Zucchero

2026/27: produzione UE ai minimi dal 2013

Lunedì, 29 Giugno 2026

A giugno i prezzi internazionali dello zucchero hanno seguito andamenti divergenti: rispetto a maggio, lo zucchero grezzo quotato su The ICE ha registrato un calo del 6,1%, mentre lo zucchero bianco un aumento dell’1,2%. Questa divergenza ha comportato uno spread nearby (premio del bianco sul grezzo) di 140 $/t a giugno, il massimo degli ultimi due anni.

I cali sullo zucchero grezzo sono stati guidati principalmente dall’allentamento delle tensioni geopolitiche nei Paesi del Golfo Persico, che hanno determinato un calo sui prezzi del petrolio (-15% il WTI tra maggio e giugno) e all’aspettativa di minori perturbazioni sui flussi globali di trade. Tuttavia, nonostante i ribassi sui prezzi del petrolio, l’incentivo alla produzione di etanolo rimane elevato: secondo i dati di Unica (associazione dei produttori), al 1° giugno la produzione di zucchero in Brasile Centro-Sud risultava inferiore del 2% rispetto alla scorsa campagna nonostante un aumento del 16% della canna processata, mentre nello stesso periodo la produzione di etanolo è aumentata del 32%.

I prezzi dello zucchero bianco invece hanno risentito maggiormente di una minore offerta asiatica:

  • India: nella campagna corrente le stime di produzione sono state progressivamente riviste a ribasso da ISMA (Associazione dei Produttori) a causa del meteo sfavorevole. Questo ha portato il Governo indiano a sospendere nuovamente le esportazioni, e secondo operatori di mercato porterebbe le scorte finali della campagna in corso a 3,5 Mio t, il livello più basso in oltre 30 anni. Inoltre, per il 2026/27 AISTA (associazione di commercianti) prevede un calo della disponibilità di canna da zucchero a causa delle scarse precipitazioni durante la stagione dei monsoni. L’output di zucchero rischia di essere ulteriormente limitato dal forte incentivo alla produzione di etanolo, favorito dall’abolizione delle accise sui carburanti con una percentuale di blending del 22% e del 30%.
  • Thailandia: il Dipartimento di Agricoltura Statunitense USDA prevede un calo produttivo del 15,6%nel 2026/27 per via di un decremento delle superfici di canna da zucchero. L’agenzia governativa OCSB (Office of the Cane and Sugar Board) ha stabilito un prezzo al produttore al di sotto dei costi di produzione. 

A livello europeo, i prezzi Spot Europa e Consegnato Centro-Nord Italia nella campagna corrente sono stati in media ai livelli più bassi delle ultime cinque campagne. La più recente revisione del bilancio di offerta e domanda della Commissione Europea ha confermato un’ampia disponibilità di prodotto nella campagna corrente grazie a rese e stock iniziali a massimi pluriennali. Si conferma il ruolo di esportatore netto ed un accumulo di scorte ai massimi dal 2014.

Tuttavia, negli ultimi mesi i prezzi europei hanno registrato aumenti (+6,3% lo Spot Europa e +6,1% il Consegnato Centro-Nord Italia tra febbraio e giugno) a fronte dell’aspettativa di una minore produzione nella campagna 2026/27.

Secondo le prime proiezioni pubblicate dalla Commissione, la produzione è prevista a 14,1 Mio t, -15% rispetto alla campagna corrente e ai minimi dal 2013. Al calo delle aree dell’8% si aggiungerebbe un ritorno delle rese verso la media storica (-6% rispetto al 2025/26). Il dato risulta sostanzialmente in linea con le precedenti anticipazioni Areté.

Nonostante stock iniziali in aumento del 14% rispetto al 2025/26 e consumi sostanzialmente stabili (-0,4%) l’UE è prevista tornare un’area importatrice, dopo tre campagne di esportazione netta, con un rimbalzo dell’import del 43% e un calo dell’export del 20%. L’importazione netta di zucchero tal quale passerebbe infatti da circa -0,75 Mio t a 0,7 Mio t. Da monitorare potenziali revisioni a ribasso delle rese in un contesto di temperature molto elevate, come evidenziato dall’ultimo MARS Bulletin della Commissione, nonostante la resa barbabietola sia attualmente stimata ancora al di sopra della media quinquennale.

Risulta inoltre attiva la sospensione del Regime di Perfezionamento Attivo (IPR) per lo zucchero grezzo, che permette di importare in esenzione da dazio zucchero per essere processato e ri-esportato. La sospensione è entrata in vigore il 27 maggio e durerà un anno, con una revisione degli effetti entro sei mesi, e non vale per le importazioni di zucchero bianco che potranno continuare a beneficiare del regime IPR. In media, nelle ultime 3 campagnesono state importate 491 k t di zucchero grezzo sotto l’IPR, che potranno essere compensate solo parzialmente dalle 190 k t a dazio zero dalMercosur, per cui l’Interim Agreement è entrato in vigore dal 1° maggio. 

  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade


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