Frumento Tenero

La rinnovata conflittualità sul Mar Nero ha portato una forte ondata di volatilità

Mercoledì, 29 Luglio 2026

Una rinnovata conflittualità sul Mar Ner ha generato un’ondata di volatilità che ha coinvolto le quotazioni dei cereali a livello internazionale. I reciproci attacchi alle infrastrutture portuali e ad alcune navi merci in transito hanno causato un sostanziale blocco delle esportazioni di cereali dai principali porti ucraini e alla chiusura dello stretto di Kerch, che collega il Mar Nero al Mar d'Azov e attraverso il quale transita circa il 25% delle esportazioni russe di cereali.  

Il prolungamento delle ostilità, a partire dalla seconda settimana di luglio, ha generato una forte ondata di volatilità rialzista sulle quotazioni finanziarie del frumento tenero: +19% nelle due settimane centrali di luglio su Euronext e +15% sul SRW di CME. Tali rialzi sono stati progressivamente trasmessi anche ai mercati fisici, seppur con minore intensità: il milling wheat quotato a Rouen è andato incontro nello stesso periodo ad un rialzo limitato al +10%, il frumento tenero di base quotato a Bologna ha fatto registrare un incremento del +6%. Nel complesso, le quotazioni dei mercati fisici si mantengono a sconto rispetto ai futures grazie alla pressione esercitata dalla commercializzazione del nuovo raccolto e l'alto livello di scorte. Le prime notizie circa la possibilità di un negoziato hanno immediatamente portato ad un ritracciamento dei prezzi sui mercati finanziari, rimarcando la forte esposizione a componenti speculative. 

Nel complesso, le informazioni sui raccolti indicano un peggioramento delle aspettative di produzione a livello europeo, con un calo del 7% stimato già a fine giugno (report di questo mese in uscita a breve) dalla Commissione UE rispetto alla campagna scorsa, in linea con le proiezioni USDA. Rispetto all’outlook del mese precedente, erano state riviste in calo le previsioni di produzione per la Francia, dove la raccolta è ormai conclusa con condizioni in campo in peggioramento, la Polonia e la Spagna, dove il calo rispetto al raccolto 2025 potrebbe raggiungere il 18%. Anche Coceral, con un report straordinario (dopo quello pubblicato a giugno), ha recentemente rivisto in calo le sue stime di produzione nell’unione per circa -2.7 Mil t (-8% rispetto allo scorso anno). 

In generale, le ripetute ondate di calore hanno abbreviato la fase di riempimento delle cariossidi delle colture invernali e anticipato la raccolta, spingendo la Commissione a rivedere al ribasso la previsione di resa nel Mars Bulletin di fine luglio. In Paesi come Germania, Austria e Repubblica Ceca si evidenziano anche preoccupazioni per la qualità del frumento, che potrebbe essere destinato all’alimentazione animale in percentuali superiori alla media. 

In questo quadro spicca l’abbondanza relativa del raccolto italiano, seppure non in termini assoluti, con un aumento che la Commissione proietta al +10%, per effetto di rese migliori. Ciò spiega la pressione ribassista esercitata dal raccolto sulle prime quotazioni della nuova campagna, ora in recupero sulla scia dei mercati finanziari. L’offerta di frumento ad alto contenuto proteico appare più ridotta sul mercato italiano già nel breve termine, sia per effetto di semine relativamente più abbondanti di frumenti panificabili, sia perché gli elevati costi logistici stanno disincentivando l’offerta dall’estero. 

Negli Stati Uniti, dopo l’ulteriore revisione al ribasso della previsione di produzione 2026/27 da parte di USDA nel WASDE di luglio, è appena iniziata la raccolta del frumento primaverile, con condizioni stabilmente di poco migliori rispetto all’scorso anno.  

La raccolta è iniziata anche in Russia, seppure in leggero ritardo rispetto ad un anno fa, con rese iniziali nelle regioni meridionali superiori a quelle dello scorso anno, grazie alle condizioni meteorologiche favorevoli. Vi è l’aspettativa condivisa di un calo produttivo limitato, rispetto al 2025, ma ciò che determinerà il livello di offerta russa sui mercati internazionali nel corso della campagna appare piuttosto la capacità di export dal Mar d’Azov. 

Anche in Ucraina, la raccolta è appena iniziata, con un certo ritardo rispetto agli ultimi due anni. USDA prevede ora un calo produttivo molto contenuto rispetto al 2025, pari a 100 Kt, dopo la recente revisione in aumento di 500 Kt rispetto a giugno, supportata anche dall’ultimo report MARS Bulletin relativo alle rese previste. Resta però da valutare la capacità di export del Paese, già penalizzata nella campagna 2025/26 da vincoli logistici e da un mercato globale ben approvvigionato, con un conseguente accumulo di scorte. 

 

  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade


Informativa
Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy.
Dichiari di accettare l’utilizzo di cookie chiudendo o nascondendo questa informativa, proseguendo la navigazione di questa pagina, cliccando un link o un pulsante o continuando a navigare in altro modo.

Avvio Cron Job