Frumento Tenero

Mercati finanziari stabili e primi segnali di ribasso sulle quotazioni italiane

Mercoledì, 11 Febbraio 2026

A fronte di mercati finanziari che hanno mostrato qualche segnale di recupero, pur in un contesto di sostanziale stabilitàda inizio gennaio il mercato nazionale ha cominciato a far registrare qualche timido segnale di ribasso (1,6% tra inizio gennaio ed inizio febbraio per il frumento n.3 quotato a Bologna), raggiungendo il livello più basso dallo scorso luglio. Il premio di prezzo rispetto alle quotazioni del mais resta tuttavia al di sotto della media stagionale sulle principali piazze (CME, Matif, Bologna), in un contesto di mercato molto ben approvvigionato, favorendo la domanda del settore mangimistico.

Le temperature nell'emisfero nord stanno tornando in linea con le medie stagionali, dopo l'ondata di gelo che ha generato preoccupazioni per il possibile fenomeno di winterkill sia negli USA, che in Russia, Ucraina ed UE. L'effettivo impatto delle temperature potrà essere valutato all'uscita del frumento dalla fase di domienza, ma per il momento le condizioni del frumento invernale nel principale Stato produttore USA si mantengono al di sopra del livello dello scorso anno, nonostante anche una siccità diffusa. 

La domanda internazionale di frumento tenero si mantiene vivace, guidata dai recenti acquisti dell'Arabia Saudita e dell'Algeria. Le vendite USA sono stabilmente al di sopra del livello dello scorso anno, soprattutto per quanto riguarda il frumento invernale: la debolezza del dollaro USA mantiene l'origine fortemente competitiva. Al contrario, le esportazioni europee restano stabilmente in linea con quelle della campagna precedente, a fronte di una previsione della Commissione UE di incremento delle esportazioni del +16%. In assenza di una decisa accelerazione dell'export europeo, gli stock di riporto potrebbero rivelarsi più abbondanti di quanto finora previsto, come anche suggerito da USDA con una revisione al rialzo di 1,4 Mio t della previsione di stock finali della campagna corrente rispetto al dato del mese scorso, per una revisione al ribasso dell'export.

Gli stock, previsti in aumento del 22% nei principali Paesi esportatori al termine della campagna 2025/26 rispetto alla precedente, rappresentano dunque un importante elemento di freno a possibili tensioni delle quotazioni. Il calo della produzione globale di tenero previsto per la campagna 2026/27, a fronte di aree seminate stabili ma rese inferiori, troverà un'importante compensazione nelle scorte.

Campagna 2026/27:

  • Il report annuale di USDA sulle semine invernali ha indicato una stima delle aree seminate a frumento invernale negli USA in calo del -0,5%, una contrazione inferiore alle aspettative che, unita ad una previsione di aumento delle semine primaverili, porta ad uno scenario Areté per la campagna 2026/27 che proietta le aree raccolte complessive in aumento del +1,7%. Tuttavia, rese in linea con la media degli ultimi anni risulterebbero ben al di sotto del livello della campagna corrente, determinando un potenziale calo produttivo intorno al 6%
  • UE: superfici stabili (+1% Coceral, -0,5% IGC); con rese più normali rispetto all’annata eccezionale 2025, potrebbe registrarsi un calo produttivo di circa il 5%. Le temperature autunnali miti hanno creato una condizione di vulnerabilità al freddo che sta creando qualche preoccupazione in seguito alle ondate di gelo. Tuttavia, la discesa di un ampio manto nevoso può rappresentare un fattore di protezione per il frumento in dormienza. La stima aggiornata di Agreste sulle semine invernali di frumento in Francia indica un aumento delle aree del +3% (vs +2% stimato a dicembre), mentre in Germania sono state stimate aree stabili.
  • Area del Mar Nero: si confermano le aspettative di un incremento produttivo in Ucraina ed un calo della produzione in Russia, in presenza di rese più in linea con la media storica. Le temperature minime sono da tenere monitorate e stanno creando elementi di preoccupazione tra gli operatori. 

La domanda globale è dinamica, sia alimentare che mangimistica, ma l'abbondanza di offerta e l'assenza di particolari criticità in fase di semina dei prossimi raccolti mantengono i prezzi vicino a minimi pluriennali sui principali mercati finanziari. Nonostante i primi segnali di ribassi, sui mercati fisici dei Paesi importatori come Italia e Spagna, invece, permane un premio superiore alla media, sostenuto dai costi logistici e dalle difficoltà di movimentazione che stanno rallentando l’offerta disponibile. In UE, la scarsa offerta di mais ridurrà gli spazi di ribasso dei prezzi del frumento tenero.

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