Olio di Oliva

Basse precipitazioni in Spagna frenano il calo dei prezzi

Martedì, 11 Giugno 2024

Precipitazioni limitate tra aprile e maggio nel sud della Spagna hanno frenato il trend di calo che si era innescato ad inizio anno sulle quotazioni europee dell’olio di oliva grazie ad aspettative di un buon recupero produttivo in Unione Europea per la prossima campagna. In questa congiuntura di momentanea stabilità, i prezzi rimangono ancora ampiamente al di sopra dei livelli dello scorso anno: a maggio il prezzo dell’extra-vergine comunitario è risultato il 36% superiore a quello dell’anno precedente. La situazione è ancora più complicata sulla referenza nazionale, che risente delle aspettative di una campagna 2024/25 di scarica e di un deficit idrico nelle principali regioni produttrici di olio di oliva: a maggio i prezzi dell’extra-vergine nazionale sono stati il 41% più elevati del medesimo periodo dello scorso anno.

Il nuovo bilancio UE 2023/24 pubblicato dalla Commissione Europea conferma una produzione in ripesa dell’8% rispetto alla scorsa campagna, addirittura al di sopra dei volumi registrati nella campagna 2014/15. Una produzione migliore di quanto inizialmente proiettato in Spagna ed Italia sta sostenendo l’offerta europea di olio di oliva e le aspettative di stock finali più elevati di quanto proiettato a dicembre 2023. Tuttavia, sulla scia del calo dei prezzi osservato ad inizio anno, la domanda nei singoli Paesi UE ha ripreso vigore, stimolando un aumento delle importazioni.

A livello cumulato i consumi domestici spagnoli 2023/24 si mantengono superiori del 19% rispetto a quelli della campagna precedente tra ottobre e aprile. Le esportazioni hanno ormai raggiunto i livelli della campagna 2022/23 e si mantengono sostenuti da una forte domanda italiana, quasi raddoppiata nel primo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2023. Al 30 aprile, le giacenze di olio extra-vergine di oliva in Italia hanno raggiunto le 163K t, in calo del 20% rispetto ai livelli dell’anno scorso.

A causa della sostenuta domanda interna, l’UE rimane esposta ad un elevato fabbisogno di importazioni che fino ad ora è stato prevalentemente soddisfatto dall’offerta tunisina, la quale nelle ultime campagne ha osservato un progressivo calo a causa di produzioni inferiori alla media. Dall’altra parte è cresciuta la rilevanza della Turchia a seguito del raccolto record 2022/23.  Tuttavia, dal 1°agosto 2023 la decisione del governo turco di vietare le esportazioni olio di oliva sfuso per contenere l’inflazione domestica ha ridotto il potenziale di export del Paese durante l’attuale campagna. Dopo le numerose richieste dell'industria nazionale dell'olio d'oliva, il Ministero del Commercio della Turchia ha autorizzato l’esportazione di 50K t di olio di oliva sfuso fino al 1° novembre 2024. Per la completa riapertura ai mercati esteri molto dipenderà dalla produzione della prossima campagna, la quale secondo il presidente dell'Associazione degli esportatori di olive e di olio d'oliva dell'Egeo potrebbe raggiungere le 400K t (350K t per USDA).

  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade

Informativa
Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy.
Dichiari di accettare l’utilizzo di cookie chiudendo o nascondendo questa informativa, proseguendo la navigazione di questa pagina, cliccando un link o un pulsante o continuando a navigare in altro modo.

Avvio Cron Job