugno la produzione di zucchero in Brasile Centro-Sud risultava inferiore del 2% rispetto alla scorsa campagna nonostante un aumento del 16% della canna processata, mentre nello stesso periodo la produzione di etanolo è aumentata del 32%.
I prezzi dello zucchero bianco invece hanno risentito maggiormente di una minore offerta asiatica:
A livello europeo, i prezzi Spot Europa e Consegnato Centro-Nord Italia nella campagna corrente sono stati in media ai livelli più bassi delle ultime cinque campagne. La più recente revisione del bilancio di offerta e domanda della Commissione Europea ha confermato un’ampia disponibilità di prodotto nella campagna corrente grazie a rese e stock iniziali a massimi pluriennali. Si conferma il ruolo di esportatore netto ed un accumulo di scorte ai massimi dal 2014.
Tuttavia, negli ultimi mesi i prezzi europei hanno registrato aumenti (+6,3% lo Spot Europa e +6,1% il Consegnato Centro-Nord Italia tra febbraio e giugno) a fronte dell’aspettativa di una minore produzione nella campagna 2026/27.
Secondo le prime proiezioni pubblicate dalla Commissione, la produzione è prevista a 14,1 Mio t, -15% rispetto alla campagna corrente e ai minimi dal 2013. Al calo delle aree dell’8% si aggiungerebbe un ritorno delle rese verso la media storica (-6% rispetto al 2025/26). Il dato risulta sostanzialmente in linea con le precedenti anticipazioni Areté.
Nonostante stock iniziali in aumento del 14% rispetto al 2025/26 e consumi sostanzialmente stabili (-0,4%) l’UE è prevista tornare un’area importatrice, dopo tre campagne di esportazione netta, con un rimbalzo dell’import del 43% e un calo dell’export del 20%. L’importazione netta di zucchero tal quale passerebbe infatti da circa -0,75 Mio t a 0,7 Mio t. Da monitorare potenziali revisioni a ribasso delle rese in un contesto di temperature molto elevate, come evidenziato dall’ultimo MARS Bulletin della Commissione, nonostante la resa barbabietola sia attualmente stimata ancora al di sopra della media quinquennale.
Risulta inoltre attiva la sospensione del Regime di Perfezionamento Attivo (IPR) per lo zucchero grezzo, che permette di importare in esenzione da dazio zucchero per essere processato e ri-esportato. La sospensione è entrata in vigore il 27 maggio e durerà un anno, con una revisione degli effetti entro sei mesi, e non vale per le importazioni di zucchero bianco che potranno continuare a beneficiare del regime IPR. In media, nelle ultime 3 campagne sono state importate 491 k t di zucchero grezzo sotto l’IPR, che potranno essere compensate solo parzialmente dalle 190 k t a dazio zero dal Mercosur, per cui l’Interim Agreement è entrato in vigore dal 1° maggio.