A marzo le quotazioni finanziarie dello zucchero si sono riportate sui massimi da inizio campagna. Su base mensile, i prezzi medi hanno registrato un incremento del +2,4% per lo zucchero grezzo e del +5,4% per lo zucchero bianco sui contratti quotati all’ICE.
La dinamica più sostenuta del segmento raffinato ha comportato un ampliamento dell’arbitraggio (premio nearby del raffinato sul grezzo), sui livelli più elevati della campagna. In media a marzo il premio si è attestato a 105,3 $/t, +16% rispetto a febbraio e +10% rispetto alla media dei primi mesi della campagna 2025/26.
Il principale fattore rialzista risulta l’aumento del prezzo del petrolio, in un contesto segnato dalle tensioni in Medio Oriente. Il legame con il comparto energetico si conferma centrale: prezzi più elevati del petrolio, oltre a gravare su costi di trasformazione e trasporto, incentivano i produttori a destinare una quota maggiore di canna da zucchero alla produzione di etanolo, comprimendo l’offerta disponibile per il mercato saccarifero.
Da segnalare anche le proiezioni di una campagna 2026/27 di calo dell’offerta in Brasile. Secondo Safras & Mercado nella campagna 2026/27 (aprile–marzo), la produzione brasiliana calerebbe infatti del 7,4%. Nonostante un aumento della produzione di canna di oltre il 3%, la produzione di zucchero verrebbe rallentata da un aumento della produzione di etanolo. L’export di zucchero è previsto calare del 15%.
Tuttavia, i prezzi dello zucchero restano significativamente al di sotto dei livelli registrati un anno fa, -23% il grezzo e -20% il raffinato rispetto a marzo 2025. A calmierare gli effetti spillover derivanti dai rialzi energetici è soprattutto una congiuntura offerta elevata.
In Brasile la campagna sta ormai giungendo al termine e, al 16 marzo, la produzione nel Centro-Sud risultava superiore dello 0,7% rispetto alla campagna precedente. L’abbondante output ha sostenuto le esportazioni, con un incremento cumulato dall’inizio della campagna (aprile) fino a febbraio pari al +10% rispetto alla media quinquennale, mentre a febbraio le spedizioni mensili hanno segnato un +22% a/a, attestandosi a 2,23 Mio t.
India: ISMA ha ridotto la stima di produzione netta 2025/26 a 29,3 Mio t (da 30,95), a causa di precipitazioni eccessive che hanno penalizzato le rese. Tuttavia, il dato resta in aumento del +12% su base annua. L’associazione dei commercianti AISTA prevede invece un output totale a 28,3 Mio t, +8% rispetto alla campagna 2024/25.
In Thailandia la produzione a metà marzo aveva raggiunto 10,4 Mio t, il livello più alto dal 2023/23, sostenuto da migliori rese e contenuto zuccherino, secondo l’ente governativo OCSB.
Sul fronte logistico, le tensioni in Medio Oriente avevano inizialmente alimentato timori per possibili interruzioni nei flussi verso le raffinerie del Golfo. Tuttavia, fonti di mercato indicano che Al Khaleej Sugar, la principale raffineria mondiale con sede a Dubai, continua a operare regolarmente, garantendo piena operatività nelle attività di import-export e riducendo le pressioni sul mercato. La raffineria sfrutta i porti di Fujairah, Khorfakan e Sohar, tutti situati al di fuori dello Stretto di Hormuz, assicurando continuità logistica e mitigando i rischi geopolitici sulle forniture.
A livello europeo, nonostante le scorte elevate che si sono accumulate nel corso della campagna grazie ad una produzione 2025/26 al di sopra delle aspettative iniziali (vedi precedente highlight), i prezzi hanno subito un’inversione di tendenza: a marzo, rispetto a febbraio, +2,11% lo zucchero Spot Europa e +2,04% il Consegnato Centro-Nord Italia.
Oltre alle tensioni sulle quotazioni internazionali, a guidare gli aumenti sono le aspettative di minori semine per la campagna 2026/27, iniziate nelle ultime settimane: a fronte dei cali di prezzo degli ultimi mesi, alcuni produttori stanno chiedendo agli agricoltori di ridurre le superfici coltivate tra il 10% e il 25%, offrendo come compensazione premi sui prezzi di mercato della barbabietola.
Nello scenario Areté le aree 2026/27 sono state riviste a ribasso, e sono ora previste in calo del 5,5%. Ipotizzando rese medie, le proiezioni sarebbero di un calo produttivo dell’11%, con un ritorno dell’UE ad un ruolo di importatore netto ed una graduale erosione delle scorte. Inoltre, la Commissione ha confermato l’intenzione di sospendere il regime doganale di perfezionamento attivo (RPA) per lo zucchero. Si tratta del sistema che permette di importare prodotti senza dazi doganali, a condizione che vengano trasformati all’interno dell’Unione europea e poi esportati verso un paese terzo. Tuttavia, ancora non sono chiare le procedure e le tempistiche per attuare la sospensione.
Da segnalare che la Commissione Europea ha concluso i negoziati per un accordo di libero scambio (FTA) con l’Australia. Per lo zucchero, è prevista l’introduzione di un contingente a dazio zero di 35k t nel corso di tre anni (17,5k all’entrata in vigore), oltre che la rimozione del dazio di 98 €/t sul contingente CXL attualmente in vigore di 9,9k t. L’impatto sui prezzi europei risulterebbe tuttavia limitato, considerando che negli ultimi anni l’Australia ha fornito meno dello 0,1% delle importazioni europee di zucchero tal quale. Inoltre, l’aumento dei costi energetici e di trasporto potrebbe comunque rendere non conveniente l’importazione di zucchero dall’Australia, a favore di origini più vicine seppure soggette ai dazi CXL.
Si segnala in aggiunta che dal 1° maggio entrerà in vigore dell’Interim Agreement con il Mercosur, che concede l’ingresso di 180k t dal Brasile di zucchero esenti da dazio all’interno delle quote CXL già esistenti e di 10k t dal Paraguay.