A febbraio i prezzi finanziari dello zucchero hanno confermato una tendenza ribassista. Rispetto a gennaio, a livello medio -3,8% lo zucchero grezzo e -4% lo zucchero bianco, e entrambe le referenze quotano su livelli di oltre il 20% inferiori rispetto alla media delle ultime 5 campagne. Il premio dello zucchero bianco sul grezzo nella campagna corrente è stato in media 95,6 $/t, -14% rispetto alla media delle ultime 5 campagne ma ancora +6% rispetto alla media decennale.
Il principale fattore ribassista è rappresentato dalle proiezioni di un surplus globale 2025/26, con rimbalzi produttivi nelle principali aree di esportazione in un contesto di rallentamento della domanda:
Tuttavia, i ribassi dei prezzi sono attenuati dalle tensioni sui prezzi del petrolio (+7,1% in media il WTI tra gennaio e febbraio, con ulteriori rialzi ad inizio marzo a fronte del conflitto in Medio Oriente e dell’interruzione dei transiti tramite Hormuz), e dal rafforzamento del Real brasiliano rispetto al dollaro (+2,75% tra gennaio e febbraio), che incentiva la produzione di etanolo a discapito dello zucchero.
Attraverso Hormuz transita circa il 30% del petrolio scambiato a livello globale. I rialzi sui prezzi del petrolio sono stati in parte attenuati da fondamentali ancora solidi (produzione globale elevata e domanda debole) e dalla decisione dei membri dell’OPEC+, che hanno annunciato per aprile un aumento della produzione pari a 206.000 barili al giorno, superiore ai 137.000 barili ipotizzati nei giorni precedenti l’inizio del conflitto.
In Unione Europea i prezzi hanno registrato ulteriori ribassi a febbraio (-1% lo Spot Europa ed il Consegnato Centro-Nord Italia rispetto a gennaio) a fronte di una produzione 2025/26 più elevata rispetto alle aspettative iniziale (vedi precedenti highlight) che sta mantenendo l’Unione Europea una area di esportazione con livelli di stock su massimi pluriennali. Inoltre, a fine febbraio è entrato in vigore l’Interim Agreement con il Mercosur, che concede l’ingresso di 180k t dal Brasile di zucchero esenti da dazio all’interno delle quote CXL già esistenti e di 10k t dal Paraguay.
Tuttavia, il trend ribassista è rallentato dalla prospettiva di un calo delle superfici per la campagna 2026/27. Alcuni produttori stanno chiedendo agli agricoltori di ridurre le superfici coltivate tra il 10% e il 25%, offrendo come compensazione premi sui prezzi di mercato della barbabietola nella prossima campagna.
Nello scenario Areté le aree sono previste in calo del 3%. Ipotizzando rese medie, le proiezioni sarebbero di un calo produttivo del 9%, con un ritorno dell’UE verso il ruolo di importatore netto ed una graduale erosione delle scorte. Inoltre, in occasione del Consiglio dei ministri europei dell’Agricoltura dello scorso 26 gennaio, il commissario europeo per l’Agricoltura, Christophe Hansen, ha annunciato la sua intenzione di sospendere il regime doganale di perfezionamento attivo (Rpa) per lo zucchero. Si tratta del sistema che permette di importare prodotti senza dazi doganali, a condizione che vengano trasformati all’interno dell’Unione europea e poi esportati verso un paese terzo. Tuttavia, ancora non sono chiare le procedure e le tempistiche per attuare la sospensione.