Frumento Tenero

Mercati dei cereali esposti alle conseguenze della volatilità del comparto energetico, nonostante un'offerta solida

Mercoledì, 11 Marzo 2026

La crisi in Medio Oriente ha generato tensioni sui mercati dei cereali, sulla scia dei rialzi registrati dai prezzi di petrolio e gas naturale. I principali canali di trasmissione della spirale rialzista sono stati: il mercato dei biocarburanti, tornati rapidamente competitivi rispetto ai carburanti fossili, con conseguente sostegno al prezzo del mais; l'aumento dei prezzi dei fertilizzanti, in particolare azotati, che sono prodotti a partire da gas naturale, il cui un minore impiego nei prossimi mesi potrebbe incidere su rese e qualità dei prossimi raccolti; l'impatto atteso sulla logistica globale, a causa dei maggiori costi del carburante e la tendenza ad abbandonare nuovamente la navigazione nelle aree interessate dal conflitto, con effetti a cascata sull'intera catena logistica. 

Dall'attacco all'Iran, nella prima decade di marzo, i prezzi del frumento tenero hanno registrato rialzi pari al +2% per il SRW su CME, al  +6% per l'HRS di Minneapolis, al +4% su Matif. In aumento, seppur più contenuto, anche le quotazioni FOB dal Mar Nero (+0,4% per il frumento 12,5% di proteine dalla Russia; +1,3% per il frumento 11,5% di proteine dall'Ucraina). Tali incrementi si inseriscono in una tendenza già moderatamente rialzista di tutte le quotazioni internazionali, che su base media mensile avevano registrato tra gennaio e febbraio  incrementi compresi tra il +1% (FOB Russia, Matif e Minneapolis) ed il +6% (SRW su CME). In controtendenza, nel mese di febbraio sono risultate in calo le quotazioni del frumento tenero nazionale italiano (-3% il n.1 e -2% il n.3). Nel complesso, il premio del mercato italiano rispetto a Matif si è progressivamente ridotto, raggiungendo in marzo il livello più basso dell'ultimo anno

La tendenza debolmente rialzista delle ultime settimane si è sviluppata nonostante le ampie disponibilità di offerta che ancora caratterizzano il mercato internazionale, in un contesto di volatilità legata anche a condizioni meteo non del tutto favorevoli. Negli Stati Uniti si osserva infatti un peggioramento delle condizioni di siccità nelle aree di coltivazione del frumento invernale, mentre in alcune zone dell'Europa Orientale e dell'area del Mar Nero le temperature sono rimaste inferiori la media stagionale. A causa delle basse temperature, il frumento tenero si trova ancora in condizioni di dormienza: l'impatto del gelo non è quindi ancora valutabile con precisione, anche se la copertura nevosa dovrebbe aver limitato i danni. Solo in alcune aree dell'Ucraina centrale il manto nevoso potrebbe essere stato insufficiente a prevenire il fenomeno di winterkill.

Le principali previsioni indicano un limitato calo produttivo nel 2026/27 a livello globale (-2% per IGC, -3% secondo FAO), dovuto principalmente ad una lieve riduzione delle superfici seminate e a rese attese su livelli più vicini alla media dopo i risultati particolarmente elevati della campagna corrente. L'impatto del calo produttivo sull'offerta complessiva potrebbe tuttavia essere mitigato dall'aumento degli stock finali della campagna 2025/26 nei principali Paesi produttori (+9% negli USA, +34% in UE, +39% in Russia), per un incremento  complessivo proiettato al +7% a livello globale. 

Negli ultimi mesi della campagna 2025/26 sarà pertanto importante monitorare l'evoluzione dei consumi e del commercio internazionale, alla luce del ruolo che gli stock di riporto potrebbero assumere in presenza di raccolti inferiori. In particolare, sia USDA che la Commissione Europea hanno rivisto al ribasso di 1 Mio t la previsione di esportazioni UE 2025/26 verso Paesi terzi, per allinearla all'attuale ritmo delle spedizioni cumulate. Le esportazioni dall'Ucraina si mantengono invece ancora molto inferiori rispetto al livello dello scorso anno (-23%) e ciò a spinto USDA ad abbassare di mezzo milione di tonnellate la previsione di export per la campagna corrente, a tesimonianza di persistenti impedimenti logistici. Rimane invece molto sostenuta la domanda per il prodotto statunitense

Nel breve termine, l'andamento delle quotazioni resterà fortemente esposto agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente su tutte le principali piazze, con particolare attenzione alla volatilità dei prezzi del petrolio e del gas naturale e ai suoi effetti sui costi logistici, sui fertilizzanti e sui prezzi del mais. Questi ultimi, già prima dell'attacco all'Iran, mostravano segnali di rialzo tali da limitare il potenziale ribassista delle quotazioni del frumento tenero. Nel medio termine, gli sviluppi dipenderanno in larga misura dalla durata del conflitto. Dal punto di vista dei fondamentali, l'atteso calo produttivo nel 2026/27 nei principali Paesi esportatori suggerisce un progressivo rafforzamento delle quotazioni internazionali rispetto alla media della campagna corrente, limitato da livelli di scorte di riporto previsti ancora superiori alla media quinquennale.  Sul mercato nazionale resta invece confermata, seppur ridimensionata, l’aspettativa di un calo delle quotazioni sotto raccolta, legato a un ulteriore ridimensionamento del premio rispetto a Matif, pur con la necessità di monitorare gli sviluppi del conflitto, che potrebbero ridurre lo spazio per i ribassi attesi.

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