Riso

Prezzi in leggero aumento in attesa delle produzioni di fine anno

Venerdì, 21 Giugno 2024

Il dipartimento dell’agricoltura USA (USDA) nel WASDE di giugno conferma una campagna 2023/24 di deficit globale. Si tratta del terzo deficit consecutivo. Tuttavia, la produzione prevista è stata rivista a rialzo di 2,7 Mio t a 520 Mio t grazie soprattutto al miglioramento delle proiezioni sulla produzione indiana.

Per la prossima campagna sono invece state confermate le precedenti previsioni di un mercato in surplus. In particolare, maggiori aree (+1,14%) e un aumento delle rese (+0,32%) porterebbero la produzione mondiale al nuovo record di 527,6 Mio t, +1,47% rispetto alla campagna corrente. I consumi vedrebbero una crescita più contenuta (+0,6%), limitati da prezzi ancora elevati. Il mercato del riso registrerebbe quindi un surplus di quasi 5 Mio t con un leggero accumulo di scorte (+0,7%).

In attesa dell’arrivo dei principali raccolti di fine anno, il mercato, complici i bassi livelli di scorte, si mantiene volatile ed esposto alle dinamiche della domanda, soprattutto per la varietà Indica caratterizzata anche dalle restrizioni delle esportazioni indiane. A maggio, dopo tre mesi di deflazione, l’indice di prezzo indica di FAO ha infatti registrato un lieve rimbalzo dell’1,5%, trainato dalle quotazioni tailandesi caratterizzate da una domanda vivace in attesa della commercializzazione del raccolto della seconda stagione.

Sulla piazza di Milano, i prezzi nazionali, nel mese di giugno, mostrano una tendenza rialzista. A titolo di esempio, rispetto a maggio, +8% l’Arborio, +6% il Carnaroli, +4% l’Originario e +3% il Lungo B. Questi rialzi sono in parte dovuti all’aumento della domanda a seguito dei ritardi delle semine: da un lato pongono dubbi sull’effettiva espansione delle aree coltivate, stimate da Ente Risi in aumento del 4%, dall’altro allontanano l’arrivo del nuovo raccolto, rendendo necessario un maggiore allungamento delle coperture.

In attesa dei prossimi raccolti i trasferimenti procedono a buon ritmo con l’85% delle disponibilità ormai venduta. Ad inizio giugno le rimanenze totali erano superiori del 26% rispetto alla media quinquennale, ma con andamenti diversi a seconda della varietà. Se per il Tondo, il Lungo A ed il Medio le rimanenze sono più abbondanti della media quinquennale, le quelle di Lungo B sono inferiori del 15%, e sulla Borsa di Milano il risone Lungo B è risultato non quotato nella terza settimana di giugno.

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