Mais

USDA rivede a rialzo aree e rese, portando la produzione 2025/26 a 425 Mio t

Mercoledì, 13 Agosto 2025

A luglio i prezzi del mais hanno avuto andamenti differenziati. Sul mercato statunitense si sono continuati a registrare ribassi, spinti dall’aspettativa di un raccolto 2025/26 record: in media, rispetto a giugno, -5,5% sulla prima scadenza di CME. Al contrario, i prezzi sulle piazze europee sono aumentati, spinti dalle preoccupazioni dell’impatto negativo che l’ammanco idrico in Est Europa può avere sul nuovo raccolto: rispetto a giugno, +6,9% su Euronext, +8,2% il c.tto 103 su Bologna e +5% il mais ad uso alimentare su Milano.

Questo ha portato lo spread tra di prezzi finanziari europei e statunitensi oltre i 70 €/t a fine luglio, +71% rispetto allo spread medio delle ultime 5 campagne, ed a fronte dell’ulteriore calo dei prezzi USA nelle prime settimane di agosto (-5,9% rispetto a luglio) i prezzi su Euronext hanno interrotto la fase rialzista, registrando un calo del 9,4% tra il 31 luglio e il 12 agosto.

Gli sviluppi più rilevanti relativi ai principali player sono i seguenti:

  • Stati Uniti: il ritmo particolarmente sostenuto delle esportazioni ha portato ad un’ulteriore revisione a rialzo dell’export 2024/25 al record di 71,6 Mio t, +23% rispetto alla scorsa campagna e +1,8 Mio t rispetto alla stima precedente. Nonostante una revisione a ribasso dei consumi, gli stock finali sono ora previsti a 33,2 Mio t, il livello più basso dal 2020/21. Per la campagna 2025/26 sono state riviste a rialzo aree e rese, entrambe previste a livello record, portando la previsione di produzione a 425,3 Mio t, +13% rispetto al 2024/25 e +26,3 Mio t rispetto alla stima precedente. Questa forte revisione a rialzo consentirebbe maggiori consumi, soprattutto ad uso feed considerando i prezzi ridotti, ed esportazioni (rispettivamente +4,4% e +2% rispetto al 2024/25), ma anche un deciso accumulo di scorte, che a 53,8 Mio t tornerebbero ai massimi delle ultime 7 campagne (+62% vs 2024/25). Il rapporto stock/utilizzi è quindi previsto aumentare a 13,3%, indice di un mercato che ritrova un livello di abbondanza elevato. Tuttavia, la stima di USDA risulta superiore a quella media anticipata dagli operatori di mercato, che si attestava sui 406 Mio t.
  • Ucraina: USDA ha rivisto a ribasso le esportazioni per la campagna corrente a 21 Mio t, a fronte di un export cumulato a fine giugno che aveva raggiunto 19,1 Mio t (-28% rispetto all’anno scorso). La produzione 2025/26 è stata rivista a rialzo di 1,5 Mio t a 32 Mio t, +19,4% rispetto alla scorsa campagna. Anche il Ministero dell’Economia ucraino ha rivisto a rialzo di 2 Mio t la previsione per il prossimo raccolto. Questo permetterebbe maggiori esportazioni (25,5 Mio t, +21,4% rispetto alla scorsa campagna ma ancora al di sotto della media quinquennale).
  • Unione Europea: a fronte delle difficoltà meteorologiche che stanno caratterizzando l’Est Europa per la seconda campagna consecutiva è stata rivista a ribasso di 2 Mio t la previsione di produzione USDA 2025/26 a 58 Mio t, ora prevista in calo (-2,2%) rispetto alla campagna corrente. Anche la Commissione Europea ha rivisto a ribasso del 7% il raccolto 2025/26, previsto in linea con il 2024/25. In Francia le condizioni colturali sono migliori solo del 2022, anno caratterizzato da una fortissima siccità, ed Agreste prevede un calo produttivo del 6%. Secondo USDA, la minore produzione porterebbe ad un aumento delle importazioni del 2% a 22 Mio t, +1,5 Mio t rispetto alla stima precedente.
  • Sud America: sia in Brasile che in Argentina la raccolta sta entrando nelle fasi finali, e la produzione si conferma abbondante in entrambi i Paesi. Anche per la campagna 2025/26 si confermano prospettive elevate sia in termini di raccolto che di esportazione.

 

  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade


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