Il mercato del frumento tenero appare caratterizzato da una generalizzata stabilità, in particolare in ambito europeo: dopo un calo del -0,6% a livello medio tra novembre e dicembre, le quotazioni del Milling wheat di Euronext stanno recuperando un +0,5% nei primi giorni di gennaio rispetto alla media di dicembre. Appaiono ugualmente privi di variazioni significative i mercati fisici. Al di fuori del continente europeo, anche l'area del Mar Nero e gli Stati Uniti non mostrano variazioni significative: nel complesso, si registrano tendenze di medio termine debolmente ribassiste, sulla scia dell'elevata disponibilità di prodotto a livello globale.
Spiccano, in questo senso, le revisioni al rialzo delle stime di produzione 25/26 russa (+2 Mio t rispetto alla stima del mese scorso) ed argentina (+3,5 Mio t) da parte di USDA, che contribuiscono ad ampliare il surplus previsto a livello globale.
La domanda internazionale continua ad apparire particolarmente orientata verso l'origine statunitense, con vendite che, ad inizio gennaio, risultavano superiori del 18% al di sopra del livello dello scorso anno. Anche le esportazioni russe hanno preso piede e nell'ultimo trimestre 2025 i livelli di export mensile sono risultati vicini ai record storici, grazie ad un ritorno della domanda. Per gli ultimi mesi di campagna (febbraio-giugno), il Governo russo ha stabilito una quota complessiva di 20 Mio t di export per frumento tenero, mais ed orzo, che come di consueto riflette le aspettative di vendita per l'ultimo periodo della campagna. Diversamente, appaiono molto rallentate le esportazioni dall'Ucraina, che a livello cumulato da inizio campagna risultavano inferiori del 19% a fine dicembre rispetto al 2024/25, nonostante una produzione in flessione più moderata: pesano gli impedimenti logistici dei primi mesi di campagna ed una domanda europea frenata dalla reintroduzione delle quote e da una disponibilità elevata di prodotto all'interno dei confini comunitari. Nonostante i buoni livelli di produzione, le esportazioni europee verso Paesi terzi non procedono con una dinamicità paragonabile rispetto alle altre origini: l'euro forte rappresenta un freno alla competitività delle esportazioni UE. Per questo motivo, USDA ha ridotto di 0,5 Mio t la previsione di export europeo per la campagna corrente. Per l'UE, la campagna 2025/26 può dunque concludersi con un recupero degli stock rispetto alla campagna precedente.
Tuttavia, con riferimento ai mercati importatori di frumento tenero a livello europeo, si segnala una persistente difficoltà logistica che mantiene le quotazioni locali molto a premio rispetto al riferimento finanziario di Matif. In questo contesto, il mercato italiano del frumento di base si mantiene su livelli record di premio.
Campagna 2026/27:
La domanda globale è dinamica, sia alimentare che mangimistica, ma l'abbondanza di offerta e l'assenza di particolari criticità in fase di semina dei prossimi raccolti mantengono i prezzi su minimi pluriennali sui principali mercati finanziari. Nei mercati fisici dei Paesi importatori come Italia e Spagna, invece, permane un premio superiore alla media, sostenuto dai costi logistici e dalle difficoltà di movimentazione che stanno rallentando l’offerta disponibile. L’arrivo dei raccolti dell’emisfero sud aggiunge ulteriore disponibilità nel breve termine, limitando la possibilità di tensioni sui mercati. In UE, tuttavia, la scarsa offerta di mais ridurrà gli spazi di ribasso dei prezzi del frumento tenero, mentre il mercato fisico italiano potrà trovare spunti ribassisti solo quando le abbondanti disponibilità dei Paesi vicini riusciranno a superare i vincoli logistici attuali.