Mais

Prima stima USDA 2026/27: produzione USA in calo del 6%, mercato mondiale in deficit

Mercoledì, 13 Maggio 2026

Dopo un mese di aprile con prezzi mediamente stabili, nelle prime settimane di maggio le quotazioni internazionali del mais hanno registrato aumenti: in media, rispetto ad aprile, +2,3% la prima scadenza di CME e +3,9% quella di Euronext, che ha raggiunto i massimi da agosto 2023. Anche i prezzi del mais c.tto 103 sul listino di Bologna hanno continuato nel trend inflattivo, con un aumento medio del 4% rispetto ad aprile.

I principali fattori rialzisti rimangono le tensioni geopolitiche nei Paesi del Golfo ed i conseguenti aumenti su input energetici e fertilizzanti, e la forte concentrazione del mercato sul prodotto statunitense, con commitments al 30 aprile in aumento del 28% rispetto allo scorso anno. I raccolti sudamericani infatti, rivisti a rialzo nell’ultimo report di USDA avvicinandosi alle stime di Conab e della Bolsa de Cereales, devono ancora arrivare sul mercato: in Argentina la raccolta è al 30%, mentre in Brasile quella di mais di secondo raccolto dovrebbe cominciare nelle prossime settimane.

USDA ha anche pubblicato i primi scenari per la campagna 2026/27:

  • USA: la produzione è attesa in calo del 6% a fronte di una riduzione delle aree del 4% e di un ritorno delle rese verso il trend storico (-2%). Tuttavia, gli abbondanti stock iniziali (+38%) compenserebbero parzialmente il calo, e gli utilizzi rimarrebbero i secondi più alti di sempre. Le scorte risulterebbero in calo (-9%) ma ancora superiori del 19% rispetto alla media quinquennale. Le semine a livello nazionale procedono in anticipo rispetto alla media quinquennale, ma in alcuni stati specifici sono riportati ritardi (in particolare in Iowa a causa delle piogge).
  • Ucraina: la produzione è prevista in calo del 3% a causa di superfici inferiori non compensate da un aumento delle rese. Tuttavia, grazie a scorte iniziali elevate, le esportazioni vedrebbero un ulteriore aumento a 23 Mio t (+5%). Attualmente le semine risultano in ritardo rispetto allo scorso anno, e permane una situazione di ammanco idrico.
  • Unione Europea: la produzione è prevista in leggero aumento (+1%) grazie ad un recupero delle rese che più che compensa il calo delle superfici (-5%). Il fabbisogno di importazione è previsto mantenersi elevato (+5,4%) a fronte di scorte iniziali ai minimi dal 2008. Nonostante la previsione di un aumento delle rese, condivisa anche dalla Commissione Europea, si segnalano condizioni siccitose in Est Europa che stanno limitando le semine e che rischiano di impattare negativamente le rese. Inoltre, attualmente la Commissione stima un calo delle superfici seminate in Francia del 5%, ma Agreste lo prevede all’11%.
  • Sud America: la produzione è prevista raggiungere un nuovo record in Brasile (+3%), dove andrebbe ad alimentare principalmente i consumi interni, mentre per l’Argentina è previsto un calo del 7% dopo il record della campagna corrente. Si tratta tuttavia di superfici che verranno seminate nel corso del prossimo inverno, e quindi di stime che potranno essere soggette a forti revisioni.
  • Mondo: la produzione è prevista in calo dell’1%, con un mercato che tornerebbe in deficit dopo il surplus 2025/26.
  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade


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