I prezzi internazionali dello zucchero sono animati da spiccata volatilità e faticano a consolidare il trend deflattivo registratosi nel 2024. Da inizio marzo +4,8% lo zucchero grezzo e +2,5% lo zucchero bianco quotati su The ICE.
Gli operatori non-commerciali, dopo una fase di posizionamento in ipervenduto (tra gennaio e fine febbraio) sono tornati in iper-comprato, fornendo supporto ai prezzi.
Tra i principali fattori rialzisti segnaliamo soprattutto le criticità che caratterizzano l’offerta 24/25 dalle due principali aree di produzione ed esportazione:
Tuttavia, a calmierare i rialzi vi è la prospettiva dell’imminente inizio della nuova campagna brasiliana (2025/26), che, secondo molti operatori di mercato, registrerebbe un aumento produttivo. Nonostante la minore disponibilità di canna da zucchero, l’aumento della remuneratività rispetto all’etanolo e la debolezza del Real brasiliano comporterebbero una maggior incentivo alla conversione della canna in zucchero.
In UE i livelli di stock risultano ancora relativamente elevati, mantenendo il mercato approvvigionato. L’andamento degli scambi riflette la congiuntura di abbondanza: da inizio campagna al 19 marzo import ed export hanno segnato rispettivamente un -75% e un +30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Tuttavia, come previsto, le tensioni sui prezzi internazionali, unitamente a costi degli input produttivi elevati (energia e fertilizzanti in primis) e alle aspettative di una contrazione delle aree per la campagna 2025/26 stanno trasmettendo rialzi al mercato spot e forward.
Da fine 2024 i prezzi spot in UE e Italia sono aumentati di circa il 14% superando abbondantemente i 600 €/t.
Da inizio anno l’UE ha importato 18.651 t dall’Ucraina, beneficiando di un contingente a dazio zero di 109.438 t disponibile fino a inizio giugno. Tuttavia, i produttori stanno facendo pressione alla Commissione affinché questi contingenti non vengano riproposti per la campagna 25/26.