Proseguono le tensioni sul mercato del frumento tenero, con quotazioni sostenute dai rialzi del mais, dal calo dell'offerta a livello globale e dalle persistenti difficoltà logistiche nell'area del Mar Nero. Tra luglio e agosto i prezzi hanno registrato marcati aumenti su base media mensile: +4% per il CBOT, +2% per il Matif, +4% per il frumento n. 1 di Bologna e +6% per il n. 3, dopo un'apertura di campagna particolarmente debole. Nella prima metà di settembre il movimento si è ulteriormente rafforzato, con rialzi del +8% per il CBOT, +6% per il Matif, +7% per il n. 1 e +6% per il n. 3 di Bologna rispetto al mese precedente.
Sul fronte dei fondamentali, la produzione europea di frumento tenero si è rivelata inferiore alle aspettative, con ulteriori revisioni al ribasso nel corso dell'ultimo mese, sia da parte della Commissione che di USDA (-400 Kt vs stima di agosto). Il sostegno al mercato deriva però soprattutto dalle tensioni che caratterizzano il mais e dalla prospettiva di consumi globali di frumento in crescita, nonostante il calo produttivo atteso. Negli Stati Uniti le esportazioni continuano a stentare e risultano attualmente inferiori del 24% a/a da inizio campagna, in un contesto di raccolti particolarmente deludenti per i frumenti invernali (-28% circa a/a) e in attesa della conclusione della raccolta delle varietà primaverili, per le quali è previsto un calo produttivo dell'8%.
Sul piano qualitativo, i dati francesi indicano un raccolto caratterizzato da contenuti proteici e pesi specifici particolarmente elevati. Per l'Europa centrale non sono disponibili informazioni altrettanto puntuali, ma caldo e siccità potrebbero avere penalizzato il grain filling. In Italia, Italmopa ha definito la qualità più che soddisfacente sotto il profilo merceologico e igienico-sanitario, in particolare per quanto riguarda il peso specifico. Il principale elemento di debolezza riguarda invece le proteine, risultate leggermente inferiori alle attese iniziali, anche per effetto delle rese più elevate, che avrebbero “diluito” il tenore proteico.
Un ulteriore elemento di sostegno è rappresentato dal blocco delle spedizioni dall'area del Mar Nero, che sta sottraendo importanti volumi al mercato globale e spostando la domanda verso origini alternative, tra cui l'UE. Sebbene l'Unione Europea, in quanto esportatrice netta di frumento tenero, sia colpita solo indirettamente dalla crisi, un prolungamento del blocco dei principali porti ucraini e russi potrebbe mettere una seria ipoteca sull'offerta globale, sostenendo in modo generalizzato le quotazioni. Nel primo trimestre della campagna 2026/27 le esportazioni russe rischiano infatti di risultare dimezzate rispetto al 2025/26, qualora il ritmo delle spedizioni osservato finora venisse confermato anche in settembre. Secondo i dati del Servizio Doganale Statale, le esportazioni ucraine di frumento tenero erano invece partite a ritmo sostenuto in luglio (+9% rispetto a luglio 2025), per poi rallentare bruscamente nelle settimane successive: a inizio settembre il cumulato risultava inferiore del 40% rispetto a un anno prima, nonostante una produzione in aumento.
Uno sblocco delle esportazioni dal Mar Nero rappresenta quindi il principale fattore ribassista, considerando l'accumulo di stock nell'area e la pressione già esercitata sui prezzi locali: tra luglio e la prima metà di settembre le quotazioni FOB russe sono diminuite del 9% e quelle ucraine del 5%. Tuttavia, sul mercato europeo e italiano il frumento tenero continua a quotare a sconto rispetto al mais. Lo spazio per ulteriori ribassi appare quindi relativamente limitato, mentre resta concreto il rischio che il trend rialzista possa proseguire nel corso della campagna, sostenuto dalla scarsità di mais e dal conseguente aumento della domanda di sostituzione verso il frumento.