Archivio - Nocciole

Istat pubblica le previsioni di produzione italiana. In Turchia si attende il prezzo di acquisto del TMO.

Venerdì, 09 Luglio 2021

L'Istituto Italiano di Statistica (Istat) ha pubblicato la prima previsione di produzione italiana di nocciole per la campagna 2021/22 prevedendo un calo produttivo del 21% rispetto alla scorsa campagna.

Il dato risulta superiore rispetto alle previsioni Nutfruit, -56%, e alle aspettative dei produttori, che prevedono produzioni minime almeno dell’ultimo decennio.

Le citate aspettative di un calo dell’offerta nazionale continuano a trasmettere rialzi ai prezzi interni: tra maggio e giugno, il punto resa I.G.P. quotato a Cuneo è ulteriormente aumentato di circa il 4%.

I prezzi del prodotto turco risultano invece ancora stabili, complice la debolezza della lira turca e una domanda che fatica a riprendere come mostrato dagli ultimi dati della borsa di Giresun.

Da segnalare però che in Turchia si attende l’annuncio del TMO di un aumento del prezzo di acquisto e si prevede una campagna di carica deludente. Raccolto 21/22, che secondo le anticipazioni Nutfruit, raggiungerà le 790.000 t, +23% rispetto alla campagna corrente (640.000 t) ma nettamente inferiore rispetto all’ultima annata di carica (820.000 t).

Da monitorare anche i possibili danni sulle rese provocati dall’oidio, malattia causata da un fungo responsabile di significative perdite di raccolto.

 

INC: 21/22 mercato in deficit, male la produzione Italiana.

Venerdì, 18 Giugno 2021

L'International Nut and Dried Fruit Council (INC), in occasione della “INC 3D Online Conference” ha pubblicato le prime previsioni dei fondamentali per la prossima campagna 2021/22.

TURCHIA: Prevista una produzione di “carica” di 790.000 t, +23% rispetto alla campagna corrente (640.000 t), ma inferiore rispetto all’ultima annata di carica (820.000 t).

Il dato risulta superiore rispetto alle anticipazioni di Turkstat che prevede un anno di “carica” sotto la media a 700.000 t (+5,3% rispetto alla produzione 20/21 stimata da Turkstat a 665.000 t).

ITALIA: Raccolto di “scarica” previsto a 70.000 t, -56% rispetto al record produttivo della campagna corrente (160.000 t).

USA: Prevista una produzione a 54.500 t, in calo del 4% rispetto alla campagna corrente. Il calo farebbe perdere agli Stati Uniti il terzo posto di produttore mondiale a favore della Georgia.

Buone le aspettative 21/22 in Georgia (55.000 t), Chile (53.000 t) e Azerbaijan (50.000 t); in aumento rispettivamente del 10%, 15% e 25% rispetto alla campagna corrente.

A livello mondo Nutfruit prevede una produzione record a 1,18 Mio t, +9% rispetto alla campagna corrente. Tuttavia, la previsione di un record anche lato consumi, previsti a 1,19 Mio t (+13% rispetto alla campagna corrente), porterà a un deficit mondiale di circa 12.300 t ed a un calo del rapporto stock finali / utilizzi.


La domanda ancora debole e la debolezza della lira turca mantengono i prezzi del prodotto turco in una congiuntura ribassista.

I dati della borsa di Giresun, infatti, mostrano come gli export turchi, a maggio siano stati inferiori dell’11% rispetto allo scorso mese. A livello cumulato, l’export è di 231.590 t, -21% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna.

Da segnalare però che in Turchia c’è aspettativa sull’annuncio di un aumento del prezzo di acquisto del TMO che rappresenta un fattore rialzista.

In aumento i prezzi del prodotto italiano, tra aprile e maggio:

  • +7,4% Cuneo Punto resa I.G.P
  • +4,2% Avellino in guscio primitiva

 

Export turchi ancora deboli. In Italia previsto un anno di scarica.

Giovedì, 27 Maggio 2021

BREAKING NEWS:

Turkstat ha pubblicato il “Crop Production 1st Estimation, 2021” con le prime previsioni sulle produzioni Turche 2021/22.

Nocciole: 700.000 t, +5% rispetto al 20/21 ed esattamente in linea con le anticipazioni Areté di inizio marzo.

Segnaliamo anche l’aumento di prezzo Cuneo Punto resa I.G.P del 7,4%.

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I prezzi del prodotto turco da metà aprile stanno attraversando una congiuntura ribassista (-12%) complice la svalutazione della lira turca (vedi highlight precedente) e il rallentamento degli export.

I dati della borsa di Giresun mostrano, infatti, come gli export turchi, ad aprile siano stati inferiori del 7% rispetto ad aprile 2020 e del 4% rispetto allo scorso mese. A livello cumulato, l’export è di 209.717 t, -24% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna.

Export turchi che risentono dei grandi volumi fatti e stoccati dall’industria nella campagna record 19/20 e delle alte produzioni 20/21 in Italia. Ad Aprile i rallentamenti sono anche riconducibili al Ramadam.

Ancora nessuna previsione ufficiale sul raccolto turco 2021 sul quale ancora non è ben chiara l’entità dei danni delle gelate di febbraio-marzo.

Secondo alcuni trasformatori, il gelo ha colpito in una fase molto precoce pertanto le perdite potrebbero essere inferiori rispetto a quanto inizialmente stimato dagli operatori locali.

Le prossime settimane le stime dei danni saranno più precise ma difficilmente la produzione di carica 2021 turca raggiungerà il record di 800.000 t che alcune associazioni di esportatori prevedevano a inizio anno.

Si segnala che il 29 aprile il governo turco ha annunciato il lockdown a causa dell’aumento dei casi di Covid-19. Le attività agricole sono garantite, tuttavia se i casi dovessero aumentare o se la domanda di prodotto turco dovesse diventare più sostenuta, potrebbero sorgere problemi lato produzione e logistica.

A luglio è previsto l’annuncio del prezzo di acquisto del TMO, che sarà fondamentale per definire i livelli di offerta sul mercato libero.

Le gelate hanno caratterizzato anche il centro nord Italia danneggiando gravemente diversi frutteti e ortaggi; soprattutto nelle zone produttive del Piemonte e del Lazio. Problematiche anche al sud, dove le eccessive piogge potrebbero negativamente impattare sulla produzione.

Italia dove, dopo la produzione record 2020, le aspettative sono di un’annata di scarica (75.000 t nello scenario Areté rispetto alle 160.000 t del 2020).

 

Da valutare i danni da gelate in Turchia e in Italia. Rallenta l’export turco.

Lunedì, 12 Aprile 2021

In attesa delle prime previsioni ufficiali sul raccolto turco permangono le preoccupazioni sui danni delle diverse gelate che hanno caratterizzato le principali aree produttive da fine febbraio. Il presidente del comitato di coordinamento delle Camere dell’Agricoltura di Ordu stima perdite di circa il 25% nella regione di Ordu (da dove proviene circa il 30% della produzione turca) e indica perdite anche nella regione di Giresun.

Le prossime settimane le stime dei danni saranno più precise; ma difficilmente la produzione di carica 2021 turca raggiungerà un record.

Gelate che hanno caratterizzato anche il centro nord Italia danneggiando gravemente diversi frutteti e ortaggi; da valutare l’impatto sulle nocciole soprattutto nelle zone produttive del Piemonte e del Lazio. Italia dove, dopo la produzione record 2020, le aspettative sono di un’annata di scarica.

L’effetto rialzista sui prezzi all’export turchi delle citate preoccupazioni è mitigato dalla debolezza della lira turca, soprattutto dopo il licenziamento del capo della banca centrale (vedi highlight precedente), e dal leggero rallentamento degli export turchi a marzo, dopo tre mesi consecutivi di aumenti.

I dati della borsa di Giresun mostrano come gli export a marzo siano stati inferiori del 14% rispetto a marzo 2020 e del 4% rispetto allo scorso mese. A livello cumulato, l’export è di 185.143 t, -26% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna.

Il rallentamento è in parte riconducibile alla stagionalità della domanda, ma anche alle problematiche logistiche che animano il trade.

 

Da valutare gli effetti delle gelate in Turchia, incertezza sul raccolto 2021.

Giovedì, 11 Marzo 2021

BREAKING NEWS 22 MARZO: La lira turca ha perso circa il 14% del suo valore dopo che sabato il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha licenziato il capo della banca centrale turca, Naci Ağbal. Il tasso di cambio USD/TRY ha toccato dei picchi a 8.4 rispetto a valori inferiori a 7.2 della scorsa settimana. Indebolimento anche rispetto all’euro con il tasso EUR/TRY tornato ai livelli di fine 2020.

L’indebolimento della lira turca rappresenta un fattore fortemente ribassista per i prezzi all’esportazione turchi.

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A fine febbraio, diverse gelate hanno caratterizzato importanti aree produttive in Turchia, dove la fioritura risultava in anticipo rispetto alla media per l’inverno asciutto e caldo.

È ancora presto per valutare l’entità dei danni, ma diversi operatori parlano di perdite produttive superiori al 50% nella regione di Ordu (dove si produce circa il 30% delle nocciole turche) e nelle zone alte della regione di Giresun.

L’impatto sul futuro raccolto di carica 2021, sarà più chiaro nelle prossime settimane e quando usciranno le prime aspettative del governo turco.

Intanto i dati della borsa di Giresun confermano la ripartenza della domanda: gli export, nonostante a livello cumulato siano ancora inferiori rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna, a febbraio, hanno registrato il terzo mese consecutivo di aumenti (+2% rispetto a gennaio 21, +10% rispetto a febbraio 20).

L’effetto dei citati fattori rialzasti sui prezzi turchi all’export è in parte compensato dalla nuova fase di deprezzamento della lira turca (da fine febbraio il tasso di cambio EUR/TRY è aumentato di circa il 6% tornando vicino ai livelli di inizio anno). A livello medio, da febbraio i prezzi all’ export hanno registrato un aumento di circa il 5%.

INC Nutfruit ha pubblicato gli aggiornamenti dei fondamentali fino alla campagna corrente 20/21 confermando una produzione turca di scarica sopra le aspettative e una produzione italiana record.

 

Domanda in aumento e preoccupazioni per il meteo in Turchia animano il mercato.

Giovedì, 25 Febbraio 2021

I dati della borsa di Giresun mostrano come gli export turchi, a livello cumulato ancora inferiori rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna, continuino a mostrare segni di ripresa.

A gennaio gli export hanno infatti registrato un aumento del 3% rispetto a dicembre, segnando il secondo mese consecutivo di aumenti.

Oltre alla ripresa della domanda, altri fattori rialzisti stanno caratterizzando il mercato:

A marzo NUTFRUIT pubblicherà un aggiornamento dei fondamentali di mercato.

 

Turchia: timida ripresa della domanda e rafforzamento della lira sostengono i prezzi della nocciola.

Martedì, 12 Gennaio 2021

Gli export turchi, dopo la debolezza degli scorsi mesi (vedi highlight precedente), iniziano a registrare i primi segnali di ripresa, anche se si mantengono inferiori rispetto alla scorsa campagna.

I dati della borsa di Giresun mostrano come gli export abbiano registrato, a dicembre, un aumento dell’11% rispetto a novembre.

Tuttavia, a livello cumulato, da inizio campagna l’export ha totalizzato 106.703 t, -37% rispetto allo stesso periodo della campagna 2019/20.

Oltre alla ripresa della domanda, tra i fattori rialzisti segnaliamo:

I prezzi del prodotto turco, dopo la debolezza degli ultimi mesi, hanno reagito mostrando i primi rialzi.

Ancora deboli i prezzi del prodotto italiano, con una produzione 2020 a livelli record; Cuneo quota l’IGP circa il 42% in meno rispetto al prezzo medio della scorsa campagna.

 

Domanda debole, export turchi ancora in calo.

Giovedì, 10 Dicembre 2020

La domanda estera di nocciole turche continua a mostrarsi debole, secondo i dati della borsa di Giresun gli export di novembre hanno registrato un totale di 22.798 t, -44% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e -9% rispetto ad ottobre. A livello cumulato, da inizio campagna, l'export è di 81.419 t, -42% rispetto allo stesso periodo della campagna 2019/20.

Il rallentamento è riconducibile alle nuove misure di contenimento dell'emergenza Covid-19 nei principali paesi importatori e alla produzione Italiana record che ha ridotto il fabbisogno all’import del paese.

Il TMO non sta acquistando; il prezzo annunciato è attualmente inferiore al prezzo di mercato (vedi precedente highlight).

NEWS 16 Dicembre: Dopo averne annunciato la sospensione a fine 2020 il TMO turco ha annunciato che il programma di acquisto di nocciole sarà prorogato fino al 30 Aprile 2021.

I prezzi del prodotto turco, si mantengono stabili ai valori di inizio novembre. Cali significativi sul prodotto italiano rispetto alla scorsa campagna: Cuneo quota l’IGP circa il 42% in meno rispetto al prezzo medio della scorsa campagna.

 

Domanda debole e mancato intervento del TMO, prezzi in calo

Giovedì, 12 Novembre 2020

I prezzi di acquisto annunciati dal TMO turco ad agosto, sono risultati poco competitivi rispetto ai prezzi del libero mercato. TMO che ha dichiarato l’intenzione di terminare la campagna di acquisto del 2020 entro il 31 dicembre.

Il TMO aveva annunciato un prezzo di 22.5 TRY/kg per le Giresun superiore rispetto al prezzo 2019/20 (17 TRY/Kg). Il prezzo nel mercato libero è attualmente di circa 25 TYR/Kg.

TurkStat, nel report “Crop Production 2nd Estimation”, ha confermato una previsione di produzione 2020/21 di 665.000 t.

La previsione risulta superiore del 7% rispetto al dato pubblicato da Nutfruit nel Magazine di luglio (620.000 t) e superiore del 20% rispetto alle 550.000 t previste da USDA nel report annuale relativo alla produzione di frutta secca in Turchia.

Permane quindi una grande incertezza su quella che sarà l’offerta turca. USDA sostiene irraggiungibili le rese previste nei dati ufficiali turchi, soprattutto per il persistere del problema cimice asiatica e per il meteo sfavorevole che ha caratterizzato le prime fasi della raccolta.

L’11 novembre Nutfruit ha aggiornato il dato di produzione turca a 640.000 t, confermando il dato precedentemente previsto da Areté.

Si segnala però la debolezza della domanda, complici anche le nuove misure di contenimento dell’emergenza Covid-19 nei principali paesi importatori e le buone produzioni italiane:

  • Gli export in Turchia di ottobre hanno registrato un totale di 25.150 t; -25% rispetto a settembre e -53% rispetto allo stesso mese del 2019. A livello cumulato, da inizio campagna, l’export è di 58.621 t, -41% rispetto allo stesso periodo del 2019/20.
  • Buone le produzioni in Italia; ISTAT prevede una produzione di 136.278 t, +38% rispetto alla campagna 2019/20. Il dato risulta in linea con la stima pubblicata da INC nel Nutfruit Magazine di luglio (135.000 t).

I prezzi del prodotto turco, con l'arrivo del raccolto, il rallentamento della domanda, il mancato intervento del TMO e il deprezzamento della lira turca, continuano a registrare fenomeni di volatilità ribassista. Cali più evidenti si registrano sul prodotto italiano con un’abbondanza decisamente superiore rispetto alla scorsa campagna. Cuneo quota l’IGP circa il 40% in meno rispetto al prezzo medio della scorsa campagna.

TurkStat conferma una produzione Turca a 665.000 t.

Venerdì, 23 Ottobre 2020

TurkStat, nel report “Crop Production 2nd Estimation”, ha confermato una previsione di produzione 2020/21 di 665.000 t.

La previsione risulta superiore del 7% rispetto al dato pubblicato da Nutfruit nel Magazine di luglio (620.000 t) e superiore del 20% rispetto alle 550.000 t previste da USDA nel report annuale relativo alla produzione di frutta secca in Turchia.

Permane quindi una grande incertezza su quella che sarà l’offerta turca. USDA sostiene irraggiungibili le rese previste nei dati ufficiali turchi, soprattutto per il persistere del problema cimice asiatica e per il meteo sfavorevole che ha caratterizzato le prime fasi della raccolta.

Gli export di settembre in Turchia hanno raggiunto un totale di 33.471 t, il 27% in meno rispetto a settembre dell'anno scorso, ma comunque il secondo valore più alto dalla campagna 2012/13.

Il TMO, in una conferenza a luglio, ha annunciato il prezzo della nocciola per il 2020 (vedi highlight 3 agosto), ma ancora non c'è comunicazione ufficiale sulla quantità di prodotto che ritirerà dal mercato.

Buone le produzioni in Italia; ISTAT prevede una produzione di 136.278 t, +38% rispetto alla campagna 2019/20. Il dato risulta in linea con la stima pubblicata da INC nel Nutfruit Magazine di luglio (135.000 t).

I prezzi del prodotto turco, da giugno hanno registrato fenomeni di volatilità ribassista. Cali più evidenti sul prodotto italiano con un’abbondanza decisamente superiore rispetto alla scorsa campagna. Cuneo quota l’IGP circa il 40% in meno rispetto al prezzo medio della scorsa campagna.

Turchia: pubblicate le stime di produzione di Giresund; dati oltre le aspettative.

Martedì, 15 Settembre 2020

In Turchia, la raccolta 2020/21 è in corso nei principali stati produttori; i primi dati confermano un’aspettativa di produzione in calo rispetto alla scorsa campagna, ma ben superiore rispetto alla media degli anni di scarica (539.000 t).

In particolare, la previsione di Giresun Commodity Exchange è di 665.000 t, inferiore del 14% rispetto alla campagna 2019/20, ma superiore del 19% rispetto alla campagna 2018/19 (l'ultimo anno di scarica).

Il dato è superiore alle aspettative di 620.000 t pubblicate da Nutfruit a luglio.

Bene in Italia dove ISTAT prevede una produzione di 136.278 t, +38% rispetto alla campagna 2019/20. Il dato risulta in linea con la stima pubblicata da INC nel Nutfruit Magazine di luglio (135.000 t).

I prezzi hanno reagito con cali al miglioramento delle aspettative sul raccolto turco e ai buoni dati sul raccolto italiano. I ribassi hanno caratterizzato soprattutto il prodotto nazionale; ad agosto, è stato annunciato il primo prezzo per la nocciola piemontese IGP a 6,80 €/ p.resa; -40% rispetto al prezzo medio della scorsa campagna (11,40 €/ p.resa).

Italia: pubblicate le stime di produzione Istat. Raccolta in corso.

Martedì, 25 Agosto 2020

L'Istituto Italiano di Statistica (Istat) ha pubblicato la previsione di produzione italiana di nocciole per la campagna 2020/21.

In particolare, con 80.488 ettari produttivi, la produzione totale è prevista a 136.278 t, +38% rispetto alla campagna 2019/20. Il dato risulta in linea con la stima pubblicata da INC nel Nutfruit Magazine di luglio (135.000 t).

Cruciali saranno le prossime settimane di raccolta in quasi tutte le regioni più produttive, ma le aspettative si confermano positive sia in termini di qualità sia in termini di quantità.

In Turchia, la raccolta è cominciata nei principali stati produttori, ma c'è ancora incertezza riguardo la produzione per la campagna 2020/21. Si segnalano forti precipitazioni a Ordu con qualche perdita attesa sul raccolto. Da monitorare anche l'evoluzione dell'emergenza Covid e l'impatto che potrebbe avere sulla domanda.

La raccolta è cominciata anche in Georgia e in alcune zone dell'Azerbaijan, dove per entrambi i paesi l'aspettativa è di una produzione intorno alle 50.000 t.

Turchia: annunciati i prezzi di acquisto del TMO

Lunedì, 03 Agosto 2020
Il Presidente della Turchia Erdogan ha annunciato i prezzi di acquisto al chilo delle nocciole turche da parte del TMO (Ufficio dei Prodotti Agricoli) per la campagna 2020/21 appena cominciata.
In particolare, il prodotto sarà acquistato al valore di 22,5 lire (pari a € 2,79) per la qualità Giresunt in guscio e di 22 lire (pari a € 2,73) per la qualità Levant in guscio. Il prezzo risulta in aumento di circa il 30% rispetto alla scorsa campagna, nella quale il TMO riconosceva ai produttori prezzi oscillanti da 16 a 17,50 lire turche (pari rispettivamente a € 1,98 e 2,17).
 
Da monitorare in quanto possibili cause di volatilità di prezzo sono:
  • Gli imminenti raccolti in Turchia e in Italia, annate rispettivamente di scarica e carica, con grande incertezza qualitativa e quantitativa.
  • L’evoluzione dell’emergenza Covid e l’impatto sulla domanda.

NUTFRUIT, Produzione 2020: Turchia -22%, record in Italia

Venerdì, 17 Luglio 2020

INC Nutfruit ha pubblicato un aggiornamento dei fondamentali, con le prime stime ufficiali sulla campagna 2020/21.

Campagna 2020/21:

TURCHIA: produzione prevista a 620.000 t, un calo del 21,5% rispetto alla scorsa campagna, ma superiore rispetto alla media degli anni di scarica (539.000 t).

Il dato è leggermente superiore rispetto alla previsione Areté (600.000 t), ma inferiore rispetto alle aspettative di alcuni operatori. Buona la qualità attesa del raccolto (in partenza ad agosto).

Gli utilizzi sono previsti calare del 15%, complice soprattutto il ritorno sul mercato del prodotto italiano. Il livello di abbondanza del mercato è previsto al 6,15%, il più basso dalla campagna 14/15.

ITALIA: produzione prevista a un livello record di 135.000 t, con la deludente raccolta 2019 che ha creato condizioni favorevoli per il nuovo raccolto. Il dato è superiore rispetto alle 120.000 t previste da Areté che considera i danni da grandine di inizio anno e la presenza sul territorio della cimice asiatica.

USA: bene gli Stati Uniti dove in Oregon le attese sono per un raccolto record che riporterebbe gli USA ad essere il terzo paese produttore a scapito dell’Azerbaijan.

A livello mondiale, il calo produttivo turco e una domanda che si mantiene in salute portano al livello di stock più basso dalla campagna 14/15.

Raccolto 2020: incertezza in Turchia e in Italia

Mercoledì, 24 Giugno 2020

Aumenta l'incertezza riguardo le previsioni sul raccolto turco 2020/21:

A maggio TURKSTAT ha riferito che la produzione di nocciole nel 2020 diminuirà del 22,7% rispetto alla scorsa campagna, passando da 776.046 to a 600.000 ton. Si tratterebbe quindi di un anno di scarica, ma con produzioni superiori alle aspettative.

Il dato è in linea con le prime anticipazione a 620.000 ton di Nut and Dried Fruit Council (INC), proiettate durante la teleconferenza del 10 giugno e che saranno eventualmente confermate con il report di luglio.

Il ministero dell’agricoltura turco ha però smentito il dato TURKSTAT; il direttore della sede di Trebisonda, Hakan Göregen, e altri nove dirigenti dell'istituto sono stati licenziati per aver divulgato stime produttive senza averne la titolarità.

Analisti locali, prevedono una produzione di 550.000 ton, sottolineando il clima sfavorevole durante il periodo di fioritura e il problema cimice asiatica. Areté conferma una previsione a 589.000 ton.

Con il recente rallentamento dell’export turco, la messa in vendita di prodotto precedentemente stoccato da parte del TMO e il dato TURKSTAT sulle produzioni i prezzi del prodotto turco, dopo aver raggiunto i valori più alti dal 2016, sono calati tornando ai livelli di metà campagna.

In Italia, nonostante le gelate di aprile e il problema cimice asiatica, le aspettative sono di una ripresa produttiva rispetto alla deludente scorsa campagna, ma sulla quantità c’è grande incertezza. INC ha anticipato una produzione a 135.000 ton, 126.000 ton secondo Areté (75.000 ton la scorsa campagna).

Prime previsioni di Turkstat per la produzione 2020/21.

Lunedì, 08 Giugno 2020

L’Istituto Statistico Turco (TURKSTAT) ha annunciato le prime previsioni sul raccolto di nocciole 2020. In particolare TURKSTAT ha riferito che la produzione di nocciole nel 2020 diminuirà del 22,7% rispetto alla campagna precedente, passando da 776.046 tonnellate a 600.000 tonnellate. Il dato è in linea con le anticipazioni Areté che avevano precedentemente previsto un calo produttivo turco del 25%. A pesare la produzione ciclica biennale “off” e i danni da gelate e da cimice asiatica.

La domanda estera di nocciole turche ha subito un rallentamento a maggio. I dati della borsa di Giresun mostrano infatti come gli export siano diminuiti del 22% tra aprile e maggio, quando gli effetti del lockdown in seguito al diffondersi del Covid-19 sono diventati visibili nell’economia. Infatti, misure preventive erano state adottate in Turchia all'inizio della seconda metà di marzo, in linea con le restrizioni globali per impedire la diffusione del virus, bloccando un certo numero di attività. Questo periodo di restrizioni si è concluso il 1 ° giugno quando molte delle misure sono state revocate.

Nonostante questo recente calo, le esportazioni di prodotto turco nella campagna 2019/2020 a fine maggio hanno raggiunto un valore di 294.300 tonnellate, in aumento del 26% rispetto all’anno precedente (la scorsa campagna, nello stesso periodo, si registrava un totale di 232.808 tonnellate).

L’aumento delle esportazioni turche nella campagna 2019/20 è riconducibile al forte calo della produzione, e conseguentemente del fabbisogno di prodotto non nazionale in Italia (confermato dai dati ISTAT che riportano un aumento di import e una riduzione degli export di frutta secca in Italia nei primi mesi del 2020) e in Georgia, e all'aumento della domanda da parte della Cina come conseguenza della guerra commerciale con gli Stati Uniti.

I prezzi turchi, nonostante qualche ridimensionamento, si mantengono però ai valori più alti dal 2016. Prezzi Italiani ancora in tensione.

Il TMO ha immesso sul mercato 31.000 tonnellate a marzo, 20.000 ad aprile e altre 25.000 a maggio.

 

Prezzi ancora in aumento, preoccupazioni sui raccolti 2020.

Lunedì, 25 Maggio 2020

La domanda estera di nocciole turche, ripartita nel mese di marzo dopo un rallentamento a febbraio, ha subito un aumento anche ad aprile. I dati della borsa di Giresun mostrano infatti come gli export, tra marzo e aprile, siano aumentati del 23%.

Secondo alcuni analisti locali, gli export nella campagna 2019/2020 andranno a superare le 300.000 tonnellate. Questo risulta plausibile, dato che a fine aprile si registrava un valore delle esportazioni intorno alle 277.000 tonnellate (la scorsa campagna, nello stesso periodo, se ne registrava un totale di 210.922 tonnellate).

L’aumento delle esportazioni turche è riconducibile al forte calo della produzione, e conseguentemente del fabbisogno di prodotto non nazionale in Italia (confermato dai dati ISTAT che riportano un aumento di import e una riduzione degli export di frutta secca in Italia nei primi mesi del 2020) e in Georgia, e all'aumento della domanda da parte della Cina come conseguenza della guerra commerciale con gli Stati Uniti.

A incidere sulle esportazioni è anche il recente aumento dell’offerta di prodotto turco, conseguenza della decisione del TMO di immettere sul mercato parte del raccolto precedentemente stoccato. Il TMO ha infatti immesso 31.000 tonnellate a marzo, 20.000 ad aprile e ne immetterà altre 20.000 entro fine maggio. 

Diversamente dalle aspettative, ad oggi non si segnalano particolari variazioni della domanda per gli effetti del Covid-19. Infatti, l’aumento dei consumi “in-home” è stato compensato dal calo della domanda da parte del settore HO.RE.CA.

I prezzi turchi, dopo qualche ridimensionamento, hanno registrato rialzi e hanno raggiunto i valori più alti dal 2016. Prezzi Italiani ancora in tensione.

I fondamentali di medio e lungo periodo sono infatti rialzisti. Il mercato è in deficit per la seconda campagna consecutiva, con produzioni turche deludenti rispetto alle aspettative iniziali e produzioni italiane quasi dimezzate.

Si segnalano anche preoccupazioni sui futuri raccolti turchi e italiani 2020, minacciati dalle recenti gelate, che hanno causato danni da freddo nelle aree di Giresun e nell’Italia centrale.

Anche la cimice asiatica continua a minacciare il raccolto 2020 di Italia e Turchia (dove gli operatori stimano che il 30% della produzione possa essere compromesso).

In Turchia è prevista una campagna 2020/21 di scarica con un ulteriore calo del livello di approvvigionamento del mercato. Alcuni operatori locali prevedono una produzione turca per la campagna 2020/21 compresa tra 600.000 e 650.000 tonnellate, in linea con la precedente previsione Areté di 589.000 tonnellate.

Export turchi in aumento. Incertezza sulla campagna 2020/21 e prezzi in tensione.

Martedì, 05 Maggio 2020

La domanda estera di nocciole turche, che aveva subito un rallentamento nel mese di febbraio, è tornata ad aumentare. I dati della borsa di Giresun mostrano infatti come gli export, tra febbraio e marzo, siano aumentati del 39%.

Secondo alcuni analisti locali, gli export nella campagna 2019/2020 andranno a superare le 300,000 tonnellate. Questo risulta plausibile, dato che a fine marzo si registrava un valore delle esportazioni intorno alle 250,000 tonnellate (la scorsa campagna, nello stesso periodo, se ne registrava un totale di 189,000 tonnellate).

L’aumento delle esportazioni turche è riconducibile al forte calo della produzione Italiana, ma anche al recente aumento dell’offerta di prodotto turco, conseguenza della decisione del TMO di immettere sul mercato parte del raccolto precedentemente stoccato. Il TMO ha infatti immesso 31,000 tonnellate a marzo, e altre 20,000 ad aprile.

Diversamente dalle aspettative, ad oggi non si segnalano particolari variazioni della domanda per gli effetti del Covid-19. Infatti, l’aumento dei consumi “in-home” è stato compensato dal calo della domanda da parte del settore HO.RE.CA.

I prezzi turchi, dopo qualche ridimensionamento, hanno registrato rialzi e hanno raggiunto i valori più alti dal 2016. Prezzi Italiani ancora in tensione.

I fondamentali di medio e lungo periodo sono infatti rialzisti. Il mercato è in deficit per la seconda campagna consecutiva, con produzioni turche deludenti rispetto alle aspettative inziali e produzioni italiane quasi dimezzate.

Si segnalano anche preoccupazioni sui futuri raccolti turchi e italiani 2020, minacciati dalle recenti gelate, che hanno causato danni da freddo nelle aree di Giresun e nell’Italia centrale. Anche la cimice asiatica continua a minacciare il raccolto 2020 di Italia e Turchia (dove gli operatori stimano che il 30% della produzione possa essere compromesso).

Gelate in Turchia e Italia, domanda debole e logistica rallentata dal diffondersi del Covid-19.

Martedì, 24 Marzo 2020

La domanda estera di nocciole turche, a livelli sostenuti per i primi cinque mesi della campagna (+36% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna), continua nella sua fase di rallentamento. I dati della borsa di Giresund mostrano infatti come gli export, tra gennaio e febbraio, siano risultati in calo del 12,5%.

Il rallentamento è in parte riconducibile alla stagionalità della domanda, ma si segnalano anche problematiche all’export dovute a rallentamenti logistici nei porti dei paesi che hanno attuato il lockdown per prevenire il diffondersi del Covid-19 e un prezzo internazionale della mandorla ancora molto competitivo (effetto sostituzione).

Anche la domanda interna, complice il rallentamento dell’economia turca, potrebbe subire dei rallentamenti.

L’offerta è invece alimentata dalle recenti vendite del TMO (vedi highlight precedente).

Il mercato attraversa quindi una congiuntura ribassista, con i prezzi del prodotto turco che, a fine febbraio, hanno registrato i primi ribassi dell’anno. I prezzi italiani, con un’offerta locale ormai azzerata, rimangono invece in tensione.

I fondamentali di medio e lungo periodo sono tuttavia rialzisti. Il mercato è infatti in deficit per la seconda campagna consecutiva, con produzioni turche deludenti rispetto alle aspettative inziali e produzioni italiane quasi dimezzate. Inoltre il diffondersi del Covid-19, nel medio termine, potrebbe impattare positivamente sui consumi di frutta secca “in-home”.

Si segnalano anche preoccupazioni per le recenti gelate che stanno caratterizzando Turchia (dove la neve è caduta su diversi noccioleti) e Italia (in Irpinia c’è grande preoccupazione per un brusco calo delle temperature) e che potrebbero avere un impatto negativo sui prossimi raccolti.

 

Il TMO ha iniziato a vendere, prezzi del prodotto turco in leggero calo

Giovedì, 05 Marzo 2020

La domanda estera di nocciole turche, a livelli sostenuti per i primi cinque mesi della campagna (+36% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna), sta andando incontro a un rallentamento. I dati della borsa di Giresund mostrano infatti come gli export, tra dicembre e gennaio, siano risultati in calo dell’1,6%.

Il rallentamento è in parte riconducibile alla stagionalità della domanda, ma si segnalano inoltre la debolezza della domanda asiatica (coronavirus) e un prezzo internazionale della mandorla molto competitivo (effetto sostituzione).

Anche la domanda interna, complice il rallentamento dell’economia turca, potrebbe subire dei rallentamenti.

L’offerta è stata invece alimentata dalla decisione del TMO di mettere in vendita 20.000 tonnellate di prodotto precedentemente stoccato. I prezzi non sono particolarmente competitivi rispetto a quelli del mercato libero, ma l’immissione di prodotto sul mercato rappresenta un fattore ribassista.

Il mercato è quindi entrato in una congiuntura ribassista, con i prezzi del prodotto turco che, a fine febbraio, hanno registrato i primi ribassi dell’anno. I prezzi italiani, con un’offerta locale ormai azzerata, rimangono invece in tensione.

I fondamentali di medio e lungo periodo sono tuttavia rialzisti. Il mercato è infatti in deficit per la seconda campagna consecutiva, con produzioni turche deludenti rispetto alle aspettative inziali e produzioni italiane quasi dimezzate (vedi highlight precedenti).

 

La domanda è entrata nel calo stagionale, prezzi a livelli massimi dal 2017

Martedì, 18 Febbraio 2020

La domanda mondiale di nocciole è entrata nel periodo di rallentamento stagionale. Secondo le statistiche pubblicate dalla Camera di Commercio di Giresun, nel mese di gennaio le esportazioni di nocciola dalla Turchia sono state dell’1,6% inferiori rispetto a quelle di dicembre, e solo del 9% superiori rispetto a gennaio 2019. Il calo è notevole se confrontato con l’aumento del 42% dei primi quattro mesi della campagna (2019/20 rispetto a 2018/19).

Il TMO sta inoltre valutando il miglior momento per entrare sul mercato e vendere la grande quantità di stock in suo possesso.

I prezzi delle nocciole turche sono ora ai livelli più alti dal 2017. Al rallentamento stagionale della domanda si aggiunge un calo nella domanda cinese (effetto Coronavirus) che rappresenta un ulteriore fattore ribassista nel breve termine.

Pertanto, visto il sommarsi di questi fattori ribassisti, nel breve periodo ci si attende un lieve calo dei prezzi

In Italia, complice l’offerta limitata, i prezzi sono aumentati in modo significativo fin dai primi mesi della campagna e sono a livelli ampiamente superiori rispetto al 2018/19. Permangono le paure sugli effetti della cimice asiatica anche per la prossima campagna. Non è ancora stata presa una decisione sull’applicazione di misure di controllo contro questa specie invasiva.

Prezzi ancora in aumento in attesa di un rallentamento della domanda

Martedì, 04 Febbraio 2020

Il mercato ha assimilato la notizia di un raccolto 2019/20 inferiore alle aspettative in Turchia. I primi mesi della campagna sono stati caratterizzati da una domanda in tensione; secondo la Camera di Commercio di Giresun, tra settembre e dicembre 2019 le esportazioni dalla Turchia sono aumentate del 42% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il trend di esportazioni verso la Cina è in crescita: negli ultimi cinque anni sono più che raddoppiate in termini monetari. Tuttavia, l’Europa rimane il primo mercato per le nocciole turche. Il raccolto ai minimi storici in Italia è una delle cause principali per l’aumento degli export turchi in questa campagna 2019/20.

Pertanto, i prezzi del prodotto turco sono aumentati significativamente, raggiungendo la finestra di previsione per i mesi residui.

In Italia l’offerta limitata ha fatto aumentare i prezzi in modo significativo fin dai primi mesi della campagna e si trovano adesso a livelli superiori a quelli del 2018/19. 

Prezzi turchi in tensione, la domanda è elevata e il raccolto si conferma inferiore alle aspettative

Venerdì, 17 Gennaio 2020

Il mercato sta assimilando l’informazione di un raccolto inferiore alle aspettative in Turchia

Nel periodo settembre-dicembre 2019 le esportazioni dalla Turchia sono aumentate di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo del 2018. In aumento le importazioni di nocciole da parte dell’Italia durante tutto il 2019. La domanda è elevata e il calo produttivo in Italia ha spostato la domanda europea sull’offerta Turca.

Il TMO non ha ancora pubblicato i volumi ufficiali acquistati, ma secondo le statistiche della Camera di Commercio di Trabzone ha acquistato 60.700 t tra agosto e ottobre 2019, e ha smesso di acquistare in novembre.

Come previsto, il trend rialzista sui prezzi turchi continua. Le esportazioni record durante i primi mesi della campagna, le notizie riguardanti una produzione inferiore alle aspettative e un dollaro relativamente forte rappresentano i principali fattori rialzisti. 

In Italia l’offerta limitata ha fatto aumentare i prezzi in modo significativo fin dai primi mesi della campagna e si trovano adesso a livelli superiori a quelli del 2018/19. 

Confermati i dazi UE all’import di prodotto turco. Prezzi superiori a quelli della scorsa campagna

Mercoledì, 08 Gennaio 2020

L’importante calo produttivo di nocciole in Italia ha spinto la Germania a richiedere l’autorizzazione all’importazione di nocciole in esenzione di dazio da Paesi terzi (attualmente al 3%) con l’obiettivo di compensare la domanda europea con il prodotto di Turchia e Azerbaijan. Il Comitato doganale della Commissione Europea ha respinto la richiesta e ha stabilito che non verrà autorizzato nessun contingente di importazione di nocciole a dazio zero.

Nel periodo settembre-dicembre 2019 le esportazioni dalla Turchia sono aumentate di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo del 2018. In aumento le importazioni di nocciole da parte dell’Italia durante tutto il 2019.

I prezzi si confermano superiori a quello della scorsa campagna, soprattutto in Italia dove rimangono storicamente inferiori solo a quelli della campagna 2014/15.

 

Primi rallentamenti degli export turchi, prezzi italiani ancora in tensione

Martedì, 17 Dicembre 2019

Si conferma un anno “on” per la Turchia, Nutfruit stima una produzione turca del 37% superiore rispetto a quella della campagna deludente 2018/19. Confermato il calo produttivo in Italia dove il raccolto ha avuto due settimane di ritardo ed è risultato inferiore rispetto alle aspettative iniziali. 

Dopo un ottobre caratterizzato da esportazioni record dalla Turchia e domanda in tensione, durante il mese di novembre la domanda ha rallentato e i prezzi turchi hanno risentito di lievi contrazioni. Rallenta anche l’aumento dei prezzi italiani che si confermano a livelli medi elevati, storicamente inferiori solo a quelli della campagna 2014/15.

Mercato in deficit, prezzi italiani che rimangono in tensione

Martedì, 03 Dicembre 2019

Nutfruit ha aggiornato le stime per la campagna 2019/20 aumentando il dato di produzione della Turchia a 790.000 t (rispetto ai 770.000 t previsti a luglio),+37% rispetto alla campagna deludente 2018/19.

Confermato il calo produttivo in Italia dove il raccolto ha avuto due settimane di ritardo ed è risultato inferiore rispetto alle aspettative iniziali. Alcuni operatori parlano di produzioni dimezzate nella zona di Avellino e di importanti cali in Piemonte. 

Condizioni climatiche sfavorevoli hanno colpito anche la Georgia: le nocciole del raccolto 2019/20 risultano essere in media di dimensioni inferiori rispetto a quelle della scorsa campagna, anche se di buona qualità.

Dopo un ottobre caratterizzato da esportazioni record dalla Turchia e domanda in tensione, durante il mese di novembre i prezzi turchi hanno risentito di lievi contrazioni. Prezzi in aumento invece sulle piazze italiane (Avellino e Cuneo) che riflettono le difficoltà del raccolto 2019/20 in Campania e in Piemonte.

Prezzi turchi e italiani in tensione, mercato in deficit.

Venerdì, 15 Novembre 2019

Nutfruit ha aggiornato le stime per la campagna 2019/20 aumentando il dato di produzione della Turchia a 790.000 t (rispetto ai 770.000 t previsti a luglio), +37% rispetto alla campagna deludente 2018/19.

Confermato il calo produttivo in Italia dove il raccolto ha avuto due settimane di ritardo ed è risultato inferiore rispetto alle aspettative iniziali. Alcuni operatori parlano di produzioni dimezzate nella zona di Avellino e di importanti cali in Piemonte. Nutfruit stima produzioni pari a 75.000 t, un record negativo, inferiore del 30% rispetto alla media dei cinque anni precedenti.

Durante il mese di ottobre, con carenza di prodotto italiano e domanda cinese a livelli record (complice la guerra commerciale con gli USA), le esportazioni di nocciola dalla Turchia hanno raggiunto livelli record. La domanda in tensione, unita alle politiche di acquisto del TMO turco, hanno fatto registrare tensioni rialziste sui prezzi, confermate dalla previsione di un deficit a livello globale.

Terminata la raccolta turca, tensione sui prezzi italiani

Giovedì, 31 Ottobre 2019

La raccolta turca è terminata. TurkStat (istituto di statistica turco) stima una produzione a 776.000 t, superiore rispetto al dato di 770.000 t previsto da Nutfruit e soprattuto rispetto alle aspettative di molti operatori preoccupati per i danni arrecati al raccolto dalle cimici. Si tratterebbe di un aumento produttivo del 35% rispetto alla campagna deludente 2018/2019.

Continuano le preoccupazioni sulla produzione italiana attesa in calo rispetto alla scorsa campagna da 120.000 t a 100.000 t. Alcuni operatori parlano di produzioni dimezzate nella zona di Avellino e di importanti cali in Piemonte.

Il prezzo del prodotto turco, dopo aver registrato tensioni rialziste in risposta al clima di incertezza sui nuovi raccolti, sta ora andando incontro a una fase di ridimensionamento. Il TMO sta acquistando a prezzi leggermente superiori rispetto a quelli della scorsa campagna. I prezzi Italiani registrano tensioni rialziste.

Turchia, raccolta in corso, ma permane incertezza. Calo produttivo atteso in Italia.

Mercoledì, 02 Ottobre 2019

La raccolta turca sta progredendo, ma potrebbe essere inferiore rispetto al dato di 770.000 t previsto da Nutfruit. Il TMO ha infatti rivisto le sue stime a 700.000 t. Una parte del raccolto sembra essere stata danneggiata dalle cimici e alcuni gusci risultano essere vuoti. Si tratterebbe comunque di un aumento produttivo rispetto alla campagna deludente 2018/2019.

Si conferma invece una produzione italiana attesa in calo rispetto alla scorsa campagna da 120.000 t a 100.000 t con la raccolta che è iniziata con diversi giorni di ritardo. Alcuni operatori parlano di produzioni dimezzate nella zona di Avellino.

Il prezzo del prodotto turco, dopo aver registrato tensioni rialziste in risposta al clima di incertezza sui nuovi raccolti, sta ora andando incontro a una fase di ridimensionamento. Il TMO sta acquistando a prezzi leggermente superiori rispetto a quelli della scorsa campagna.

 

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