Mais

Le tensioni sul frumento tenero si trasmettono al mercato del mais

Giovedì, 13 Giugno 2024

Nel mese di maggio i prezzi del mais hanno continuato a registrare aumenti. In media, rispetto ad aprile, +4,7% su CME, +7,4% su EURONEXT e +7% su Bologna. A spingere a rialzo i prezzi del mais sono state le tensioni sul frumento tenero, che per via delle difficoltà produttive in Russia, Ucraina ed Unione Europea ha visto forti rincari (nello stesso periodo, +16% sul SRW CME, +18% su EURONEXT e più 5% su Bologna n.3). Nelle prime settimane di giugno i prezzi si sono stabilizzati, grazie al ritmo veloce della raccolta in Brasile ed alle buone condizioni colturali riportate negli Stati Uniti.

Nel WASDE di giugno, USDA ha apportato alcune modifiche ai bilanci dei principali player:

  • Stati Uniti: USDA conferma una produzione a 377 Mio t, in calo rispetto al record 2023/24 ma +3,5% rispetto alla media quinquennale. Il mais è in fase di emergenza, lo sviluppo colturale è in linea con la media quinquennale e le condizioni del raccolto sono migliori rispetto allo scorso anno, con solo il 3% delle aree soggette a siccità. Per la campagna corrente, le esportazioni si mantengono ai livelli della media quinquennale nonostante il netto calo di acquisti dalla Cina (-59% rispetto allo scorso anno).
  • Ucraina: le semine sono state completate ad inizio giugno. La produzione 2024/25 è stata rivista a rialzo di 0,7 Mio t per via di maggiori aree seminate, in linea con quanto riportato dal Ministero dell’Agricoltura Ucraino. Il raccolto arriverebbe a 27,7 Mio t, ancora -11% rispetto al 2023/24. La produzione più abbondante porterebbe a maggiori esportazioni, ora previste a 24,5 Mio t, -5,8% rispetto al 2023/24. L’export della campagna corrente continua a mantenere ritmi sostenuti, con 3,6 Mio t esportati nel mese di maggio. A partire dal 5 giugno è entrato in vigore il regolamento europeo che limita le quantità importabili dall’Ucraina in esenzione da dazio alla media del 2022-2023 e della seconda metà del 2021, quando ancora erano in vigore i dazi. Il quantitativo (11,2 Mio t) sarebbe in linea con la media quinquennale di importazioni europee, ma inferiore rispetto a quanto importato nella campagna 2022/23 (-2,5%).
  • Unione Europea: le semine sono ormai completate nella maggior parte delle zone di produzione, ma in alcune zone le piogge hanno causato ritardi. In particolare, in Francia ad inizio giugno doveva essere seminato ancora il 10% delle aree, mentre nella media quinquennale le semine erano già concluse. La Commissione Europea prevede rese a 7,59 t/ha, +1,9% rispetto alla scorsa campagna per via di maggiori rese in Romania e Germania che compensano i cali in Francia, Italia e Ungheria. La stima è leggermente superiore a quella di USDA (7,49 t/ha), che prevede una produzione di 64,8 Mio t (+6,2% vs. 2023/24).
  • Sud America: le previsioni di produzione ed export sono rimaste invariate per la campagna corrente e per quella successiva. Sia Brasile che Argentina sono in fase di raccolta per la campagna 2023/24. In Argentina con leggero ritardo rispetto allo scorso anno; mentre in Brasile la raccolta di safrinha (la parte più consistente del raccolto brasiliano) procede con un ritmo particolarmente sostenuto: al 9 giugno era stato raccolto il 7,5% delle aree, rispetto allo 0,4% della scorsa campagna.

 

  • Prezzi

  • Supply/Demand & Trade

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